L’espressione di un incontro unico: innovativa strategia antirilassamento cutaneo

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Perché la pelle invecchia? Prevenire l’inevitabile trasformazione fisiologica è possibile? Come attenuare i segni dell’invecchiamento? Le teorie e gli studi a riguardo sono molteplici. Secondo il tormentone degli ultimi vent’anni, il cosiddetto processo di lipoperossidazione, la pelle non invecchia, ma si ossida. I radicali liberi in eccesso aggrediscono le molecole dei lipidi.

Questo processo distruttivo sui grassi che formano le membrane delle cellule, danneggia le strutture sane e le deteriora. All’origine delle rughe c’è la minore elasticità delle fibre del derma. La rapidità di questo processo dipende da fattori genetici; esercitano, però, una notevole influenza sull'invecchiamento della pelle anche fattori ambientali che determinano cambiamenti sia nell'epidermide che nel derma. Non a caso, al CNR del Massachusetts General Hospital si è riusciti a mettere in relazione che l’angiogenesi stimolata dai raggi UVB è la principale causa imputata alla formazione di rughe e photoaging ossia il foto-invecchiamento.

Quella dell’infiammazione cronica silente è una delle teorie più recenti secondo la quale le strutture cutanee subiscono un deterioramento analogo a quello prodotto da uno stato infiammatorio cronico. L’infiammazione cronica è dovuta principalmente ad un inadeguato stile di vita e ad inquinanti ambientali, portando ad uno squilibrio ormonale che causa l’infiammazione. Definita dai ricercatori come il “killer silenzioso”, l’infiammazione cronica è associata ad un costante aumento delle sostanze biochimiche pro-infiammatorie nel nostro organismo.

Tra gli studi più avanzati sull’argomento, la glicazione proteica rappresenta una modificazione non enzimatica di reazione tra proteine e zuccheri a seguito della quale si formano molecole crosslinking ad elevato peso molecolare dette A.G.E (Advanced Glycated End Products).

Sono molecole che tendono a sedimentare nei tessuti, inibendo la funzione chaperone e conseguentemente la possibilità di eliminare i prodotti ossidativi. Più antica è la teoria dell’intossicazione citoplasmatica, accreditata ed assimilata da tutte le culture della terra. Altro nome per la gestione e l’eliminazione delle tossine: gli individui che espellono più velocemente le tossine, vivono meglio ed invecchiano molto più lentamente.

In fine, l’invecchiamento della pelle è riconducibile anche alla disidratazione e all’alterazione della funzione di barriera della cute, due fenomeni strettamente correlati ed interdipendenti. Negli ultimi dieci anni si è scoperto quale importanza riveste il potenziale elettrico cutaneo (-15mV) nell’efficienza della funzione di barriera cutanea e per la maturazione dei corneociti.

Sono gli ioni calcio a determinare il gradiente elettrico della cute. La loro brusca alterazione provoca una perturbazione elettrolitica cui segue l’esocitosi dei corpi lamellari con riversamento di granuli lipidici nell’ambiente extracellulare: primo passo verso il ripristino della funzione di barriera. Quando il ripristino del potenziale elettrico è ritardato si innescano processi infiammatori e ipercheratosici.

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