Nuove norme per la prescrizione dei farmaci, nel dettaglio quello che c'è da sapere

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Questo espone i servizi territoriali a un potenziale rischio di aumento della conflittualita' tra medici e pazienti - avverte Scotti - in servizi gia' fortemente esposti a tali condizioni favorite dalla localizzazione delle sedi e dalla scarsa sorveglianza". Per questo, annuncia la Fimmg, "stiamo valutando l'opportunita' di segnalare alle Prefetture tale problema, in modo che sia il Governo stesso a caricarsi il problema

Sono entrate in vigore ieri, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, le nuove norme per la prescrizione dei farmaci stabilite con il decreto legge sulla spending review.

Scatta dunque l'obbligo da parte del medico di indicare in ricetta 'rossa', in linea generale, il nome del principio attivo invece del nome commerciale. La pubblicazione in Gazzetta, datata 14 agosto, stabilisce la conversione in legge del Dl 95 'Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini'. Entrata in vigore del provvedimento: il 15 agosto.

Le nuove regole per i medici sono indicate nel Supplemento ordinario 173, al comma 11-bis dell'articolo 15. "Il medico che curi un paziente, per la prima volta, per una patologia cronica, ovvero per un nuovo episodio di patologia non cronica, per il cui trattamento sono disponibili piu' medicinali equivalenti - si legge - e' tenuto ad indicare nella ricetta del Servizio sanitario nazionale la sola denominazione del principio attivo contenuto nel farmaco".

"Il medico - si legge ancora - ha facolta' di indicare altresi' la denominazione di uno specifico medicinale a base dello stesso principio attivo; tale indicazione e' vincolante per il farmacista ove in essa sia inserita, corredata obbligatoriamente di una sintetica motivazione, la clausola di non sostituibilita'". In altre parole, in casi particolari, motivando la sua scelta per iscritto, il medico potra' ancora prescrivere uno specifico medicinale di marca in ricetta rossa. Dovra' aggiungere la dicitura "non sostituibile" e il farmacista dovra' attenersi alla disposizione.Pertanto, evidenzia il vice segretario Fimmg, "l'assenza di informazione agli utenti mette questi nella condizione di non dotarsi delle opportune documentazioni da produrre al medico che li vede occasionalmente e che quindi non ha strumenti di valutazione, se non la dichiarazione verbale del cittadino, per collegare le proprie decisioni a un primo episodio di patologia cronica o ad un nuovo episodio di patologia non cronica".

"Questo espone i servizi territoriali a un potenziale rischio di aumento della conflittualita' tra medici e pazienti - avverte Scotti - in servizi gia' fortemente esposti a tali condizioni favorite dalla localizzazione delle sedi e dalla scarsa sorveglianza". Per questo, annuncia la Fimmg, "stiamo valutando l'opportunita' di segnalare alle Prefetture tale problema, in modo che sia il Governo stesso a caricarsi il problema che ha superficialmente creato non predisponendo adeguata informazione o, nell'impossibilita di questa, non valutando un possibile rinvio dell'entrata in vigore del Dl limitatamente alle norme sulla prescrizione dei farmaci".

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