I bambini e i ragazzi che praticano costantemente un'attività fisica sono con meno probabilità fumatori.

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Le notizie per voi riguardano due studi sul rapporto giovani e sport che sono appena stati pubblicati sulla scia di Pechino 2008 e londra 2012, perché ovviamente anche la scienza si è occupata dei Giochi non lasciandosi sfuggire l'occasione di calamitare un po' dell'attenzione rivolta allo sport in questo ultimo mese

Avete guardato le olimpiadi di londra insieme ai vostri figli e loro sono rimasti folgorati da uno sport tanto da sognare di emulare le gesta dei loro nuovi idoli alle prossime olimpiadi?

Vi chiedono con insistenza di portarli in piscina per diventare la nuova Pellegrini o Filippi? Vi infilzano con l'antenna telescopica della radio per dimostrarvi che potrebbero sfidare la medaglia d'oro Tagliariol? Li avete sempre avvinghiati alle gambe pronti per rovesciarvi come faceva Giulia Quintavalle in Tv? Eh, sì, mi sa che i vostri bambini sono rimasti contagiati dalla febbre olimpica, che come le maggiori epidemie influenzali arriva puntuale ogni due anni a stagioni alternate. Per molti passa in fretta, complice il fatto che la maggior parte degli sport che li hanno appassionati scompaiono dalle programmazioni televisive con lo spegnimento della fiaccola.

 

Qualcuno invece si trascina i "sintomi" per anni diventando in qualche caso sempre più "malato". Saranno i futuri campioni olimpici di domani? Chissà!

Le notizie per voi riguardano due studi sul rapporto giovani e sport che sono appena stati pubblicati sulla scia di Pechino 2008 e londra 2012, perché ovviamente anche la scienza si è occupata dei Giochi non lasciandosi sfuggire l'occasione di calamitare un po' dell'attenzione rivolta allo sport in questo ultimo mese. Baby-swimmer.jpgLa buona notizia viene da un gruppo di ricercatori dell'università di Granada e del Consiglio Nazionale della Ricerca spagnolo (CSIC), secondo cui i bambini e i ragazzi che praticano costantemente un'attività fisica sono con meno probabilità fumatori.

Dai 3 mila giovani presi in considerazione nello studio è emerso infatti che gli sportivi sono non-fumatori nell'80,9 per cento dei casi, mentre tra i ragazzi non attivi fisicamente arrivano solo al 71,4 per cento. Una differenza non da poco se si considera che in Spagna come nel resto dei Paesi occidentali la percentuale dei giovani tra i 13 e i 18 anni fumatori si attesta sul 15 per cento. Purtroppo però gli adolescenti che praticano uno sport regolarmente sono meno del 60 per cento con nette differenze tra maschi e femmine (71-75% vs 46-58% a seconda del Paese), che infatti risultano fumatrici più spesso dei loro coetanei. La cattiva notizia è che spesso i genitori dei mini-atleti si lasciano prendere la mano e nella speranza di vedere il loro piccolo con la medaglia al collo perdono di vista tutto il resto.

Un'indagine condotta all'Università di Haifa ha dimostrato infatti che i tre quarti (75%) dei genitori di piccoli atleti sarebbero disposti a far saltare al loro bambino un esame per partecipare a una gara importante. Una cifra che a qualcuno magari può non far impressione, ma i ricercatori per rendere meglio l'idea, l'hanno confrontata con quella dei genitori di piccoli musicisti, i quali concederebbero di saltare l'impegno scolastico per la partecipazione a un saggio musicale solo nel 47 per cento dei casi.

Mi pare comunque già tanto, ma i genitori che sperano di avere a casa il piccolo Mozart del nuovo millennio passano spesso per i più esasperati, proprio come lo era il padre del musicista austriaco. "Capita molto di frequente che i genitori non comprendano bene il loro ruolo nello sviluppo della carriera dei propri figli e tendano ad attraversare la linea che separa il coinvolgimento dall'intervento" spiegano gli autori dello studio. Al di là di questa spiegazione che è comunque vera, la differenza tra atleti e musicisti sta nel fatto che in america, il riconoscimento, l'aiuto e le concessioni che le scuole danno agli atleti è maggiore che per i musicisti. Gli sport in fondo fanno vincere premi alle scuole cosa che non porta la musica. Da noi, gli sport non hanno tutta questa rilevanza per la scuola perché si tratta di attività extrascolastiche, ma è molto probabile che tra famiglie di sportivi e di musicisti si possano osservare le stesse differenze, soprattutto per gli sport più popolari come il calcio.

Perciò se avete un figlio che mostra doti particolari, in uno sport, ma anche nel campo musicale, ricordatevi sempre che gli obiettivi educativi sono tanti e non possono ridursi a uno solo, soprattutto se questo realizza un vostro desiderio a prescindere dalla volontà del bambino.

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