Staminali cordonali: una nuova frontiera della medicina

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Queste cellule possiedono due caratteristiche distintive, una grande capacità di autoriprodursi e una notevole stabilità genetica che le rende difficilmente inclini a degenerare in cellule tumorali (1; 2). Nell'insieme, nel sangue cordonale sono presenti diversi tipi di cellule staminali ovvero...

All’interno del sangue cordonale è presente una popolazione di cellule la cui funzione all’interno dell’organismo non è ancora stata definita (cellule indifferenziate): le staminali cordonali.

Queste cellule possiedono due caratteristiche distintive, una grande capacità di autoriprodursi e una notevole stabilità genetica che le rende difficilmente inclini a degenerare in cellule tumorali (1; 2). Nell'insieme, nel sangue cordonale sono presenti diversi tipi di cellule staminali ovvero: - staminali simil-embrionali, cellule pluripotenti (3) capaci di originare virtualmente qualsiasi organo/tessuto (1); - staminali cordonali mesenchimali, cellule multipotenti caratterizzate da una grande capacità di autoriproduzione e dalla possibilità di generare diversi tipi cellulari (capacità di differenziamento), come ad esempio quelli costituenti il tessuto osseo, adiposo e cartilagineo (4); - staminali cordonali ematopoietiche, cellule multipotenti capaci di specializzarsi nelle cellule presenti nel sangue e nel midollo osseo (5-9); - staminali progenitrici endoteliali, cellule in grado di generare tessuti endoteliali, come ad esempio i vasi sanguigni (10; 11), risultando quindi importanti nel processo di vascolarizzazione (11).

Perché sono importanti? Grazie alla loro capacità di differenziare in diversi tipi cellulari (1; 12; 13) le staminali cordonali risultano particolarmente indicate in applicazioni di medicina rigenerativa. In questo ambito, ad esempio, è stato possibile ottenere cellule in grado di produrre insulina partendo da staminali cordonali sottoposte a determinate condizioni di cultura (14). Le staminali cordonali hanno mostrato, sperimentalmente, anche la capacità di originare cellule cardiache dal momento che, quando trapiantate in modello animale di ipertrofia cardiaca, hanno favorito la rigenerazione del tessuto compromesso (15).

Le staminali del cordone ombelicale dal punto di vista immunologico sono considerate immature (16). Questa importante caratteristica fa si che le staminali cordonali siano meno rigettabili dal sistema immunitario. In aggiunta, il rilascio da parte di queste cellule di particolari molecole (dette fattori solubili, come ad esempio prostaglandina E2) rende le staminali cordonali capaci di modulare la risposta immunitaria (17; 18) e di spegnere reazioni infiammatorie (19). Ne consegue, complessivamente, che nell'ambito di trapianti allogenici (ovvero da donatore), le staminali cordonali sono in grado di minimizzare il rischio di rigetto. Come avviene la loro raccolta? Il sangue del cordone ombelicale può essere raccolto sia a seguito di parto naturale che cesareo. La raccolta viene effettuata da personale ostetrico adeguatamente formato e prevede l'esecuzione di una procedura che, essendo del tutto non invasiva, non espone ad alcun rischio né la mamma né il neonato. Il sangue cordonale viene raccolto dalla vena ombelicale e trasferito in apposite sacche contenenti un anticoagulante. Dopo la raccolta il sangue cordonale viene analizzato e in alcuni casi si procede all’eliminazione della frazione plasmatica.

Qualora lo si debba crioconservare, il campione viene congelato in azoto a -196°C e custodito fino al momento di un eventuale impiego terapeutico all'interno di strutture dette “banche del cordone ombelicale”.

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