Parodontite come curarla e perchè compare

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La parodontite aggressiva comprende rare forme di parodontiti caratterizzate da una progressione rapida. Si presenta generalmente come localizzata in età puberale, mentre la generalizzata è ancor più grave e colpisce principalmente i giovani adulti, ma anche pazienti più anziani. L'età non è comunque un buon discriminante per differenziare la forma cronica dalla aggressiva...

La parodontite conosciuta anche con il nome di piorrea è una patologia che determina infiammazione delle gengive e degli apparati limitrofi, alitosi, sanguinamento gengivale, abbassamento e retrazione del margine dei colletti dentali, con conseguente caduta dei denti. Spesso imputata a scarsa igiene è favorita dalla presenza di batteri. La parodontite si manifesta con accumulo di tartaro al colletto dei denti e nelle tasche gengivali provocandone lo scollamento. Una corretta igiene, una sana alimentazione e trattamenti specifici, possono rallentare la patologia, ma nelle forme gravi i denti si muovono e tendono a cadere. Cure tempestive e mirate possono scongiurare tale evenienza. Data la serietà della patologia è bene evitare i trattamenti low cost ed affidarsi a studi professionalmente dotati di personale medico specializzato.

Test batteri parodontite

La cura della parodontite avviene iniziando proprio dal test. La diagnosi clinica andrà differenziata in quanto esistono batteri responsabili della parodontite cronica e batteri responsabili della parodontite non cronica. I ceppi responsabili sono il T. Denticola ed il P. Gingivalis, T. Forsythia, possono invadere le cellule e dar luogo ad un infezione, andranno rilevati ed isolati attraverso un esame microbiologico. La tipologia e la quantità di batteri farà optare per una cura mirata. La terapia sarà anitimicotica, batterica e meccanica.

Laser in parodontologia

L'uso sistemico di apparecchiature specifiche come il microscopio ed il laser, consentono di curare la parodontite senza dover ricorrere all'intervento chirurgico che, nei casi più gravi e di compromissione ossea, si avvarrà di interventi mirati. Il laser consente di eliminare i batteri patogeni che si trovano al colletto del dente e all'interno delle sacche gengivali, senza dover recidere il tessuto gengivale. Queste zone infatti, non sempre sono raggiungibili dai farmaci ma la terapia laser attuata con professionalità, potrà dare degli ottimi risultati: evitare i trattamenti e le offerte low cost, ed affidarsi in mani esperte.

Implantologia computer guidata

Per favorire una guarigione totale della malattia in cui sono presenti degli elementi mancanti, è necessario andar ad intervenire sulla struttura dentale ripristinando le due arcate attraverso l'implantologia. Questa tecnica si avvale di apparecchiature che consentono di attuare un'implantologia computerizzata guidata e di attuare il ripristino delle arcate attraverso l'implantologia a carico differito o quella a carico immediato, ciò dipenderà dalla situazione dei tessuti e delle strutture ossee. Le tecniche prevedono l'utilizzo di implantologia all on four (4 impianti) e l'implantologia all on six (sei impianti). L'implantologia guidata dal computer rappresenta una nuova frontiera in campo odontoiatrico ed implantologico, la programmazione che precede l'intervento e la realizzazione della protesi accorciano i tempi permettendo di effettuare quasi sempre, l'implantologia a carico immediato.

Implantologia nei casi complessi

Nei casi complessi sarà opportuno procedere in maniera diversa. Gli impianti in zirconio o porcellana sono molto rigidi, di conseguenza se inseriti subito dopo l'intervento sono soggetti alla rottura a causa delle tensioni. Generalmente viene utilizzata la resina, (materiale più morbido), che consente di aiutare, con la sua elasticità, la riabilitazione e stabilizzazione degli impianti. Trascorsi 3 o 4 mesi si avrà una stabilità completa e si potrà procedere con l'inserimento dei materiali più preziosi, andando a completare il ripristino del sorriso. Nei low cost le principali voci escluse sono proprio queste, i materiali provvisori, la qualità e provenienza dei materiali adottati, l'esperienza del dentista, inclusa la qualità odontotecnica della riabilitazione. Rivolgersi a studi low cost non è indicato in quanto non viene rispettata la tempistica osseo integrativa indispensabile nei casi complessi.

Fonte Wikipedia sulla parodontite o piorrea

La parodontite, anche detta periodontite e parodontopatia, è un'infiammazione dei tessuti parodontali, che determina una perdita d'attacco dei denti rispetto all'alveolo, con conseguente formazione di tasche parodontali, mobilità dentale, sanguinamento gengivale, ascessi e suppurazioni, fino alla perdita di uno o più denti. Tale processo risulta reversibile se viene diagnosticato nelle sue prime fasi e curato. Con il progredire della malattia, misurata principalmente come progressione della perdita di attacco parodontale, la possibilità di recupero diventa più difficile e richiede trattamenti più complessi come la terapia rigenerativa dell'osso. Il recupero in questi casi è generalmente parziale.

