Terapia Fotodinamica, terapia e indicazioni mediche

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Il trattamento di fotoneedling è stato abbinato alle tecniche di carbossiterapia, ai trattamenti di ricondizionamento cutaneo a base di retinoidi e acido ialuronico, a distanza dal trattamento con terapia fotodinamica, PRP e soft restoration....

La terapia fotodinamica, conosciuta come terapia non chirurgica di elezione per alcune lesioni dell’epidermide quali tumori basocellulari piani.

Bowen e cheratosi attiniche, consiste nella somministrazione di una sostanza fotosensibilizzante per via topica e successiva attivazione mediante una sorgente luminosa rossa Vi sono però indicazioni al di fuori del campo oncologico dermatologico, quali trattamento dell’acne attiva e cronica, foto ringiovanimento e trattamento del foto invecchiamento cutaneo, lesioni di continuità, ulcere, lesioni HPV; la mancanza di controindicazioni al trattamento e la scarsa percentuale di reazioni secondarie post-trattamento rendono questa metodica molto apprezzata sia dai medici dermatologi sia da quelli estetici e anti-aging, oltre che dai pazienti.

Come funziona la PDT? La sostanza applicata per via topica (acido delta-aminolevulinico o ALA) è normalmente presente nell’organismo umano perché è un componente essenziale della sintesi dell’emoglobina. Dopo l’applicazione topica, la sostanza viene assorbita e metabolizzata dai tessuti; la sintesi dell’emoglobina non si completa, ma si arresta in una fase intermedia: la protoporfi rina IX. La concentrazione di protoporfi rina IX dipende in grande misura dall’attività metabolica delle cellule, che è amplifi cata nella popolazione tumorale e nelle cellule fotoinvecchiate, nelle cellule atipiche o danneggiate per meccanismi immunologici o infi ammatori.

La preparazione a base di ALA viene lasciata in sede per un tempo variabile da 30 minuti a qualche ora, mentre per alcune lesioni neoplastiche o lesioni di continuità importanti anche overnight; al termine di questo periodo le cellule “bersaglio” hanno accumulato una quantità signifi cativa di protoporfi rina IX. Successivamente, la zona viene illuminata con una sorgente led a luce rossa (630nm) per 10 minuti; questa luce può penetrare effi cacemente nei tessuti per circa 2,5mm.

Durante questa fase la protoporfi rina IX produce ROS quali ossigeno singoletto, anione superossido, radicali ossidrilici e perossido d’idrogeno; questa reazione induce l’apoptosi selettiva delle cellule bersaglio. Come funziona il fotoneedling? L’esperienza indica che l’assorbimento di ALA nella cute è limitata dallo strato corneo.

Per ovviare alla necessità di utilizzare lunghi tempi di occlusione, abbiamo utilizzato un Dermaroller® (come mezzo di transdermal delivery) e una preparazione topica di ALA in fase liquida al 15% (RGALA pre-care solution – Alpha Strumenti). In questo studio sono stati valutati 24 pazienti, 20 soggetti di sesso femminile e 4 maschi, di età compresa tra i 40 e i 60 anni, con fototipi diversi (6 fototipo II, 18 fototipo III e IV secondo la scala Fitzpatrick), con biotipi differenti (pelle asfi ttica, disidratata, seborroica, invecchiata), con danni di modesta e severa entità (rughe sottili, profonde lineari e glifi che, macchie senili, lentigo simplex, alterazioni della trama a grana grossolana e osti follicolari dilatati, comedoni in vari stadi di ossidazione e discromie iper e ipomelaniche, assottigliamento epidermico e perdita di elasticità cutanea), con una sensibilità cutanea non superiore a 1-2 (sec. Ramette-Bartoletti).

Gli obiettivi del trattamento di fotoneedling sono stati: migliorare l’idratazione e l’ossigenazione cutanea, chiusura degli osti follicolari dilatati, miglioramento della trama cutanea e bilanciamento del sebo, trattamento delle cicatrici per conferire un aspetto più giovane, più fresco, più disteso. Si sono eseguite foto per avere un riscontro oggettivo della situazione clinica iniziale con tutte le informazioni relative al percorso terapeutico. Una settimana prima del trattamento è stato fatto sottoscrivere un modulo di consenso informato ed è stato consegnato materiale informativo su CD. Nessuno dei pazienti era in stato di gravidanza o allattamento, con patologie tumorali o lesioni di continuità in corso o in terapia con farmaci fotosensibilizzanti.

