Compleanno dei campioni cade il 23 marzo, sotto il segno dell'Ariete, lo sostiene la stampa inglese

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Dedicato ai genitori che sognano di mettere al mondo un campione olimpico: se l'obiettivo e' assicurargli il gradino piu' alto del podio, attrezzatevi per farlo nascere il 23 marzo.

La 'dritta' a mamme e papa' che di Londra 2012 non si sono persi un fotogramma, e ora puntano a piazzare un figlio nell'Olimpo dello sport, arriva da una bizzarra statistica inglese. Spulciando fra i dati anagrafici dei sudditi di Sua Maesta' che si sono guadagnati un oro ai Giochi, il responso e' chiaro: il compleanno dei campioni cade proprio il 23 marzo, sotto il segno dell'Ariete. Il che significa anche che, per concepire un bebe' da medaglia d'oro, almeno per quest'anno e' ormai troppo tardi. Stando infatti alla data indicata dalla ricerca e andando a ritroso di 9 mesi, il periodo giusto per mettere 'in cantiere' un super atleta e' fine giugno.

Dunque a chi non si accontenta di partecipare, ma vuole vincere, non resta che riprovarci l'anno prossimo intorno al solstizio d'estate. Analizzando il pantheon degli sportivi inglesi che hanno contribuito con un oro al medagliere nazionale - ricorda Bbc news - risulta che il 23 marzo e' la data di nascita condivisa dal corridore Mohamed Farah (inglese di origini somale, vincitore nei 5 mila e 10 mila metri agli ultimi Giochi), dai ciclisti Sir Chris Hoy (portabandiera britannico a Londra 2012, leader nello sprint a squadre e nel Keirin maschile) e Jason Kenny (sprint a squadre e sprint maschile), dal canottiere Sir Steve Redgrave (5 medaglie d'oro nel palmares e tedoforo a Londra), ma anche da Roger Bannister, che nel 1954 passo' alla storia come il primo uomo ad aver coperto di corsa la distanza di 1 miglio in meno di 4 minuti. E poco importa se l'olimpico piu' decorato di tutti i tempi, il nuotatore americano Micheal Phelps, non e' nato a marzo bensi' in giugno.

Per amor di precisione, gli statistici inglesi ricordano anche che scoprire di avere la data di nascita in comune con qualcun'altro e' un fatto tutt'altro che raro: e' sufficiente mettere 23 persone in una stanza per avere una probabilita' su due di trovare un compleanno in comune.

ùCio' vuol dire che, sicuramente, di 23 marzo sono nate anche moltissime persone che nella vita non solo non hanno vinto medaglie olimpiche, ma magari non hanno mai fatto sport e anzi lo detestano. Ci sono tuttavia diversi studi secondo cui venire alla luce in un certo periodo dell'anno, piuttosto che in un altro, puo' condizionare le glorie future. In particolare, varie ricerche hanno analizzato l'effetto della cosiddetta 'eta' relativa'. Per fare un esempio, a scuola, all'interno di una classe di alunni dello stesso anno, tra uno studente e l'altro ci possono essere fino a 12 mesi di differenza. Anagraficamente hanno tutti la stessa eta' , essendo nati lo stesso anno, ma l'eta' relativa cambia e condiziona il grado di maturita' generale del bambino. Un 'gap' che puo' fare la differenza anche nello sport. Da un'analisi condotta in Europa su giovani giocatori di football, firmata dagli studiosi della Liverpool John Moores University (Gb) e dell'Universita' di Lovanio (Belgio), e' risultato che il 43% dei giocatori esaminati era nato nei primi 3 mesi dell'anno inteso come 'anno sportivo' (inizio-fine campionato), contro il 10% che invece era nato nell'ultimo trimestre. Ad avvantaggiare il primo gruppo - spiegano gli autori - e' proprio il fatto che, al momento dell'ingresso nella squadra, questi giovani potevano contare su un vantaggio fisico dato appunto dalla data di nascita. Erano nati qualche mese prima, quindi piu' maturi fisicamente. Stessa conclusione per uno studio della Loughborough University (Gb): l'eta' relativa puo' avere "un'influenza critica", assicurano i ricercatori, sul successo di un ragazzo nel football, come pure nel rugby o nel cricket.

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