Problemi a tavola? Potrebbe essere sensibilità al glutine.

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La prima Consensus Conference internazionale di Londra sulla sensibilità al glutine sostenuta dal Dr. Schär Institute ne ha elaborato definizione, sintomi ed iter diagnostico.

Crescono le evidenze scientifiche sulla sensibilità al glutine, una nuova patologia che potrebbe risolvere i problemi alimentari fino ad oggi senza spiegazione, di oltre 3 milioni e mezzo di italiani. La prima Consensus Conference internazionale di Londra sulla sensibilità al glutine sostenuta dal Dr. Schär Institute ne ha elaborato definizione, sintomi ed iter diagnostico.

L’incidenza della celiachia si attesta intorno al’1 per centro della popolazione, mentre, come sostengono i primi dati di origine americana, la frequenza della sensibilità al glutine è intorno al 6 per cento: E’ evidente che questa stima, se confermata, renderebbe la sensibilità al glutine una delle patologie più diffuse in assoluto. «Possiamo affermare oggi - dichiara il Professor Carlo Catassi, Ordinario di Pediatria presso l’Università Politecnica della Marche, Ancona e membro del comitato scientifico del Dr. Schär Institute - che oltre ad una differenza molecolare la sensibilità al glutine differisce dalla celiachia anche per la risposta del sistema immunitario.

Se per la celiachia abbiamo, infatti, un meccanismo di tipo auto-immune fortemente condizionato da una risposta adattativa del sistema immunitario, per la sensibilità al glutine abbiamo osservato un maggiore coinvolgimento del meccanismo immunitario innato senza interessamento della funzione della barriera intestinale. L'incontro di Londra – continua Catassi - è stato fondamentale per definire, per la prima volta, un iter diagnostico in grado di identificare la sensibilità al glutine. Sappiamo oggi, con maggiore confidenza, che per diagnosticare la sensibilità al glutine è necessario escludere tramite gli opportuni e specifici test diagnostici sia la celiachia che l’allergia al grano.

 

Cosa è la sensibilità al glutine? Essere sensibili al glutine significa avere sintomi simili a quelli della celiachia e dell’allergia al grano senza essere affetti da nessuna delle due patologie. Si tratta di una situazione che, al contrario della malattia, è transitoria e può risolversi dopo un periodo di alimentazione senza glutine..

Il grano di oggi sarebbe, eccessivamente concimato e conterrebbe una quota di glutine superiore del 12% rispetto al normale, a cui il nostro organismo stenta ad abituarsi.

Problemi a tavola? Potrebbe essere sensibilità al glutine.

Infine la sensibilità al glutine non sembra dare indicazioni temporali precise, può aumentare nel corso della vita o scomparire senza lasciare tracce.» Cos'è il glutine ? Il glutine è una massa compatta, elastica e porosa costituita da un insieme di proteine presenti nel grano, nell’orzo, nella segale e in diverse altre graminacee.

Queste proteine contengono la prolina, poco digeribile per l’organismo umano. Questo, in alcuni individui particolarmente sensibili, può scatenare una complessa sintomatologia, che si può manifestare attraverso disturbi gastro-intestinali, dolori muscolari, fiacchezza, emicrania e nausea.

Per quanto utile nella panificazione e negli impasti a base di farine, il glutine può però essere tranquillamente rimosso dalla nostra alimentazione senza alterare le qualità nutrizionali dei cibi. In questo aiuta la scelta di cibi naturalmente privi di glutine o appositamente prodotti in modo che ne siano privi al fine di consentire alle persone sensibili al glutine una dieta varia e piacevole.

La sensibilità al glutine è causa di mal di testa, nausea, irritazione intestinale, stanchezza, dolori muscolari e molti altri problemi a cui, se si ignora la propria condizione di sensibilità, non si sa dare spiegazione. Qual è la causa? Probabilmente un grano "troppo pesante". Secondo gli esperti la “colpa” sarebbe del grano “moderno”, che viene definito “pesante”, perché molto ricco in glutine.

Il grano di oggi sarebbe, eccessivamente concimato e conterrebbe una quota di glutine superiore del 12% rispetto al normale, a cui il nostro organismo stenta ad abituarsi. I sintomi che si associano alla sensibilità al glutine sono molti, tra i principali ricordiamo:

• Dolore addominale, anche con bruciore alla bocca dello stomaco, nausea e vomito, gorgoglii e gas intestinale, stitichezza e diarrea.

• Fatica, intorpidimento di braccia e gambe, crampi muscolari e dolori articolari.

• Mal di testa, confusione mentale, collasso, eczemi, mucosa della lingua arrossata e tumefatta con possibili ulcere e chiazze biancastre.

Bastano pochi e semplici esami per escludere allergia al grano e celiachia: Gli esami per escludere un'allergia al grano sono i prick test ed i rast test. I primi vengono eseguiti inoculando sotto la pelle del braccio, in modo indolore, una piccolissima quantità di grano. Se la pelle si gonfia e si arrossa in corrispondenza del "buchino" significa che si è allergici.

I Rast test sono invece esami del sangue che misurano la quantità di specifici prodotti contro il grano. Gli esami del sangue per la celiachia ricercano anticorpi specifici contro il glutine, detti antigliadina, anticorpi specifici contro la mucosa intestinale (antiendomisio) e anticorpi anti-transglutaminasi (Ttg). Per la diagnosi definitiva di celiachia è infine necessaria una biopsia (cioè il prelievo di una piccola parte di tessuto) dell'intestino tenue che rileva eventuali danni ai villi intestinali. Un sospetto di sensibilità al glutine e quindi una dieta senza glutine può essere presa in considerazione solo quando le due reazioni al glutine (celiachia ed allergia al grano) sono state escluse con certezza. No al glutine? Ecco alcune semplici indicazioni per la tavola: Se si è sensibili al glutine sarà necessario evitare, tra l’altro, frumento (grano), segale, orzo, farro, kamut, triticale, monococco, couscous, bulgur, seitan.

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