Osteoporosi, guarire si può

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Ogni anno il rapporto nazionale e planetario sulla diffusione dell’osteoporosi presenta scenari sempre più catastrofici, in crescita esponenziale e senza sicure speranze di guarigione, come risulta dagli stessi protocolli che definiscono curabile ma non guaribile l’osteoporosi.

La ricerca clinica in Italia

OSTEOPOROSI, GUARIRE SI PUO’

Cinque milioni di persone affette, prevalentemente donne, ma non solo, e più di un milione di soggetti fratturati in parte destinati a non avere un futuro dignitoso con qualità di vita ridotta.

Se modifichiamo l’ottica delle prestazioni sanitarie e farmacologiche tutte concentrate sull’emergenza inarrestabile delle fratture e osserviamo il processo prima che si arrivi alla frattura cambia tutto.

Per Il professor Gianfranco Pisano, classe 1950, lunga esperienza da medico di famiglia prima e con master e insegnamento su osteoporosi, corredato da quasi un migliaio di casi di osteoporosi nell’arco della professione, “affrontare l’osteoporosi solo quando ci sono le fratture, vista anche la non sicura efficacia delle cure farmacologiche, è come chiudere le porte della stalla quando i buoi sono fuggiti”.

Il paradigma che non funziona è “prima rompiamoci poi proviamo ad aggiustare”. I costi lievitano sino a livelli che saranno presto insostenibili mentre il fenomeno cresce inarrestabile intercettandolo solo al momento ormai tardivo dell’evento fratturativo; e tutto ciò perché non c’è prevenzione.

“Il sistema sanitario potrebbe ottenere grandi risultati solo se si rivolgesse ai soggetti osteoporotici prima che essi si possano fratturare, utilizzando in maniera integrata soluzioni e terapie con solide basi scientifiche ma che ancora non rientrano nei protocolli ufficiali. Una vera prevenzione consente di arrestare e invertire il processo osteoporotico, riequilibrando la sindrome metabolica che può avere infinite cause. E non è detto che la cura debba essere per forza di tipo farmacologico. La stragrande maggioranza dei pazienti che vengono da me sono pazienti delusi dalla cura farmacologica sia perché non ha funzionato sia per effetti collaterali ma anche, ma non solo, per aver risvegliato problemi e dolori inaspettati. Come sempre il sistema si è concentrato sulle sole fratture. Ad esempio farmaci come gli anticorpi monoclonali possono essere concessi solo quando ci siano già stati dei crolli vertebrali. Il personale medico andrebbe quindi formato per non far arrivare l’osteoporosi alla fase fratturativa.”

“Tutti pensano che dall’osteoporosi non si può guarire, spesso sentendosi dire che bisogna accontentarsi se non peggiora, ma non è vero e ciò viene testimoniato da tanti casi.”

Nell’immaginario collettivo utilizzando gli antiriassorbitivi, come i bifosfonati, si ritiene che la cura sia attiva su tutte le cause che possano determinare la fragilità ossea ma in realtà si va a colpire solo un aspetto che è l’erosione operata dagli osteoclasti e che, entro certi limiti, è fisiologica. “Quando invece è fondamentale creare del nuovo tessuto osseo attraverso l’attività degli osteoblasti. Lavorando basandomi esclusivamente su documentazione scientifica censita su Pubmed, analizzando, riscontrando, verificando i pareri tecnici ci si rende conto che vi sono moltissime possibilità in natura per poter agire efficacemente sul versante ricostruttivo del metabolismo osseo. Anche nel campo della fisica, ad esempio, abbiamo strumenti importanti come i Campi elettromagnetici Pulsati, con frequenze che essendo omologhe al nostro corpo, possono definirsi naturali.”

Dall’osteoporosi, quindi, si può guarire, “ricorrendo a strumenti addirittura naturali ma di grandissima efficacia”, che i protocolli, sino ad oggi, hanno trascurato, pur in presenza di migliaia di studi scientifici di validazione. All’imminente Congresso mondiale sull’osteoporosi a Parigi (4-6 aprile), il prof. Pisano presenterà i progressi testimoniati da diversi studi clinici.

“Tra i tanti miei pazienti molti sono quelli che hanno ottenuto una regressione della malattia dimostrata dalle MOC DEXA, pur non dimenticando che ogni persona rappresenta un caso a sé stante e che le cause che hanno determinato lo squilibrio nel metabolismo osseo che ne ha causato la fragilità sono molto numerose.”

Possiamo, ad esempio, intervenire efficacemente sia sui sintomi che sulle cause in maniera personalizzata, specifica, monitorando il percorso di rimineralizzazione anche dopo un periodo ridotto a soli 4-6 mesi ottenuto con “sostanze naturali come ad esempio collagene, bambù (contenente silicio) menaquinone 7 associate ad un uso innovativo dei Campi Elettromagnetici Pulsati, di almeno 8 ore, nel periodo notturno, utilizzando onde quadre, tipiche della rigenerazione dei tessuti, alternate a onde sinusoidali per il riequilibrio del metabolismo la cui alterazione è alla base della rarefazione ossea.”

