Paura del Dentista? oltre alla sedazione esiste anche l’ansiolisi endovenosa

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Affinché la terapia odontoiatrica risulti un momento del tutto privo di paura, esistono oggi diverse tecniche in grado di ridurre al minimo l’ansia e lo stress, fattori comuni a molte persone....spiega il dottor Vittorio Tomassini, medico chirurgo specializzato in odontostomatologia che esercita la sua attività a Padova coadiuvato dal dottor Maurizio De Francesco, odontoiatra sedazionista.

«L’ansiolisi endovenosa e la sedazione cosciente con protossido d'azoto sono tecniche che, nonostante abbiano due protocolli di applicazione sostanzialmente differenti, inducono nel paziente uno stato di relax che, pur mantenendolo vigile e cosciente, gli permette di affrontare con serenità l’intero trattamento», spiega il dottor Vittorio Tomassini, medico chirurgo specializzato in odontostomatologia che esercita la sua attività a Padova coadiuvato dal dottor Maurizio De Francesco, odontoiatra sedazionista.

«L’ansiolisi endovenosa consiste nella somministrazione per endovena di piccole dosi di benzodiazepine, attraverso un procedimento, detto “titolazione”, che permette al paziente di scegliere, una volta raggiunto lo stato di benessere ottimale, il momento in cui affrontare l’intervento. La sedazione cosciente inalatoria – prosegue il dottor Tomassini – utilizza invece un gas, il protossido d’azoto, che assunto per via inalatoria e sempre mediante “titolazione”, induce nel paziente uno stato di benessere». Come spiega il dottore, sono diversi i vantaggi che queste tecniche offrono rispetto alla sedazione profonda: «In odontoiatria è auspicabile che il paziente risulti sempre cosciente per poter collaborare col medico, in quanto spesso i trattamenti richiedono un feed-back da parte dell’individuo. Inoltre essendo il paziente stesso a scegliere la quantità e la qualità della propria tranquillità, si può evitare lo stress che solitamente caratterizza una seduta dal dentista».

Queste tecniche, infatti, sono indicate soprattutto per persone odontofobiche, ma anche per pazienti con esagerato riflesso glosso-faringeo e pazienti non collaboranti. «Prima di sottoporre un paziente a un trattamento di ansiolisi – conclude il dottor Tomassini è importante conoscere il suo stato di salute e l’eventuale assunzione di farmaci che potrebbero interagire con i farmaci somministrati.

La sedazione cosciente inalatoria, invece, è controindicata per le persone affette da problemi respiratori e da malattie polmonari, ma anche per pazienti che assumono antidepressivi e donne in gravidanza». L'ansiolisi endovenosa e la sedazione cosciente con protossido d'azoto: le nuove realtà nello studio odontoiatrico illustrate da Vittorio Tomassini

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