La cura rapida dell’osteoporosi c’è, da anni, riconosciuta dalla scienza ma solo per gli astronauti.

I paradossi della medicina

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Un paradosso ad altissimo costo sociale, tante sofferenze inutili di quattro milioni di italiani. Perché le efficaci innovazioni della medicina ufficiale dopo mezzo secolo non sono ancora disponibili per le patologie invalidanti come l’osteoporosi, quando già nel 1976 gli astronauti già compensavano la demineralizzazione ossea dovuta all’assenza di gravità con i Campi Elettro Magnetici Pulsati?

L’avvolgimento elettromagnetico pulsato non faceva percepire alla struttura ossea l’assenza di gravità, come se l’astronauta fosse sul nostro pianeta. Senza bisogno di andare nello spazio le proprietà di ricostruzione di ossa, tendini e muscoli, erano già oggetto di studio e importanti scoperte. Va attribuito a Bassett il merito della scoperta della piezoelettricità del tessuto osseo, mentre Fukuda e Yasuda, dimostrarono che tale proprietà è attribuibile al collagene e che tutte le strutture proteiche la possiedono.

L'effetto fondamentale esercitato dai campi elettromagnetici aventi particolari caratteristiche di intensità, frequenza, durata dei singoli impulsi e modalità di erogazione sui tessuti lesionati è quello di determinare la rimozione del potenziale di lesione e il conseguente riequilibrio dei potenziali elettrici della membrana. I meccanismi riparativi dell’osso fratturato sono gli stessi del recupero della perdita di massa e densità ossea con l’osteoporosi.

In condizioni fisiologiche ottimali, la differenza di potenziale elettrico tra l'interno e l'esterno della cellula è di -70 millivolt, e ciò viene definito "potenziale elettrico transmembranario". Ogni trauma o aggressione chirurgica, chimica o fisica della cellula diminuisce la differenza di potenziale della membrana, con conseguente inversione della pompa sodio-potassio: il valore della carica elettrica così introdotta è positivo, e preponderante, così si determina una diminuzione del potenziale di membrana che tende a diventare progressivamente positivo da – 70 mV a -20mV.

Si verifica una depolarizzazione dei biopolimeri interstiziali composti essenzialmente da collagene e una notevole riduzione dell'attività enzimatica propria dei fenomeni riparativi normali. Le onde elettromagnetiche esercitano la loro azione determinando, in virtù dell'effetto ionizzante, un aumento della permeabilità selettiva cellulare, cui consegue il ripristino della fisiologica differenza di potenziale di membrana di -70mV. La tensione della salute, grazie alla quale tutto funziona. I Cemp vengono usati dai campioni del mondo per ridurre almeno di un terzo il tempo di riparazione delle fratture ossee e gli stessi odontoiatri li stanno utilizzando per accelerare i tempi un volta molto lunghi di ricrescita dell’osso per effettuare l’impianto dentale.

Su alcune patologie croniche e degenerative come l’osteoporosi, i Cemp hanno dimostrato con studi validati scientificamente su Pub Med, la banca dati della medicina ufficiale validata, di avere in pochi mesi un effetto ricostruttivo potente della densità ossea, misurabile con la MOC, ma nel tempo se si abbandona la terapia dei Cemp, essendo l’osso la parte finale di una disfunzione in genere metabolica, tende a perdere, i benefici acquisiti. Per cui è inevitabile per gli stati più gravi, nell’anziano immobilizzato in un letto, un uso permanente dei Cemp magari notturno con l’accessorio posto sotto il materasso per curarlo senza limitarlo e senza effetti collaterali di alcun genere.

Vediamo i dati del fenomeno osteoporosi.

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha posto l'osteoporosi come emergenza sanitaria dei prossimi anni, quando nella sola Italia la popolazione sarà per il 40 per cento di over sessantacinquenni (2050). Già oggi quasi un milione di italiane si fratturano (femore, vertebre, polso, caviglia, gomito) ogni anno a causa della fragilità ossea. Mentre sono cinque milioni le persone che soffrono di osteoporosi. Il 22,8 per cento sono donne di età superiore ai 40 anni. Ma la percentuale aumenta progressivamente, e drammaticamente, con l'età: 45,7 per cento tra i 70 e i 79 anni, secondo la fotografia della Federazione nazionale dell' osteoporosi (Fedios). Oltre 200 milioni sono le persone colpite da questa patologia in tutto il mondo. I dati sono dell'International Osteoporosis Foundation (Iof) e della Medical Women's International Association (Mwia), 

Una donna con fragilità ossea non può sollevare una busta della spesa, non puo’prendersi cura di sé, lavorare.

Oltre i 50 anni una donna su tre è affetta da osteoporosi. Con gli anni, e in particolar modo dopo la menopausa quando si registrano nella donna bassi livelli di estrogeni, le ossa perdono calcio e fosforo e diventano talmente fragili da amplificare un microtrauma in una frattura. Quando si arriva alle fratture la situazione è critica , osteoporosi severa e causa di invalidità e morte. Secondo i dati Aifa solo il 24% delle donne fratturate o ad alto rischio segue una terapia, e di queste, circa la metà interrompe le cure. Questo significa che ogni 100 donne che devono prendere i farmaci solo 12 lo fanno. Anche questo è un aspetto del paradosso. Ci sono le cure, il pubblico non le conosce e solo il 12% fa quelle tradizionali. Bel bilancio per la politica sanitaria italiana.

