Igiene orale, questione di vita o di morte

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I dati di mortalità sono stati raccolti fino al 2000, quando l’età media dei veterani era di 38 anni. Sempre ragionando in termini di media, i 234 decessi avevano colpito persone poco più che cinquantenni. Un’inadeguata igiene orale comportava un aumento del rischio di morire per qualsiasi causa di circa 3 volte, di morire per malattie cardiache di quasi 3 volte e mezza. L’edentulia moltiplicava ulteriormente la probabilità sfavorevole, di 4 e 5 volte e mezza, rispettivamente.

«Se ci tieni alla salute, lavati i denti» Non è una frase a effetto per convincere i bambini a usare lo spazzolini prima di andare a letto, ma il messaggio che emerge chiaro dai risultati di una ricerca internazionale pubblicata sul Journal of Epidemiology & Community Health che ha stabilito una relazione tra igiene della bocca e mortalità.

Mantenere in salute denti e gengive assicura il benessere di tutto l’organismo e in particolare del cuore

La popolazione studiata era quella del Vietnam Experience Study, un progetto volto a indagare diverse variabili legate alla salute in parecchie migliaia di veterani (arruolati in media ventenni tra il 1965 e il 1971) ben rappresentativi della popolazione maschile statunitense. Le condizioni di denti e gengive sono state valutata clinicamente nel 1984 esprimendo un giudizio qualitativo su quattro livelli (buone, discrete, scarse, presenza di edentualia ovvero mancanza di uno più elementi dentari).

I dati di mortalità sono stati raccolti fino al 2000, quando l’età media dei veterani era di 38 anni. Sempre ragionando in termini di media, i 234 decessi avevano colpito persone poco più che cinquantenni. Un’inadeguata igiene orale comportava un aumento del rischio di morire per qualsiasi causa di circa 3 volte, di morire per malattie cardiache di quasi 3 volte e mezza. L’edentulia moltiplicava ulteriormente la probabilità sfavorevole, di 4 e 5 volte e mezza, rispettivamente. Il dato interessante è che questa relazione si manteneva anche dopo correzione per i fattori socio-economici e comportamentali, che da soli spiegavano il 50% circa del rischio di mortalità.

LO STUDIO - «Abbiamo cercato di individuare una relazione tra igiene orale nell’adulto di mezza età e morte prematura e di analizzare il peso di vari determinanti, in particolare la situazione socioeconomica e lo stile di vita» dichiara Wael Sabbah dell’Oregon Health and Science University di Portland. La popolazione studiata era quella del Vietnam Experience Study, un progetto volto a indagare diverse variabili legate alla salute in parecchie migliaia di veterani (arruolati in media ventenni tra il 1965 e il 1971) ben rappresentativi della popolazione maschile statunitense. Le condizioni di denti e gengive sono state valutata clinicamente nel 1984 esprimendo un giudizio qualitativo su quattro livelli (buone, discrete, scarse, presenza di edentualia ovvero mancanza di uno più elementi dentari). I dati di mortalità sono stati raccolti fino al 2000, quando l’età media dei veterani era di 38 anni. Sempre ragionando in termini di media, i 234 decessi avevano colpito persone poco più che cinquantenni. Un’inadeguata igiene orale comportava un aumento del rischio di morire per qualsiasi causa di circa 3 volte, di morire per malattie cardiache di quasi 3 volte e mezza. L’edentulia moltiplicava ulteriormente la probabilità sfavorevole, di 4 e 5 volte e mezza, rispettivamente. Il dato interessante è che questa relazione si manteneva anche dopo correzione per i fattori socio-economici e comportamentali, che da soli spiegavano il 50% circa del rischio di mortalità.

UN COMPLESSO DI COSE - Ovviamente, per una relazione non così immediata come quella tra igiene orale e mortalità precoce non ci sono spiegazioni semplici e ancora meno semplicistiche. I ricercatori invocano dunque una molteplicità di meccanismi (una genesi multifattoriale per dirla in "medichese") che si può raccontare iniziano dalle cause locali individuali fino a giungere a quelle più generali. Guardando prima di tutto in bocca, i maggiori imputati sono le malattie prima infiammatorie e poi infettive delle gengive e dei tessuti che circondano e stabilizzano il dente, dovute soprattutto a una scarsa familiarità con lo spazzolino. Da queste si genererebbe uno stato infiammatorio con ricadute a livello sistemico soprattutto sul cuore e sui vasi e a livello locale culminerebbe nella caduta dei denti. Anche il fatto di essere edentuli ha ripercussioni più ampie, in quanto limita o condiziona in modo significativo la varietà dei cibi introdotti e quindi la completezza della dieta. C’è poi una visione più olistica e un po’ giudicante: chi non ha cura della propria bocca non ha cura della sua persona nell’insieme e quindi è destinato ad ammalarsi di più. Ma non si può dimenticare un elemento che di questi tempi fa la differenza per molti e dipende poco dalla buona volontà: la possibilità di andare dal dentista.

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