Nel linguaggio comune è talvolta ancora in uso il termine analogo di piorrea, da tempo abbandonato in ambito medico. Va distinta dalla parodontite apicale, la cui origine è invece endodontica. Nella parodontite apicale l'infezione giunge al tessuto parodontale attraverso le strutture canalari interne del dente.

Classificazione

La classificazione delle malattie parodontali ha suscitato numerosi dibattiti nei decenni scorsi, quando le informazioni sulla eziopatogenesi erano decisamente più scarse. La tendenza più recente è stata quella di classificarle in base all'età, ma si è rivelata piuttosto imprecisa e inutile. Dal 1999 è accettata la classificazione dell'American Academy of Periodontology, che prevede una parodontite cronica, più frequente negli adulti, e una parodontite aggressiva, più frequente nella pubertà. Un gruppo a parte è rappresentato dalle rare forme ulcero-necrotiche. La parodontite è definita localizzata se riguarda meno del 30% della bocca; viceversa è considerata generalizzata.

Parodontite cronica

I segni clinici di parodontite cronica sono infiammazione gengivale, sanguinamento al sondaggio, perdita di attacco con formazione di tasca gengivale e riduzione dell'osso alveolare. Si manifesta come gengivite già nell'adolescenza, lentamente progressiva, che durante periodi di riduzione delle difese immunitarie presenta aggravamento acuto con associata perdita d'attacco. Nel corso della vita gli effetti patologici si cumulano, fino ad arrivare all'età adulta dove si palesano gli effetti distruttivi della malattia.

L'entità di tale distruzione è in funzione dei livelli di placca, fumo, stress, diabete, efficienza del sistema immunitario. Il rischio di contrarre parodontite cronica è compreso tra 3 e 7 nei tabagisti; la risposta terapeutica in tali individui ha una prognosi più sfavorevole, e l'attenuazione dell'infiammazione indotta dal fumo tende a celare la reale gravità della patologia.

Parodontite aggressiva

La parodontite aggressiva comprende rare forme di parodontiti caratterizzate da una progressione rapida. Si presenta generalmente come localizzata in età puberale, mentre la generalizzata è ancor più grave e colpisce principalmente i giovani adulti, ma anche pazienti più anziani. L'età non è comunque un buon discriminante per differenziare la forma cronica dalla aggressiva: condizioni igieniche particolarmente inadeguate possono causare la forma cronica anche nei bambini.

Sia la forma localizzata sia la generalizzata richiedono una predisposizione genetica, ma mentre la localizzata risulta insorgere per un'infezione da Aggregatibacter Actinomycetmcomitans, in quella generalizzata è più importante il ruolo del Porphyromonas gingivalis e del Bacteroides forsythus. Anche nella forma aggressiva il fumo è un fattore di rischio, specialmente delle forme generalizzate. La diagnosi di parodontite aggressiva si basa sul riscontro di rapida perdita di attacco e di distruzione ossea di pazienti positivi all'anamnesi familiare, e sproporzione tra depositi batterici e gravità della distruzione parodontale in assenza di patologie sistemiche rilevanti. Colpisce in maniera caratteristica soprattutto i primi molari e gli incisivi.

Parodontite ulcero-necrotica

La parodontite ulcero-necrotica è una patologia distruttiva del parodonto caratterizzata da papille e margini gengivali ulcerati e necrotici, ricoperti da un materiale pseudomembranoso giallognolo. È prevalente nei giovani (20-25 anni) dei Paesi in via di sviluppo. Le lesioni necrotizzanti si sviluppano rapidamente e dolorosamente, con facilità di sanguinamento, talvolta spontaneo. La necrosi gengivale, a carico delle papille interdentali, sprofonda nell'osso alveolare coinvolgendolo. Associati alla patologia possono manifestarsi tumefazione linfonodale, febbre, malessere generale. L'igiene orale è tipicamente molto scarsa, anche perché lo spazzolamento dentale risulta provocare un forte dolore. Il decorso è generalmente acuto, e dopo l'attenuarsi della sintomatologia possono presentarsi ricorrenti episodi di riacutizzazione.
Non è stata individuata alcuna specie batterica in grado di provocare di per sé la patologia, e inoltre la patologia non è trasmissibile con i consueti mezzi di contatto. Piuttosto si propende a ritenere che l'effetto dei prodotti metabolici dei batteri della placca risulti esacerbato in concomitanza con malattie sistemiche (AIDS, leucemia, morbillo, varicella, tubercolosi), malnutrizione, fumo, stress, depressione, scarsa igiene orale.
Visita il sito del Dentista di Bologna Simone stori

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