Allergia a veleno di vespe e api, rischi e precauzioni sotto il sole

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Nei soggetti con diagnosi confermata il 'vaccino' (immunoterapia specifica) è l'unico trattamento in grado di garantire una protezione completa: è infatti protettivo nel 95-98% dei pazienti trattati

Nidificano in luoghi soleggiati e asciutti, nelle grondaie, negli anfratti dei muri e sotto i tetti delle case, nelle cave degli alberi e sui rami degli arbusti.

Fondazione Maugeri, ambulatorio per reazioni a punture di api, vespe e calabroni. Sono attratti dalla frutta zuccherina e dagli oggetti sgargianti. Si tratta degli imenotteri: api, vespe, gialloni e calabroni, che sotto il solleone possono diventare insidiosi nemici di chi trascorre molto tempo all'aria aperta. E questo non solo per il fastidioso gonfiore, l'arrossamento e il lieve dolore che possono manifestarsi nella zona della puntura, ma soprattutto per i soggetti allergici che rischiano una reazione generalizzata grave, fino allo shock anafilattico che, in alcuni casi, può essere mortale. Fra i soggetti maggiormente colpiti apicoltori, agricoltori, giardinieri, operatori ecologici e muratori. I fattori di rischio più rilevanti per le reazioni generalizzate gravi sono la sede della puntura (più pericolose le punture al volto e al collo), l'età (gli anziani sono più a rischio, soprattutto se ipertesi o con patologie cardiache e respiratorie), l'uso di farmaci, antipertensivi come beta-bloccanti o Ace inibitori, il tipo di insetto (l'ape è più pericolosa della vespa), e il consumo di alcool.

In Fondazione Maugeri - informa una nota - è attivo, presso il Servizio autonomo di allergologia e immunologia clinica diretto da Gianna Moscato, l'Ambulatorio per allergia a veleno da imenotteri dove attualmente vengono trattati circa 50 pazienti con questa allergia. "Un individuo che dopo una puntura di imenottero manifesta una reazione mai avuta in precedenza - afferma la Moscato - deve andare subito al Pronto soccorso soprattutto in presenza di sintomi gravi e generalizzati come difficoltà a respirare, senso di mancamento e dolori in zona epigastrica; se invece manifesta una reazione locale estesa deve recarsi dal medico curante che lo indirizzerà a un centro specializzato per effettuare una corretta diagnosi e stabilire la strategia preventivo-terapeutica più adeguata".

"I soggetti con una diagnosi accertata di allergia a veleno di imenotteri - consiglia ancora l'esperta - devono sempre portare con sé un preparato a base di adrenalina per auto somministrazione da impiegare prontamente in caso di comparsa di sintomi gravi, secondo le spiegazioni che vengono fornite a ogni paziente dai sanitari. L'adrenalina è infatti l'unico potente antiallergico in grado di agire tempestivamente nella fase acuta in tutti i casi di improvvisa e generalizzata reazione allergica (reazione anafilattica); quanto prima viene somministrato, alla comparsa dei primi sintomi, tanto maggiore è la sua efficacia". "Presso l'Ambulatorio per allergia a veleno da imenotteri della Fondazione Maugeri - prosegue Carlo Biale, che dirige l'ambulatorio - effettuiamo tutti i test cutanei e di laboratorio prescritti dalle Linee guida internazionali per accertare l'esistenza di un'allergia a imenotteri.

Nei soggetti con diagnosi confermata il 'vaccino' (immunoterapia specifica) è l'unico trattamento in grado di garantire una protezione completa: è infatti protettivo nel 95-98% dei pazienti trattati, consentendo al soggetto allergico a veleno di imenotteri di condurre una vita normale. Il vaccino consiste nell'iniezione sottocutanea di veleno in dosi gradualmente crescenti per stimolare i meccanismi protettivi dell’organismo contro gli effetti di ulteriori punture. Una volta raggiunta la dose di mantenimento, la terapia deve essere continuata con iniezioni a intervalli crescenti (da 4 a 6 settimane) per almeno 5 anni".

I soggetti allergici devono comunque adottare norme di prevenzione per evitare il più possibile le punture degli imenotteri: va ricordato che questi insetti pungono solo se vengono minacciati. Prudenza quindi quando si sta all'aria aperta: meglio preferire abiti chiari, evitare gli odori forti, non camminare scalzi nell'erba. In automobile è preferibile viaggiare con i finestrini chiusi, mentre in moto è consigliabile coprirsi bene, utilizzare i guanti e il casco integrale.

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