Medicina Estetica manager italiani piú brutti di quelli inglesi

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Molto poco è sentito, ad esempio il filler o la tossina botulinica nell’uomo, se non in casi particolari, cosa che invece non avviene in America dove è più in voga probabilmente grazie a tendenze specifiche dell’americano o dell’inglese che coltiva anche questo tipo di realtà. Discorso diverso invece – conclude l’esperto - per i processi di rivitalizzazione dove capita anche che la moglie o la sorella lo accompagnino venendo da noi già per delle proposte”...

Non c’è Tronchetti Provera, Andrea Della Valle, Davide Serra o Matteo Arpe che tenga, in un’epoca come la nostra in cui si sa che le apparenze contano, i manager inglesi e americani sono più curati e belli rispetto a quelli italiani, parola di super esperti del settore. Il prof. Massirone: tra gli uomini manca la cultura del miglioramento estetico

Secondo l’autorevole sito finanziario britannico eFinancialcareers.com, “il ritocco per chi lavora nella finanza è un must. Il Dott. Andrew Douglas, chirurgo estetico londinese, si è fatto una clientela fra i finanzieri: negli ultimi 12 mesi fra i suoi pazienti ha avuto 40-50 uomini che lavoravano a Londra in banche di investimenti e fondi speculativi, con un’età media compresa fra i 40 e i 50 anni. A New York invece il dott. Stafford Broumand, chirurgo di Park Avenue, a Manhattan, dice che i suoi clienti lavorano per la maggior parte nella finanza e un centinaio, solo lo scorso anno, si sono avvalsi dei suoi servizi.” Ma quali sono gli interventi più richiesti dai geni della Borsa d’Oltremanica? “In pool position la tossina botulina per le ascelle, un metodo per neutralizzare le ghiandole sudoripare. Tra i banchieri è un sistema piuttosto diffuso per evitare di sudare eccessivamente durante le presentazioni. Non solo questo li aiuta a sembrare più tranquilli, ma risolve anche il problema delle macchie e dell’odore”.

E gli italiani? Sono tra gli ultimi nella cura del proprio aspetto estetico. “In Italia - rivela il prof. Alberto Massirone, membro del consiglio direttivo del Collegio delle Società Scientifiche Italiane di Medicina Estetica - il ricorso alla medicina estetica tra gli uomini di mantiene ancora molto basso rispetto alle donne e varia tra il 15 e il 18%, in leggero calo. Non scende invece il volume d’affari generale, ma se gli uomini calano lo fanno a favore del sesso femminile. La ragione di questa tendenza è fondamentalmente una: – precisa il professore – tra gli uomini italiani non c’è ancora il culto specifico, come invece per la donna, del miglioramento qualitativo della propria pelle. Inoltre, in Italia si fa ancora quel collegamento o falso pudore secondo cui i trattamenti sono più femminili che maschili. Molto poco è sentito, ad esempio il filler o la tossina botulinica nell’uomo, se non in casi particolari, cosa che invece non avviene in America dove è più in voga probabilmente grazie a tendenze specifiche dell’americano o dell’inglese che coltiva anche questo tipo di realtà. Discorso diverso invece – conclude l’esperto - per i processi di rivitalizzazione dove capita anche che la moglie o la sorella lo accompagnino venendo da noi già per delle proposte”.

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