Implantologia, Con gli impianti dentali ritorna il sorriso

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L´alveolo del dente fa da guida nell´inserimento dell´impianto. In molti casi è la semplice sostituzione della radice del dente con la vite, per cui l´osso non viene fresato. La nuova radice di titanio nell´alveolo contrasta la riduzione di volume dell´osso dopo l´estrazione, conservando così l´estetica del dente e del volto. Si utilizza la stessa anestesia e antibioticoterapia per l´estrazione e l´impianto.

Carie, parodontopatie e altre malattie mettono a serio rischio la salute della nostra bocca. Cosa fare una volta perso inevitabilmente un dente? Con la moderna implantologia il problema può essere risolto definitivamente. Secondo una recente indagine l´Italia è al top della classifica degli impianti dentali. Il motivo principale è che gli impianti riescono a dare la sensazione di avere ancora i propri denti e sono in grado di mantenere alte le creste ossee dopo le estrazioni dei denti. Le metodiche implantologiche sono tante e diverse, ognuna adatta alle esigenze di ciascun paziente.

Le tecniche implantologiche attuali sono in grado di risolvere la maggioranza dei casi, sia quelli con osso alto e largo che quelli con osso sottile, basso o vuoto. Dalle più diffuse alle più particolari. Per meglio approfondire le tematiche inerenti all´implantologia ci siamo rivolti al professor Antonio Di Giulio, specialista in Odontoiatria e Anestesia e Direttore Sanitario della Clinica del San Babila Day Hospital di Milano e Roma.

La riduzione dei denti è una perdita biologica che può essere evitata. Si possono inserire una o due viti in titanio, i denti adiacenti non vengono coinvolti, e risulta così più semplice ripristinare l´occlusione per un solo dente. L´occlusione, cioé il perfetto combaciare dei denti di un´arcata con quelli antagonisti, deve essere perfetta, poiché anche piccoli errori causano sofferenze e mobilità dei denti

Innanzitutto occorre avere un´igiene orale accurata e lavare i denti dopo qualsiasi pasto. Inoltre, soprattutto nei giovani, evitare l´assunzione di cibi cariogeni. Si consiglia poi una visita odontoiatrica di controllo, accompagnata da una radiografia, almeno una volta all´anno.

Qual è l´alternativa al classico ponte? «Il ponte comporta la riduzione di due denti sani per rimetterne uno o due. Alla riduzione spesso segue la devitalizzazione.

Il Parere dell'esperto Professor Antonio Di Giulio.

Dottor Di Giulio perché generalmente si preferisce utilizzare viti endossee in titanio?«Per la sostituzione immediata della radice con la vite. L´alveolo del dente fa da guida nell´inserimento dell´impianto. In molti casi è la semplice sostituzione della radice del dente con la vite, per cui l´osso non viene fresato. La nuova radice di titanio nell´alveolo contrasta la riduzione di volume dell´osso dopo l´estrazione, conservando così l´estetica del dente e del volto. Si utilizza la stessa anestesia e antibioticoterapia per l´estrazione e l´impianto.

L´impatto psicologico della perdita del dente è superato dalla certezza di averlo già sostituito e di sentirlo come proprio. In alcuni casi la vite inserita può essere utilizzata immediatamente con un nuovo dente. In altri casi dopo l´inserimento della vite si deve attendere 2-3 mesi per essere certi della sua osteointegrazione (osso che blocca definitivamente la vite) e poi si inserisce il dente finale».

Quali altri tipi di viti vengono utilizzate? «Vengono spesso utilizzate le viti per il rialzo del seno mascellare. Si solleva la membrana del seno mascellare introducendo questa sostanza biologica, molto utilizzata in ortopedia, che induce ossificazione in dieci, massimo dodici settimane, costituendo così una disponibilità ossea sufficiente per l´impianto». Qual è l´impianto più semplice da effettuare? «Si può procedere con delle viti per l´impianto transmucosa. Vengono inserite senza il taglio e l´apertura della fibromucosa gengivale. Queste viti sono particolarmente adatte per riabilitare la protesi mobile di una persona anziana». In quali casi è più indicato invece l´utilizzo di un impianto iuxta-endosseo-osteointegrato? «Dove l´osso è basso, sottile, vuoto per seni mascellari ampi e non rialzabili, per cui viene programmato e realizzato sul modello stereolitografico della cresta ossea. Disegnato e realizzato l´impianto in fusione di titanio, viene applicato in poco tempo intorno all´osso.

Questo impianto ha ricevuto un notevole avanzamento per la riabilitazione dei casi difficili dalla programmazione su modello stereolitografico della cresta ossea, dalla fusione in titanio, e dalla sostanza osteo-inducente con cui l´impianto viene ricoperto. Questa sostanza, inducendo formazione di nuovo osso sul titanio, lo rende anche endosseo osteointegrato. L´impianto è utilizzato appena applicato, poiché ha stabilizzazione primaria e quindi ancoraggio immediato sulla cresta ossea per la sua precisione. Dopo 3-4 mesi la sostanza osteo-inducente completa l´ossificazione e lo blocca definitivamente. Ossificazione verificabile con una TAC». È importante comunque curare immediatamente i denti e non aspettare che arrivi il dolore prima di rivolgersi all´odontoiatra. Se il dente comincia a vacillare, invece, bisogna rivolgersi immediatamente a un odontoiatra paradontologo che potrebbe ancora salvarlo con una cura appropriata da eseguire attorno alla radice o rivolgersi all´implantologo che sostituisce nella stessa seduta il dente con un impianto, sempre che la parodontopatia (piorrea) non abbia già distrutto completamente l´osso».

Cosa si può fare in particolar modo per intervenire contro la piorrea? «È bene che la piorrea venga adeguatamente curata, perché da un dente solo si può estendere agli altri denti. Studi recenti hanno stabilito che le paradontiti possono coinvolgere il cuore e il cervello, tanto è vero che è buona regola prima di intervenire su questi denti infetti eseguire una terapia antibiotica almeno due ore prima».

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