Laser Odontoiatrico, la soluzione ideale anche per la parodontite

Visualizzazioni di questo articolo 3939

Le gengive iniziano a ritrarsi e a sanguinare, la tasca si approfondisce e la pulizia del dente diviene molto più complessa nonché aumenta la sua mobilità. Il laser, associato alle procedure di detartasi (rimozione del tartaro) e allo scaling (pulizia al di sotto delle gengive)

Il laser, acronimo di light amplification stimulated emission radiation, è un amplificazione della luce mediante l'emissione stimolata di radiazioni. Il laser, che produce un raggio di luce di un solo colore, coerente e collimato e si può distinguere per il mezzo attivo utilizzato e per la lunghezza d'onda sulla quale lavora, dato che trova largo uso in numerosi campi d'applicazione. La tecnologia laser applicata alla parodontologia è un'innovativa metodologia che si occupa di trattare le patologie del cavo orale, fornendo agio ai pazienti ed efficacia alle terapie. Nell'ambito della parodontologia, che si occupa di tutte quelle patologie che intaccano i tessuti che sostengono e fissano il dente, il laser permette di ridurre notevolmente il quantitativo di flora batterica che si accumula al di sotto delle gengive. Risulta pertanto molto consigliato nel trattamento della parodontite, un'infiammazione cronica dei tessuti del dente che ne può comportare la totale perdita. La parodontite, nella fase iniziale, si manifesta nella tasca di unione tra la gengiva e il dente dove i batteri si accumulano e possono proliferare a causa di una scarsa igiene orale.

L’infiammazione risultante porta ad un processo di riassorbimento dell’osso e del legamento parodontale.

Le gengive iniziano a ritrarsi e a sanguinare, la tasca si approfondisce e la pulizia del dente diviene molto più complessa nonché aumenta la sua mobilità. Il laser, associato alle procedure di detartasi (rimozione del tartaro) e allo scaling (pulizia al di sotto delle gengive) riduce la profondità di penetrazione delle tasche e aumenta il grado d'attacco a livello parodontale; inoltre il laser riduce la sensibilità dentale, accelera la guarigione di afte e herpes sulle labbra grazie a processi di biostimolazione.

I laser dentali, che sempre più nell'ultimo periodo hanno preso piede in ambito della parodontologia, sono sicuramente un'ottima risorsa anche nella chirurgia dei tessuti molli, come biopsia, frenulectomia e chirurgia plastica parodontale, grazie al loro effetto di natura emostatica. Alcuni studi hanno provato l'efficacia del laser come mezzo per contrastare l'ipersensibilità dei denti, per l'eliminazione delle tasche parodontali, oltreché per la sua azione sui tessuti duri (diagnosi e cura delle carie, sbiancamento dei denti, desensibilizzazione). L’eliminazione dei batteri parodontali grazie al laser permette anche di eliminare velocemente l’alito cattivo (Alitosi).

La cura delle carie con trattamento laser non richiede il ricorso all'anestesia ed elimina ogni forma di dolore oltre alla sensibilità dentale che solitamente permane a seguito di otturazioni, operate col metodo classico, di una certa entità. In fase di preparazione non è richiesto l'utilizzo del trapano che viene impiegato a volte solo per la rifinitura della cavità. La zona da trattare risulta cosi' priva di contaminazioni, le conseguenze post-intervento sono nulle e i casi in cui si ripresenta la carie sono praticamente inesistenti. Il laser porta buoni frutti anche nel caso dello sbiancamento dentale in cui attiva i prodotti sbiancanti, agendo in profondità attaccando le macchie sui denti con esiti ottimali e duraturi nel tempo. Grazie alla valutazione del grado di demineralizzazione e al suo monitoraggio nel tempo, è possibile valutare il rischio di carie ed agire pertanto con un trattamento efficace ed in grado di contrastare lo sviluppo della patologia. 

Con l'impiego del laser si elimina l'uso del trapano ed il suo fastidioso effetto vibrante, cosi' come spesso il ricorso all'anestesia e ai suoi numerosi effetti collaterali. Il laser rende semplice l'approccio coi pazienti più piccoli, dato che il trattamento risulta poco aggressivo e scarsamente traumatizzante, ed inoltre evita il sanguinamento, il ricorso a punti di sutura e soprattutto le complicazioni post-operatorie. Il laser, inoltre, riduce notevolmente il rischio di infezioni grazie al suo potere antibatterico e biostimolante ed evita il gonfiore della gengiva al termine dell'intervento. 

Tutte queste peculiarità benefiche che si associano all'utilizzo del laser in parodontologia ne hanno comportato un aumento esponenziale di utilizzo e alcuni professionisti hanno cercato di proporre anche delle soluzioni di trattamento low cost che non sempre sono consigliabili. Infatti nei casi di utilizzo scorretto o non puntiglioso del laser possono essere provocati dei danni ai tessuti parodontali, a causa di una lunghezza d'onda errate o di una potenza non appropriata, pertanto è sempre opportuno rivolgersi a professionisti seri operanti nel settore e contrastare i low cost, che non sempre garantiscono qualità e competenza.

Va infatti valutato innanzitutto il tipo di laser utilizzato (lunghezza d’onda). I laser più efficaci verso i batteri causa della parodontite sono quelli al neodimio (nd:yag), molto più energetici di quelli a diodi usati spesso nei low cost. Il secondo punto da tenere in considerazione è il tipo di trattamento: la bocca è un ambiente unico e quindi trattare solo le zone e le tasche più gravi non è l’ideale e può portare spesso a recidive. E’ necessario invece un trattamento integrale ed in più sedute, in quanto una o due sedute non riescono a rimuovere una quantità significativa di batteri. Bisogna ricordare come il laser, neodimio o diodi che sia, non rimuove il tartaro. Per questo motivo l’utilizzo del laser va sempre combinato con terapie meccaniche di rimozione del tartaro sopra e sottogengivale. E se il tartaro non è correttamente rimosso, anche in presenza del laser può essere necessario il ricorso alla chirurgia.

Al fine di ridurre concretamente il ricorso alla chirurgia, ci si può avvalere di un altro strumento ad alta tecnologia come il microscopio operatorio, col quale si possono eseguire pulizie veramente approfondite e verificare l’effettiva rimozione del tartaro profondo, riducendo o eliminando inoltre l’uso di anestesia.Combinando quindi le tecnologie si può ottenere un’ottimo risultato totalmente non chirurgico, non invasivo e spesso senza anestesia, con una rapida risoluzione di sanguinamento gengivale, suppurazione, alitosi e riduzione di profondità di tasca e mobilità dentale.

Infine, esiste anche un metodo per valutare oggettivamente i risultati terapeutici, oltre alla verifica clinica con sondaggi parodontali: gli esami microbiologici. Eseguendo questi esami prima e dopo la terapia si potrà verificare che la terapia abbia efficacemente ridotto o rimosso i batteri causa del problema. Con queste analisi, unite ad una accurata igiene orale a casa e a controlli periodici, si potranno ridurre le recidive ed essere sicuri di mantenere i propri denti per molto tempo.

Per saperne di più
Microdent Dental SPA
Via G. Massarenti 412/2G
40138 Bologna
Tel. 051 6232040

Microdent
Via Calefati 133
70122 Bari
Tel. 080 2141954

Potrebbero interessarti anche...