Implantologia dentale: materiali, protocolli e risultati

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L’implantologia computer assistita prevede la realizzazione di un “indice radiografico”, ovvero un morso in resina acrilica che, obbliga il paziente a mantenere un rapporto occlusale corretto, porta in sé tutte le informazioni della futura protesi e che viene utilizzata nella prima parte della pianificazione clinica, quando si sottopone il paziente alla Tac

L’implantologia è quella branca dell’odontoiatria che utilizza tecniche chirurgiche sempre più avanzate, risolve casi perdita parziale o totale dei denti, attraverso l’inserimento nelle ossa mascellari di radici dentarie artificiali, chiamate “impianti”, su cui vengono poi cementate o avvitate protesi dentarie preferibilmente fisse.


«Grazie alla moderna odontoiatria e gli strumenti di alto livello tecnologico, l’implantogia si è evoluta nella pratica dell’implantologia cosiddetta “computer assistita”: la sola e importante differenza rispetto alle tecniche tradizionali, consiste nell’utilizzo di un programma computerizzato che aiuta il clinico nel posizionare in maniera precisa gli impianti nelle ossa mascellari del paziente». Alessandro Palumbo, medico chirurgo specialista in odontoiatria, descrive nel dettaglio il funzionamento e i vantaggi dell’implantologia avanzata.

Quali materiali si prediligono per l’implantologia moderna?
«Negli impianti dentali, il materiale privilegiato, in assoluto il più funzionale, è rappresentato dal titanio puro la cui superficie viene variamente trattata nella ricerca di favorire l’osteointegrazione. Per un corretto impianto dentale si fa unicamente uso di impianti realizzati da una multinazionale svedese che utilizza un processo elettrochimico esclusivo registrato con il marchio TiUnite la cui superficie arricchita di fosfati presenta una microstruttura che favorisce la guarigione dei tessuti circostanti garantendo cosi una maggiore durata nel tempo».


In quali aspetti si evince l’innovazione della pratica computer assistita rispetto alla tradizionale? «L’implantologia computer assistita prevede la realizzazione di un “indice radiografico”, ovvero un morso in resina acrilica che, obbliga il paziente a mantenere un rapporto occlusale corretto, porta in sé tutte le informazioni della futura protesi e che viene utilizzata nella prima parte della pianificazione clinica, quando si sottopone il paziente alla Tac. In due fasi contemporanee, la Tac esegue una scansione dell’indice radiografico e una del paziente con il dispositivo in bocca. Le immagini così ottenute vengono elaborate da un apposito software creato prima, dall’azienda fornitrice degli impianti, e in seguito, dal medico stesso che a computer programma il successivo intervento».

Materiali e protocolli dell'implantologia


Quali vantaggi comporta l'implantologia assistita per il medico e per il paziente? «Innanzitutto permette di realizzare in tempi davvero brevi, circa un’ora, la riabilitazione protesica di un’intera arcata posizionando gli impianti là dove precedentemente stabilito a computer, grazie all’utilizzo di una “mascherina chirurgica” realizzata presso i laboratori di Goteborg, sulla base di quanto progettato precedentemente dal medico con l’ausilio del tecnico di laboratorio. Inoltre, l’utilizzo del digitale nell’implantologia moderna e avanzata permette di trattare anche i casi più difficili con un margine d’errore davvero minimo e molto meno traumatico».

Si ottiene dunque anche un più facile recupero postoperatorio? «Certamente. Anche perché nella quasi totalità dei casi non è necessario incidere la mucosa della sede implantare e questo si riflette su una guarigione più veloce e quasi asintomatica che estende l’utilizzo dell’implantologia computer assistita soprattutto a quei pazienti affetti da patologie sistemiche che ne renderebbero più difficile l’intervento».


Esistono delle controindicazioni all'implantologia?
«Le controindicazioni assolute valide per l’implantoprotesi convenzionale sono le stesse per l’implantoprotesi computer assistita. Esistono piuttosto dei requisiti essenziali per un buono impianto dentale ovvero una buona apertura della cavità orale, la presenza di discreta quantità di gengiva aderente, e ovviamente un’adeguata quantità di osso. Comunque la decisione finale spetta sempre al medico dentista. I pazienti che possono essere trattati con questo protocollo sono molti, però come tutto in medicina prima di poter decidere se un paziente possa essere sottoposto o meno a un trattamento implantologia di ultima generazione è necessario effettuare un’accurata anamnesi, un adeguato esame obiettivo e aiutarsi sempre con esami radiografici per escludere la presenza di controindicazioni al trattamento di impianti dentali».

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