Viso più fresco e sguardo più giovane, ecco quello che si può fare

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Sarà anche per questo che un’indagine europea (Eye for Beauty Market Research Survey), condotta da Consumer Insight per Allergan su 2300 persone tra 30 e 60 anni in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, rivela che il contorno occhi è l’area del viso più critica. Soprattutto per le quarantenni.

Un’indagine paneuropea attesta che il contorno occhi è l’area più critica. Per uno sguardo giovane e riposato servono cure mirate e graduali. Obiettivo di due protocolli medici. E come Sos c’è una nuova crema hi-tech

Uno sguardo giovane è la somma di piccoli dettagli. Influenzati, però, da una serie di fattori che ne accelerano l’invecchiamento: la perdita di elasticità della pelle, la dinamica dei muscoli facciali, la ridistribuzione dei volumi e il riassorbimento delle ossa del viso. Così gli occhi diventano “stanchi”, “cerchiati”, “segnati” e il volto acquista anni.  

Sarà anche per questo che un’indagine europea (Eye for Beauty Market Research Survey), condotta da Consumer Insight per Allergan su 2300 persone tra 30 e 60 anni in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Spagna, rivela che il contorno occhi è l’area del viso più critica. Soprattutto per le quarantenni.

Cosa preoccupa di più? Se solo il 21% del campione non è particolarmente contento ad esempio delle guance o della fronte (29%), ben il 43% mette l’area del contorno occhi al centro delle insoddisfazioni. I segni nell’area perioculare che creano più scontento sono innanzitutto le occhiaie marcate e scure (37%), seguite a breve distanza dalle rughe (34%), mentre borse e gonfiori si piazzano al terzo posto (15%).

Come affrontare il problema? A detta dei medici per assicurarsi uno sguardo riposato, che però conservi la sua naturale espressività, il trattamento deve rispettare le caratteristiche individuali della persona. “Nella mia esperienza clinica sono molti i pazienti che chiedono di trattare una sola zona, ad esempio le zampe di gallina, per migliorare l’aspetto del viso. Tuttavia un trattamento isolato può determinare un risultato non armonico e creare insoddisfazione”, sostiene Maurizio Cavallini, specialista in chirurgia plastica.

La valutazione deve essere globale e particolareggiata. “L’esame fisico e la valutazione fotografica sono molto utili, in quanto permettono di valutare la complessiva perdita di volume e la sua definizione nonché l’aspetto del viso”, sottolinea Cavallini. “Si dovrebbero scattare foto da angolazioni diverse e differenti espressioni o posizioni, tra cui mentre si manda un bacio o si fa un grande sorriso, si aggrottano o si sollevano le sopracciglia”.  

E il trattamento deve essere globale. Il protocollo di Allergan prevede l’uso abbinato, in tempi diversi, della tossina botulinica di tipo A (Vistabex®) e dei filler a base di acido ialuronico con tecnologia Vycross. In pratica s’inizia con il botulino, oggi approvato anche per le “rughe del canto laterale” (le zampe di gallina) da moderate a gravi, e si prosegue dopo un mese con i filler riempitivo. Così si trattano le rughe perioculari e si ripristinano anche i volumi del centro del viso distendendo, in maniera indiretta, l’area del contorno occhi.  

Il filler si fa in tre. Più centrato sul contorno occhi il protocollo di Easy Eye Galderma. Alla base, differenti formule del filler Emervel (Deep, Classic, Touch) e tecniche iniettive specifiche a ringiovanire in modo mirato le aree che determinano la giovinezza dello sguardo: il solco lacrimale, quello palpebro-malare (la parte più esterna del solco lacrimale) e la zona orbitale laterale. La metodica è suffragata da due studi scientifici pubblicati nel 2012 sul Journal of Drugs in Dermatology, che ne hanno verificato efficacia, tollerabilità e sicurezza.

Come si attua la scelta del trattamento? “Si valutano clinicamente i tre aspetti anatomici, quindi si procede gradualmente, mai nella stessa seduta, cominciando dalla zona più segnata. Si tratta di una valutazione congiunta, del medico ma anche del paziente. Spesso dopo la correzione iniziale le altre si riducono o non sono da trattare”, afferma Magda Belmontesi, specialista in dermatologia.  

Nel solco lacrimale, l’area del viso in cui la cute è spessa meno di un millimetro, il trattamento mira a sollevare il tessuto, riducendo l’area d’ombra che accentua le occhiaie, mentre nella zona orbitale laterale, dove più si concentrano rughe fini e cedimenti, punta a distendere la micro-rugosità.

Meno conosciuto, ma molto importante, il ruolo del solco palpebro-malare, zona strategica in cui non è necessario tanto sollevare quanto distendere i tessuti, riducendo la zona d’ombra che evidenziale occhiaie. “In questa parte è essenziale mantenere la continuità cutanea e volumetrica tra palpebra inferiore e zona malare-zigomatica, correggendo molto delicatamente, volta per volta e con poche quantità, eventuali solchi o depressioni presenti. Grazie alla modellabilità di questo filler si ottiene un risultato naturale, senza edemi o ipercorrezioni che creano piccoli bozzetti”, specifica Belmontesi.

E la ruga non c’è più (almeno per il momento). Una sorta di “pellicola elastica” che si applica come una crema promette di far scomparire rughe e borse. È l’effetto di Strateris (nome completo Strateris Under Eye Trasformation System), sviluppata da Robert Langer, professore al MIT di Boston ed esperto in ingegneria tissutale, per Living Proof, marchio americano di prodotti per la cura dei capelli con una madrina e co-proprietaria d’eccezione, Jennifer Aniston.

La crema sfrutta una nuova tecnologia in due fasi, con polimeri e siliconi cross-linkati che si legano tra loro a contatto con la pelle. Così creano un film trasparente e traspirante che, asciugando, esercita un’azione meccanica sui tessuti che ritrae la cute in eccesso. All’effetto di trazione immediato, che dura fino a 8 ore, si somma quello idratante, in quanto il composto limita la dispersione dell’acqua della pelle (Trans Epidermal Water Loss), con un risultato superiore a quello del più comune derivato del petrolio, la vaselina.

Il preparato, che sarà distribuito presso i dermatologi presumibilmente l’anno prossimo, non è un’alternativa alla chirurgia, ma potrebbe diventare complementare alle metodiche medico-estetiche, nonché un Sos prima di un evento importante. Negli States stanno già studiando come utilizzare la tecnologia per modellare altre zone del viso. Non resta quindi che attendere.

di Raimonda Boriani

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