Dalle cellule staminali nuove speranze per i malati di diabete: la svolta parte dall’Italia

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Dalle cellule staminali nuove speranze per la cura e il trattamento dei tre milioni e settecentomila diabetici che vivono nel nostro Paese. Numeri impressionanti, diffusi dall’osservatorio Arno della SID, la Società Italiana di Diabetologia, che raccontano il dramma di una patologia che negli ultimi 30 anni ha più che raddoppiato la sua incidenza.

Ed è proprio in Italia, nello specifico a Udine, che ha avuto luogo una sperimentazione clinica riguardante alcune delle complicanze più invalidanti correlate a questa malattia: ulcere, cancrene e amputazioni degli arti. All’Ospedale Santa Maria della Misericordia, il direttore della Chirurgia vascolare Paolo Frigatti e quello della Chirurgia plastica Pier Camillo Parodi, assieme alle loro equipe, hanno adottato l’innovativa tecnica dell’utilizzo di cellule staminali ricavate da autotrapianto del paziente, da destinare alla crescita tissutale. I risultati sono stati ottimali: non solo non si sono manifestate complicazioni, ma una ventina di degenti affetti dal cosiddetto “piede diabetico” ne hanno potuto evitare l’amputazione. In virtù di questo successo, altre cinquanta persone sono attualmente in procinto di essere sottoposte al medesimo approccio terapeutico, nella speranza di poter evitare la chirurgia demolitiva e le menomazioni che, purtroppo, ne derivano.>

Le potenzialità legate all’uso delle cellule staminali nel trattamento dei pazienti diabetici sono emerse anche nel corso del 52° Congresso della European Association for the Study of Diabetes, che ha avuto luogo durante il mese di settembre a Monaco di Baviera e ha visto la partecipazione di oltre 17mila delegati provenienti da 130 Paesi di tutto il mondo. Tra i più illustri rappresentanti per l’Italia, i camici bianchi della Società italiana di Diabetologia, il cui Presidente, Giorgio Sesti, guarda già alle concrete speranze per il futuro dei malati: dalle cellule staminali, ancora in fase sperimentale ma già pronte ad entrare a pieno regime nei piani terapeutici nei prossimi anni, grazie anche alla possibilità di ricorrere alla conservazione delle staminali cordonali, fino al pancreas artificiale, il cui primo prototipo è stato approvato in Canada.

Nuovi farmaci, dispositivi per il controllo glicemico e innovative penne per la somministrazione dell’insulina: sono solo alcune delle novità attualmente a disposizione per i pazienti affetti da diabete. La sperimentazione di Udine si aggiunge ad un contesto che vede il nostro Paese in prima fila nella lotta contro una malattia dai notevoli costi sociali ed economici: solo in Italia, ogni anno il Servizio Sanitario Nazionale spende quasi 9 miliardi di euro, cui vanno aggiunti oltre 11 miliardi di costi indiretti.

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