Un tatuaggio (non) è per sempre, lo studio di Quanta System Observatory

Consigli e trattamenti per rimuovere i tatuaggi

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Un tatuaggio è per sempre? La risposta non è scontata. In Italia, infatti, aumenta il numero di chi, dopo aver inciso sulla pelle un evento, un nome, un ricordo che sembrava indelebile, ha cambiato idea ed ha fatto ricorso alla medicina estetica per rimuovere il proprio tattoo. Sono sette milioni gli italiani tatuati ed un milione e duecentomila quelli che si sono pentiti della propria scelta, tornando sui loro passi per eliminare materialmente un ricordo che non gli appartiene più.

 

Qual è l’identikit del “pentito del tattoo”? Secondo uno studio realizzato da Quanta System Observatory su un campione di 1600 italiani di eta’ compresa tra i 18 e i 60, a pentirsi maggiormente sono le donne (54%). La fascia di età in cui si registra la maggiore motivazione al cambiamento è compresa tra i 30 e i 40 anni (68%). Vorrebbero cambiare o eliminare i segni dell’inchiostro sulla pelle manager (22%), professionisti (21%), impiegati statali (18%), insegnanti (15%), impiegati (11%) ed operai (9%). Nella top ten dei tattoo da cancellare ad ogni costo ci sono il nome o le iniziali dell’ex partner (58%), seguito dalla frase celebre di un film o di una canzone. Vengono eliminati con frequenza anche i disegni venuti male, i tribali o i simboli che fanno riferimento ad associazioni, partiti politici o ideologie.

C’è chi, poi, vuole cancellare un tatuaggio fatto in giovane età e chi, semplicemente, deve eliminarlo perché si trova in una zona particolarmente esposta e visibile. Una persona su due vuole eliminare un tatuaggio per fare spazio ad un altro mentre cresce, anche sull’onda di alcuni casi famosi (Johnny Depp e Angelina Jolie, ma anche Elisabetta Canalis e Federica Pellegrini) la tendenza del “tattoo changing” che spinge il paziente estetico a rimuovere solo una sezione del disegno per variarne l’aspetto in un secondo momento.

Quali sono i metodi migliori per rimuovere o modificare i tatuaggi?

Occorre fare chiarezza, anche perché dalla stessa ricerca emerge che il 13% si è rivolto a centri non specializzati. In questo caso, la possibilità di incorrere in risvolti non trascurabili dal punto di vista medico, con reazioni e complicanze di vario tipo, aumenta. Un tatuaggio rimosso in modo approssimativo, infatti, può dare luogo a granulomi, ispessimento della pelle, reazioni allergiche e infezioni. Pertanto, è sempre consigliato il ricorso a tecniche di ultima generazione e professionisti del settore.

I laser di ultima generazione, tra cui il Laser Synchro, sono i migliori alleati per l’eliminazione dei tatuaggi e permettono di rimuovere il disegno in sei-otto sedute, accorciando i tempi di guarigione e garantendo la depigmentazione anche dei colori più scuri.

Ovviamente il caso varia a seconda del paziente: la tipologia di pelle, la profondità del tatuaggio e il pigmento utilizzato sono i fattori che incidono maggiormente sui tempi di rimozione. Dopo il trattamento è sconsigliata l’esposizione al sole della sezione trattata per almeno due mesi. In estate, inoltre, è sempre preferibile applicare sulla zona trattata una crema solare protettiva a schermo totale (SPF+50)

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