“I CEMP, Campi Elettro Magnetici Pulsati, che non vanno assolutamente confusi con la cosiddetta magnetoterapia, rappresentano uno degli strumenti terapeutici di maggior soddisfazione nella mia decennale pratica clinica nel trattamento della fragilità ossea.” La magnetoterapia in senso lato, ha prodotto, salvo rarissimi casi, solo prestazioni localizzate e/o di durata limitata nel tempo.

Ogni paziente, infatti, richiede una personalizzazione delle frequenze biologiche per intensità, frequenza, forma d’onda e durata, poiché il nostro corpo lavora in un campo di frequenze biologiche compreso tra 1 e 80 hertz. La biologia delle frequenze è poco conosciuta in campo medico e va studiata per poter governare i dispositivi medici. Ciascun Paziente, infatti, è un caso unico e spesso è rappresentato da un mix specifico di disfunzioni.

La terapia si deve quindi personalizzare, finalmente è possibile monitore i risultati ottenuti.

“Grazie al supporto del team tecnico che mi affianca, partendo dagli studi fondamentali di Basset, usati dalla Nasa per contrastare l’osteoporosi degli astronauti causata dell’assenza di gravità, e da quelli di Tabrah e Ross, ho verificato che la frequenza di 72 Hertz con onda quadra per tre mesi (aggiungendo 8 ore notturne in quanto è solo di notte che vi sono i picchi circadiani dell’ormone della crescita) porti a dei miglioramenti sintomatici. Migliora si la mineralizzazione ma non disinnesca ancora la causa e, quindi, dopo alcuni mesi il processo osteoporotico si riattiva. Grande scoperta purtroppo con risultati non stabili nel medio periodo.”

Come funziona? Le frequenze rigeneratrici (da 50 a 72 hertz onda quadra) che investono con uno speciale materassino sistemicamente tutto il corpo e non solo una parte, tarano la comunicazione tra cellule e l’ipofisi, produttrice dell’ormone della crescita GH (growth hormone), come se avessimo 30 anni e non 65 ad esempio. La produzione dell’ormone della crescita scende nel corso della vita dal valore 100 dei 25 anni al valore 30 dei 65. Viene dato quindi un segnale che riporta il GH a valori più elevati pur non arrivando mai ai valori tipici dell’età giovanile. Per questo aumentare del 30% il GH, consente di migliorare la mineralizzazione ossea e la rigenerazione anche della cartilagine e delle vie nervose senza essere doping e avere effetti collaterali nocivi (non deve essere utilizzata solo per chi ha tumori in corso, gravidanza o pacemaker).

Le caratteristiche del GH, un potente anabolico con benefici considerevoli e rischi trascurabili a breve/medio termine.

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Ormone polipeptidico sintetizzato e secreto dalle cellule somatotrope dell’ipofisi anteriore, il GH è in parte legato a delle proteine di trasporto (GHBP, growth hormone binding protein), la cui sequenza amminoacidica è fortemente simile alla porzione extracellulare del GHR (growth hormone receptor).

Le GHPB svolgerebbero un ruolo attivo non solo in circolo, ma anche a livello cellulare regolando il legame del GH al recettore di membrana e la sintesi del recettore stesso attraverso un meccanismo epigenetico. Una molecola di GH si lega ad un recettore specifico di membrana, formando un complesso che promuove la crescita e la differenziazione cellulare.

L’ormone della crescita è fisiologicamente stimolato dal GHRH (growth hormone-relising hormon), che è un neuropeptide secreto dall'ipotalamo e che stimola la sintesi e il rilascio dell'ormone della crescita (GH) nell'ipofisi e viene inibito dalla somatostatina (a loro volta stimolati da fattori nervosi, metabolici e ormonali).

Ha una secrezione di tipo “pulsatile” con picchi variabili (pasti, attività fisica) e picchi costanti (fase 3 e 4 del sonno 1-4 ore dopo l’addormentamento) il che probabilmente rende comprensibile come la somministrazione di melatonina possa influire positivamente sul metabolismo osseo. Ha un’emivita di pochi minuti (15′-20′).

Promuove l’accrescimento a livello delle cartilagini di accrescimento e delle masse muscolari dove è particolarmente attivo. La secrezione del GH è di tipo pulsatile e l’esercizio fisico ne stimola la secrezione. Valori di GH basali superiori a 5 ng/ml, accompagnati da concentrazioni di IGF-1 superiori a 2 U/ml sono indicativi di un eccesso secretorio (il fegato sintetizza grandi quantità di IGF-1 e IGF-1BP; tali livelli sono regolati anche dallo stato nutrizionale e dagli ormoni tiroidei).

