RED BULL TORNA IN MIRINO ANTITRUST, PUBBLICITA' SCORRETTA = GIA' MULTATA CON 80MILA EURO NEL 2009, DENUNCIA DI ALTROCONSUMO

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Promette di "mettere le ali" ridando la giusta energia e la giusta carica, per affrontare "lunghe notti di festa" o "prima di far ritorno a casa".

Ma che ci riesca e' tutto da dimostrare. La Red Bull finisce nuovamente nel mirino dell'Antitrust che, agli inizi di agosto, ha aperto un procedimento per pratica commerciale scorretta nei confronti dell'azienda produttrice. Anche Altroconsumo ha denunciato la potenziale pubblicita' ingannevole, presentando un esposto agli uffici dell'Autorita' guidata da Pitruzzella. Per l'Antitrust le espressioni usate per la promozione di Red Bull nel sito aziendale e negli spot pubblicitari potrebbero risultare ingannevoli, perche' omettono di indicare le effettive caratteristiche del prodotto, e anche scorrette, perche' non spiegano i possibili effetti negativi legati a un consumo eccessivo della bevanda, soprattutto in associazione con l'alcol.

In sostanza i consumatori potrebbero trascurare le normale regole di prudenza, fino al punto di poter mettere potenzialmente a rischio la propria vita perche' la pubblicita' lascia intendere che, grazie alla bevanda, sia possibile superare momenti di estrema stanchezza. A preoccupare l'Antitrust e' anche l'enfasi impiegata nelle pagine Internet sui possibili usi del prodotto (videogame, serate di festa, guida, studio) e gli spot sotto forma di cartoon, tarati su un pubblico di giovani, adolescenti e bambini. Accompagnati dallo slogan "mette le aali?", gli spot potrebbero minacciare, anche indirettamente, la salute o la sicurezza dei minori. L'Antitrust, infine, ritiene che anche l'etichetta della bevanda possa essere ingannevole perche', in violazione di una specifica direttiva comunitaria, non indica, con caratteri grafici adeguati e accanto al nome del prodotto, l'elevato tenore di caffeina. La pubblicita' di Red Bull era gia' stata sanzionata dall'Antitrust nel 2009 con una multa di 80 mila euro.

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