Petrucci sul caso di Alex Schwazer "E' una macchia che mi portero' sempre dietro"

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Un'Olimpiade vinta, pur se macchiata dal caso di doping di Alex Schwazer. Gianni Petrucci guarda il medagliere e sorride. Il bilancio e' piu' che mai positivo e "l'Italia e' nel G8 dello sport", dice il presidente del Coni nella conferenza stampa a Casa Italia a Londral quartier generale degli azzurri si prepara ad accogliere gli ultimi medagliati. L'oro, che nell'ultima giornata sarebbe stato una ciliegina sulla torta, non e' arrivato.

Ma Petrucci si tiene stretti i due argenti e i tre bronzi che fanno valgono il sorpasso rispetto a Pechino: 28 medaglie complessive (8 ori, 9 argenti e 11 bronzi), ottavo posto nel medagliere e un podio in piu' rispetto a quattro anni fa.

"Avevo fatto la previsione che dovevamo arrivare almeno a 25 medaglie per ritenerci soddisfatti. La previsione e' stata ampiamente superata per cui sono soddisfatto", dice col sorriso Petrucci, alla sua ultima Olimpiade da presidente del Coni prima del ritorno alla guida della federbasket, voti permettendo.

Certo, Londra sara' inevitabilmente ricordata anche come l'olimpiade del caso Schwazer. "E' una macchia che mi portero' sempre dietro -ammette Petrucci-. E' un'ombra che non fa onore e che lo sport italiano non merita. Ma bisogna salvaguardare l'aspetto umano. Io ho pieta' per quel ragazzo, che sa di avere sbagliato. La giustizia sportiva e quella penale stanno facendo il loro corso, ma lui non va crocifisso".

Archiviata la nota dolente, Petrucci si sofferma sugli aspetti positivi evidenziati anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una telefonata di congratulazioni per i risultati raggiunti. "Mi posso ritenere sodddisfatto perche' questa Olimpiade e' stata molto faticosa, perche' dopo circa 14 anni lascero' il Coni e lo volevo fare con risultati soddisfacenti", spiega, prima di delineare un'Italia a due velocita': quella sportiva da top ten e quella economica che arranca.

"Siamo nel G8 dello sport e quarantaduesimi nel mondo in fatto di competitivita'. Non pensate che la situazione del Paese indirettamente non ci tocchi. Noi non viviamo in un eden o in una torre d'avorio. Ma mentre il pil resta li' noi cresciamo". A Londra l'Italia sale sul podio anche negli sport di squadra, un pallino di Petrucci: "In parte abbiamo smentito i pessimisti. Due grandi squadre, nella pallavolo e nella pallanuoto, ci hanno riportato sul podio. Certo -ammette- tutti vogliono vincere l'oro ma qui ci sono piu' nazioni dell'Onu".

"E noi a vincere ci siamo riusciti in tante occasioni". A Londra, non hanno vinto gli azzurri del nuoto. "Ma come posso rimproverare una federazione che negli ultimi 14 anni ha stupito il mondo sia al maschile che al femminile. E poi il nuoto ha alle spalle giovani che sicuramente possono far parlare a Rio".

Insomma, per dirla con le parole del capo missione Raffaele Pagnozzi "l'Italia ha vinto la battaglia d'Inghilterra". "Sapevamo che dovevamo affrontare difficolta' enormi e la vittoria e' stata anche per il nostro paese", dice il segretario generale del Coni, che fa notare anche la crisi di altre potenze del vecchio continente. "L'Europa anche qui a Londra ha confermato la sua situazione stagnante: a Pechino era scesa sotto al 50% del medagliere, a Londra si consolida questo concetto nonostante il grande exploit della Gran Bretagna che ha preso 17 medaglie in piu'. L'Italia invece cresce e va in controtendenza. Se consideriamo anche i quarti e i quinti posti, che superano la ventina con otto medaglie di legno, possiamo dire che siamo usciti vincitori dalla battaglia di Londra". Petrucci, che aveva sognato di portare in Italia le Olimpiadi del 2020 prima del 'no' di Mario Monti, assicura di non essere "invidioso di quanto fatto da Londra. Noi vogliamo sempre trovare cose negative, ma se si analizza quanto hanno investito in Gran Bretagna negli ultimi otto anni si trovano cifre impossibili. Quello che fa l'Italia -assicura Petrucci- sono miracoli".

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