Implantologia a carico immediato quando manca l'osso, ecco le soluzioni

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Implantologia Carico Immediato: La massiccia domanda ha indubbiamente sviluppato una notevole concorrenza tra le ditte produttrici di impianti, con un conseguente abbattimento dei costi per il paziente. Tuttavia la necessità di utilizzare, per la soluzione dei casi più complessi, biomateriali e attrezzature dedicate, non consente ancora di parlare di impianti in termini di protesi sociale.

Gli ottimi risultati ottenuti negli ultimi anni mediante l’implantologia hanno portato a un notevole aumento della richiesta di questo particolare trattamento da parte dei pazienti. A ricorrere alle riabilitazioni implantoprotesiche sono soprattutto gli anziani, che per il severo grado di riassorbimento delle ossa mascellari non riescono più a stabilizzare le protesi mobili nei giovani/adulti che non vogliono compromettere la dentatura residua con la realizzazione di ponti fissi tradizionali. Per conoscere meglio le innovazioni e le potenzialità degl'impianti a carico immediato, Ci siamo rivolti ai medici del portale Implantologia24.it

La massiccia domanda ha indubbiamente sviluppato una notevole concorrenza tra le ditte produttrici di impianti, con un conseguente abbattimento dei costi per il paziente. Tuttavia la necessità di utilizzare, per la soluzione dei casi più complessi, biomateriali e attrezzature dedicate, non consente ancora di parlare di impianti in termini di protesi sociale.

Come si è evoluto il protocollo chirurgico classico nell'implantologia a carico immediato?

«Il costante sviluppo delle tecniche chirurgiche ha ridotto enormemente il disagio post- operatorio dei pazienti. Si è passati dal protocollo chirurgico classico, ideato nei primi anni 60 da Brånemark, che prevedeva due fasi chirurgiche, eseguite in sala operatoria a distanza di alcuni mesi l’una dall’altra, a una tecnica estremamente raffinata, che consente in un’unica seduta eseguita in ambulatorio di estrarre un dente, posizionare l’impianto e realizzare un provvisorio fisso senza incidere i tessuti molli. Il sempre più diffuso utilizzo di biomateriali, quali osso eterologo e membrane riassorbibili, ha inoltre permesso di trattare anche quei casi in cui l’osso non era presente in quantità sufficiente per posizionare gli impianti».

Cosa garantisce la stabilità e la durata nel tempo degli impianti dentali a carico immediato?

«La predicibilità del processo biologico di osteointegrazione, cioè l’ottenimento di un ancoraggio diretto tra osso e impianto, è garantita dal rigoroso rispetto dei protocolli chirurgici indicati dalla costante ricerca scientifica. I dati che emergono dalla letteratura indicano una percentuale di successo dei trattamenti implantoprotesici pari al 98% per la mandibola edentula e del 92% per il mascellare superiore edentulo a distanza di 15 anni. Anche la realizzazione della protesi riveste un ruolo fondamentale per la durata a lungo termine degli impianti; essa, infatti, deve essere progettata tenendo conto della corretta distribuzione dei carichi masticatori e non deve esercitare tensione sugli impianti».

Quali le tecnologie e i materiali che predilige?

«Il mio studio dentistico si occupa di odontoiatria a 360°; tuttavia fin dai primi anni 2000 la mia attenzione si è concentrata sulla procedura chirurgica definita di carico immediato, che permette l’immediato posizionamento dei denti fissi subito dopo l’inserzione degli impianti. Può riguardare la sostituzione del dente singolo, in particolare nelle zone altamente estetiche, oppure la riabilitazione di un’intera arcata dentaria, soluzione che garantisce al paziente un livello di comfort altissimo. Per questo tipo di lavorazione consiglio ai pazienti un particolare tipo di denti in composito che presentano molteplici vantaggi: hanno una durezza e un’estetica decisamente superiori ai denti in resina tradizionalmente utilizzati in protesi mobile, sono facilmente riparabili e sostituibili, permettono di realizzare una protesi fissa avvitata e non cementata, che può essere rimossa per qualsiasi necessità e riposizionata in un’unica seduta dall’odontoiatra».

Quali sono i vantaggi che scaturiscono dalla procedura chirurgica del carico immediato?

"Indubbiamente l’accorciamento dei tempi terapeutici è un vantaggiosia per il paziente, che può recuperare rapidamente sia la funzionalità che l’estetica, sia per il clinico. Senza contare che concentrare le fasi chirurgiche e protesiche in un lasso di tempo breve permette all’equipe odontoiatrica di proporre il trattamento ad un costo ridotto per il paziente. Un altro aspetto positivo di questa tecnica è rappresentato dal minor numero di sedute chirurgiche necessarie, la cui diretta conseguenza è un maggior rispetto dei tessuti duri e molli del cavo orale».

A quali soggetti sconsiglia il ricorso all’implantologia?

«Rispetto al passato si è notevolmente ridotto il numero di patologie che venivano considerate come una controindicazione assoluta alla riabilitazione con impianti. Sicuramente non possono essere trattati pazienti sottoposti a radioterapia delle ossa mascellari per tumori pregressi, in quanto i normali meccanismi di guarigione dell’osso sono stati alterati. Allo stesso modo pazienti affetti da osteoporosi grave o da metastasi ossee in terapia endovenosa con una categoria di farmaci denominati bifosfonati non possono essere trattati per l’elevato rischio di osteonecrosi". Sempre più italiani, per risparmiare, vanno all’estero per subire interventi di odontoiatria e implantologia.

Qual è la vostra opinione sul fenomeno del turismo odontoiatrico?

"Credo sia importante sottolineare il fatto che qualsiasi riabilitazione odontoiatrica, soprattutto se complessa, necessita di essere seguita nel tempo con richiami periodici al fine di garantire un’ottima efficienza e durata della protesi. In caso di contenzioso derivante da un insuccesso del lavoro eseguito non esistono poi leggi internazionali a garanzia del paziente, e inoltre alcuni materiali, quali ad esempio le leghe dentali preziose ad alto titolo di oro, hanno un costo fisso a livello mondiale. Altra considerazione importante riguarda le normative molto severe che in Italia regolano i protocolli di igiene e sterilità per evitare il rischio di contrarre infezioni. Molto spesso, quindi, il risparmio reale che il paziente crede di ottenere va ad incidere sulla qualità dei manufatti eseguiti".

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