Ne parliamo con una persona speciale “super partes”, una scienziata in prima linea, la professoressa Maria Luisa Brandi una tra le poche donne al mondo con circa 500 studi pubblicati su riviste ad alto impatto scientifico (ha un punteggio di IF IMPACT FACTOR di 800) . Il suo curriculum è imbarazzante, talmente ricco di responsabilità ed esperienze scientifiche. L’osteoporosi è uno dei suoi cavalli di battaglia, sul quale mentre l’Italia dormiva e gli Stati Uniti quindici anni fa lanciavano segnali di allarme, la professoressa Brandi ha sempre cercato senza ricerca di protagonismo, di convincere i sistemi sanitari ad adeguarsi a scenari epidemiologici da mettere in ginocchio i bilanci sanitari.

“ I Cemp sono una soluzione brillante e interessante-esordisce la dssa Brandi. Io lavoravo già con la Nasa e ho seguito tutti gli sviluppi dagli esordi..”

In effetti i Cemp sviluppano l’ormone della crescita GH e tutti i suoi derivati, sostiene la Brandi e gli effetti sull’osteoporosi si vedono rapidamente. Ma non è mai diventata terapia planetaria vera e propria dei sistemi sanitari.

Perché? “ Fui contattata da alcune aziende produttrici ed è stata una infelice esperienza perché volevano in due settimane i risultati di ricerche complesse, e allora non hanno aspettato e sono uscite sul mercato rompendo i rapporti con il mondo scientifico.” Un peccato mortale perché mancavano gli studi a lungo termine degli effetti dei Cemp, perché già si conoscono i risultati positivi a breve”.

La ricerca secondo la scienziata doveva verificare nel lungo periodo se stimolando l’ormone della crescita, i Cemp avrebbero potuto essere controindicati con soggetti che hanno in atto formazioni tumorali. D’altronde la medicina fisiologica sa bene che i tumori nei giovani “corrono” più velocemente che negli anziani. La letteratura scientifica sull’impatto sui tumori dei Cemp è interessante, ma ci vorrà tempo di ulteriori studi e ricerca scientifica. Il principio è che i Cemp riportano in equilibrio la polarità di membrana che nel cancro sale a circa -20 mV, e con il ripristino di – 70 /-90mV si riossigenano le cellule si riattiva il sistema immunitario e si riporta in equilibrio il ph, mentre il cancro necessita di ipossia permanente in ambiente ph acido.

Ritornando a una delle maggiori patologie invalidanti l’osteoporosi, la Brandi sintetizza con grande realismo e attenzione ai pazienti.

“E’ chiaro che per le persone immobilizzate a letto di terza età, senza neoplasie, questo problema è del tutto secondario, l’importante è che si rialzino e riprendano a vivere”.

Nonostante le migliaia di studi pubblicati su Pubmed è mancato al traguardo il metro finale perché come dicevamo nell’articolo introduttivo, la maggior parte dei dispositivi medici dei Cemp non hanno i requisiti tecnologici, di potenza, di accessori solenoidi che formano il campo elettromagnetico pulsato, di gamma intera delle forme d’onda ecc.. per potersi definire terapia. Ad esempio in caso di osteoporosi seria bisogna sottoporsi ad almeno sei ore di trattamento quotidiano magari la notte mentre si dorme, altrimenti non si ricostruisce pienamente la struttura ossea.

Per raccogliere questa opportunità per la salute e renderle accessibili alle popolazioni, percorrendo l’ultimo metro al traguardo della salute, il Ministero della Salute deve inserire la voce Cemp, nel nomenclatore degli strumenti terapeutici, oggi classificati del tutto erroneamente con la magnetoterapia.

Negli Stati Uniti I CEMP dal 2003 sono riconosciuti dalla Food and Drug Administration, per le loro specifiche proprietà Questa confusione inaccettabile tra magnetoterapia e Cemp, è un compromesso all’italiana per rimborsare con spiccioli, nel Servizio Sanitario Nazionale I Cemp con le basse tariffe della vetusta e controversa magnetoterapia. E poi vanno definiti i parametri di efficacia (intensità, forma d’onda, applicatori, frequenza ecc..) che oggi sono sconosciuti al mercato del noleggio e delle farmacie e sono pochi i centri di riabilitazione che hanno conoscenze professionali in materia. Siamo nel buio ed è ora di fare luce con tutte le indicazioni per trattare efficacemente importantissime patologie che infelicitano l’umanità e si sono cronicizzate.

I Cemp funzionano, non hanno effetti collaterali, sono i migliori trattamenti per la scienza medica (PubMed) per tendiniti, artrosi, sciatica, lombosciatalgia.

Ora bisogna rendere note le terapie supervalidate, una falla vetusta e inaccettabile per tutta la medicina che si è “lavata le mani” della sofferenza della maggioranza della popolazione.

 

Daniele Romano giornalista scientifico

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