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Utilizzando la MOC DEXA (Dual-energy X-ray absorptiometry) come parametro di controllo dei risultati ottenuti con l’uso del protocollo di Basset con onda quadra, sono stati inseriti nei programmi di somministrazione dei CEMP i fattori correlati considerati a monte del processo osteoporotico.

“L’onda del riequilibrio sinusoidale, trascurata dai Cemp, sino ad ora utilizzabili, è tale da influire positivamente in base alle diverse frequenze su tantissimi aspetti: dalle asimmetrie muscolari e posturali, agli ormoni dello stress, alle disfunzioni del metabolismo, alla funzione antinfiammatoria e antiedemigena e molto altro” spiega il prof. Pisano. E non sono fondate gli allarmismi che i CEMP con le frequenze biologiche possano generare tumori. L’esposizione a campi magnetici a frequenze sconosciute andando in aereo potrebbe generare tumori. Le frequenze ionizzanti, i raggi x, i Giga Hertz, tute le alte frequenze cioè tutto ciò che è fuori dal biologico francamente potrebbe preoccupare.”.

La prevenzione e la cura dovrebbe essere un continuum di ogni atto medico, dal medico di famiglia, allo specialista, alle cura domiciliari a quelle ospedaliere. Purtroppo solo il 3% delle persone fratturate aveva fatto una analisi strumentale. Significa che non esiste prevenzione a cominciare dalle analisi MOC DEXA a radiazioni ionizzanti, che hanno lunghissime liste d’attesa e prevedono intervalli minimi di 18 mesi per gli effetti delle radiazioni. Inoltre richiedono di ripetere le le analisi con la stessa macchina e operatore, dato che anche la posizione del paziente scelta dall’operatore influisce moltissimo sulla precisione del risultato.

Con programmi mirati di screening e una medicina integrata si possono abbassare i costi della sanità e restituire un po’ di autonomia e tempo di vita a soggetti osteoporotici che finirebbero allettati, senza più speranza.

Dagli studi sugli effetti dei Campi Elettromagnetici sulla rigenerazione ossea e l’osteoporosi, per Il dr. Giulio Pastore, si è aperta una nuova era per l’odontoiatria: in casi di scarsa qualità ossea o di deficit ossei, dopo il trattamento con i CEMP della durata di 2-3 mesi è possibile inserire impianti dentari dove prima non c’era tessuto osseo o c’era osso di scarsa qualità assolutamente non adatto ad una terapia rigenerativa implantare Gli anziani e tutti coloro che hanno problema ossei potranno finalmente alimentarsi con una dentizione corretta e un sorriso piacevole e soddisfatto.

Le applicazioni dei Cemp sono tante in tantissimi ambiti medici e come profetizzarono diversi studiosi come Basset, dalla fisica “le onde con le frequenze biologiche un giorno avranno almeno pari importanza a quella dei farmaci”.                                            

Daniele Romano giornalista scientifico Per info e documentazione tel.3452361039

PISANO GIANFRANCO

Nato ad Arezzo il 12/05/1950

1974 LAUREA IN MEDICINA 110/110 e LODE

MASTER IN MEDICINA DELLO SPORT

MASTER ALL’UNIVERSITÀ DI FIRENZE PER LE MALATTIE METABOLICHE DELL’OSSO

MASTER ALL’UNIVERSITÀ DI TRIESTE PER LA FITOTERAPIA

1985 SPECIALIZZAZIONE IN MEDICINA DELLO SPORT

DA 1979 A 1982 RESPONSABILE DELL’AMBULATORIO DI MEDICINA DELLO SPORT DEL COMUNE DI AREZZO

DA 1982 A 1992 REFERENTE DELL’AMBULATORIO DI MEDICINA DELLO    SPORT DELL’ASL 23 AREZZO

DAL 1979 AL 1999 DIRETTORE DEL SERVIZIO DI MEDICINA DELLO SPORT DELL’ENTE DI PROMOZIONE SPORTIVA UIPS

Già DOCENTE DI MEDICINA DELLO SPORT

Già DOCENTE DI ANATOMIA E FISIOLOGIA

Già DOCENTE DI MALATTIE METABOLICHE DELL’OSSO ISTITUTO SUPERIORE DI SANITà

Già DOCENTE DI BASI MOLECOLARI DELLE MALATTIE METABOLICHE DELL’OSSO

Già DOCENTE DI PATOLOGIA DA FRAGILITà OSSEA AL CORSO DI PERFEZONAMENTO IN TERAPIA MANUALE UNIVERSITà DI CHIETI

Già DOCENTE E VICEDIRETTORE DEL CORSO UNIVERSITARIO CONSORZIO UNIV. HUMANITAS SU STRSS OSSIDATIVO, INVECCHIAMENTO ED OSTEOPOROSI

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