La metodica utilizzata per tutti i pazienti è stata la seguente:

1) Per 7-14 giorni i pazienti sono stati trattati domiciliarmente con un micro peeling a base di acido salicilico in vaselina bianca filante, 1 o 2 volte al giorno, oppure peeling a base di acido glicolico 10%, piruvico 3% ph4 gel e/o salicilico 3% con acido alfa lipoico e cocktail di sostanze rigeneranti; è stato eseguito un test di sensibilità e una valutazione con luce di Wood prima dell’inizio del trattamento domiciliare.

2) Applicazione di una preparazione topica di anestetico (lidocaina 20% prilocaina e tetracaina al 10% in vaselina bianca) ogni 10 minuti per 40 minuti.

3) Esecuzione del microneedling mediante Dermaroller® da 1mm per circa 10 minuti in maniera omogenea (6-8 passaggi in direzioni differenti).

4) Applicazione della RGALA precare solution, senza occlusione.

5) Attesa per un tempo fra 30 e 45 minuti.

6) Esecuzione del test di sensibilità e valutazione della fluorescenza con luce di Wood.

7) Irradiazione mediante sorgente S-630 per una dose di 90 J/cm2 – 10 minuti.

8) Applicazione di una maschera idratante a base di acido jaluronico (Cool Mask Dermaroller®).

9) Applicazione di unguento ai PEG. Il paziente viene dimesso; lo si invita a evitare la luce solare nei giorni successivi e il contatto con polveri o ambienti inquinanti.

Il trattamento domiciliare nei successivi 7-10 giorni prevede protezione solare totale; unguento ai PEG; un siero a base di vitamina C per tamponare l’effetto dei radicali liberi. Per il recupero della barriera epidermica è stato utilizzato un unguento a base di glicerina e paraffina liquida con Bisabololo, Vitamina E, Acetato, fitosfingosina, superossido dismutasi, acido 18 B-Glicirretico, fattori di crescita. Il downtime non ha superato i 4- 6 giorni lavorativi. Trascorsi due mesi dal trattamento, il paziente continua il trattamento di ricondizionamento cutaneo con retinoidi e sostanze rigeneranti. Le sedute di fotoneedling non si fanno più ravvicinate di 3-4 mesi.

Il trattamento di fotoneedling è stato abbinato alle tecniche di carbossiterapia, ai trattamenti di ricondizionamento cutaneo a base di retinoidi e acido ialuronico, a distanza dal trattamento con terapia fotodinamica, PRP e soft restoration, con risultati fi nali di ristrutturazione e compattazione cutanea, miglioramento dello stato cicatriziale, effetto lifting delle zone trattate.

Conclusioni In base ai risultati ottenuti, la formulazione in fase liquida al 15% di ALA RGALA pre-care solution si è dimostrata particolarmente effi cace e consente di avere brevi tempi di applicazione senza necessità di occlusione. La scelta del Dermaroller® 1mm è stata dettata dalle nostre precedenti esperienze con ALA in crema; alla luce dei risultati, riteniamo che sia suffi ciente l’utilizzo di un Dermaroller ® di lunghezza 0.20mm in modo da escludere l’uso dell’anestesia topica e diminuire notevolmente il downtime. Le tecniche come carbossiterapia, PRP e programmi di ricondizionamento cutaneo a base di micropeeling con o senza retinoidi per via topica potenziano l’effetto del trattamento di fotoneedling. ✘

BIBLIOGRAFIA: 1 – Orringer et Al; Arch. Dermatol. 208; 144 (10):1296-1302; Molecular Effects of Photodynamic Therapy for Photoaging. Baduan Kinske 2 – Skin Penetration enhancement by a microneedle device (Dermaroller (R)) in vitro. EJPS 36 (2009) 511-523. Micolajewska et Al. 3 – M. Buttinoni, G. Vasilescu. Presentazione di una nuova metodica per il ringiovanimento cutaneo: il Fotoneedlig. Comunicazione Congresso Interregionale PDT Arezzo 2008. 4 – Microneedle Pre Treatment of Human skin Improves 5-Aminolevulinic Acid (ALA) Induced Ppix Production. Pharm Res 2010 Oct; 27 (10):2213-20

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