Gli italiani scoprono la salute "fai da te" (anche per risparmiare)

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La salute è uno degli aspetti fondamentali della nostra vita, ma la crisi economica si sta facendo sentire anche in questo ambito. Secondo alcune ricerche, infatti, molti italiani devono rinunciare a curarsi per motivi economici, con la spesa sanitaria che continua a lievitare sia per le casse pubbliche che per i privati cittadini, che spesso si trovano non solo a pagare le prestazioni, ma anche a trovare assistenza inefficace e insoddisfacente.

Italiani e sanità, rapporto complicato

È stato l'Istituto Demoskopika a mettere in risalto i dati allarmanti sulla scarsa cura che gli italiani hanno di sé: secondo l'ultimo rapporto, infatti, quasi 11 milioni di nostri connazionali hanno dovuto rinunciare a curarsi per motivi economici. Tra le principali difficoltà incontrate ci sono le liste di attesa nelle regioni di residenza e i costi troppo alti da affrontare per trasferirsi in una regione dove il sistema sanitario pubblico è più efficiente.

Rinuncia alle cure

Sulla scorta di questo dato, il Censis ha approfondito il tema, rivelando che quasi una famiglia su due ha rinunciato a fare un esame ritenuto necessario o delle analisi o ancora una visita specialistica, e che più in dettaglio a pagare lo scotto maggiore sono gli anziani e giovani under 35: 2,4 milioni di persone di età superiore a 65 anni e 2,2 milioni di giovani sotto i 35 anni hanno messo la salute in secondo piano rispetto al portafogli.

La spesa sanitaria aumenta

Come si diceva, negli ultimi quindici anni la spesa sanitaria privata pro capite media in Italia è aumentata di oltre cento euro, passando dai 449 euro del 2001 a una cifra che oggi si avvicina ai 600 euro, che pesano in maniera notevole sulle tasche degli italiani, al di là delle differenze territoriali e regionali. Eppure, ci sono varie modalità per superare queste difficoltà, e il Web rappresenta in molti casi un valido alleato.

La risorsa del Web

Non sembra dunque un caso che negli ultimi anni si sia diffusa sempre maggiormente la tendenza a ricorrere a una sorta di autodiagnosi online, grazie alle informazioni che si trovano sul Web o al consulto mediato con gli specialisti che rispondono in Internet. Come rivelato da un recente rapporto di Philips intitolato "Future Health Study", una quota dell'85 per cento dei pazienti italiani si rivolge a canali digitali per ottenere risposte a domande di carattere medico, e in un caso su tre si "accontenta" di queste notizie e non si reca all'appuntamento con uno specialista.

La necessaria consapevolezza

Una tendenza, questa, che in realtà non può essere considerata "eccellente" tout court: se la volontà di informarsi in via preventiva può essere positiva (e difatti il 60% degli intervistati dalla famosa società ha dichiarato che navigare su Internet ha migliorato la propria capacità di autodiagnosi), non lo è altrettanto il fidarsi ciecamente dei consigli o delle informazioni che si recepiscono. Per quanto possa essere banale dirlo, con la salute non si scherza, anche se le notizie sulla malasanità possono incrinare la fiducia verso il sistema sanitario.

Imparare a tutelarsi

Ma Internet offre anche altre possibilità di tutela e garanzia, soprattutto a quanti hanno vissuto una disavventura in ambito sanitario: sul portale www.persalute.com è ad esempio possibile leggere tutte le informazioni legate alle situazioni in cui è possibile chiedere un risarcimento danni a causa di un errore medico. Conoscere gli strumenti (eventuali) di difesa può rappresentare una nuova frontiera per migliorare anche l'approccio alle tematiche della salute, semplificando il rapporto con il medico; è ancora il digitale che sta abbattendo le barriere in questa direzione, grazie alle possibilità di fissare appuntamenti online, parlare direttamente con un professionista per porre domande di carattere diagnostico o ricevere gli esiti delle analisi in formato digitale e in pochi secondi.

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