Laser Resurfacing per combattere i segni del tempo

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Dr Marini, quali regole seguire per contrastare i fenomeni legati all’invecchiamento? «È essenziale che ci si prenda cura del proprio viso quanto prima, abbandonando l’idea della Medicina Estetica come scienza utile solo a eliminare gli inestetismi cutanei e abbracciandone anche la fondamentale caratteristica di medicina preventiva. Nutrire il proprio viso prima ancora che inizino a presentarsi...

L’invecchiamento cutaneo e diversi fattori tossici provenienti dall’esterno danneggiano quotidianamente la nostra pelle. il modo migliore per contrastarli è la prevenzione. Ma se ormai per prevenire è troppo tardi, la medicina estetica ha fatto passi da gigante con le nuove tecniche laser. come ci spiega il Dr Fabio Marini Medico Estetico Specialista in Chirurgia Vascolare e titolare del Centro Skin Laser CLinic.

Il trascorrere del tempo produce modificazioni delle caratteristiche strutturali dei tessuti che lentamente ci cambiano la fisionomia: l’organo che più subisce questi cambiamenti è sicuramente la pelle, che ben presto, se non viene opportunamente trattata, comincia a perdere in tono, luminosità ed elasticità. L’invecchiamento cutaneo è un processo fisiologico di involuzione cellulare.

Esso è dovuto a fattori intrinseci, risultato dell’intreccio di eventi biologici, biochimici e molecolari scandito dal codice genetico di ogni individuo (cronoaging) e a fattori estrinseci, di tipo chimico e fisico, legati allo stile di vita, ai raggi ultravioletti del sole, al clima, all’alimentazione ed a fattori tossici di vario genere provenienti dall’ambiente esterno (fotoaging). I due processi sono biologicamente e clinicamente diversi e incidono come eventi indipendenti, ma sulle aree del corpo foto esposte come il viso si sovrappongono, determinando perdita di compattezza della trama connettivale della pelle e conseguente lassità cutanea, formazione dimacchie, rughe e ridotta produzione da parte dei fibroblasti di acido ialuronico e fibre collagene, con conseguente riduzione dell’idratazione cutanea, del suo tono e del suo turgore.

Inoltre la ridotta vascolarizzazione del derma, cui si va incontro col passare degli anni e che fa perdere alla cute luminosità, e il rallentamento del normale drenaggio linfatico innescano un circolo vizioso di difficile interruzione. Come si può rallentare l’insorgenza di tali processi di invecchiamento cutaneo?

Dr Marini, quali regole seguire per contrastare i fenomeni legati all’invecchiamento? «È essenziale che ci si prenda cura del proprio viso quanto prima, abbandonando l’idea della Medicina Estetica come scienza utile solo a eliminare gli inestetismi cutanei e abbracciandone anche la fondamentale caratteristica di medicina preventiva. Nutrire il proprio viso prima ancora che inizino a presentarsi i fenomeni dell’invecchiamento è infatti l’arma su cui si deve puntare per ottenere i migliori risultati, riuscendo così a mantenere giovane la pelle del viso e a rallentare la comparsa dei segni del tempo».

Quali sono le terapie a cui sottoporsi? «Per ottenere il ringiovanimento del viso bisogna agire a diversi livelli. Varie sono le terapiemediche inMedicina Estetica ed è utile, soprattutto, che siano “combinate” tra loro. I peelings: trattamenti che sfruttano l’azione di alcune sostanze acide e che, a contatto con la pelle del viso, danno luogo a una esfoliazione cutanea più o meno profonda, assottigliando lo strato corneo, aumentando il turn-over cellulare e restituendo così al volto luminosità e freschezza.

Le rivitalizzazioni: microiniezioni indolori di principi attivi (acido ialuronico, vitamine, aminoacidi) che costituiscono i mattoncini da assemblare per ridare compattezza alla propria pelle; queste sostanze aumentano l’idratazione cutanea e stimolano l’attività dei fibroblasti, le cellule normalmente deputate alla produzione delle fibre elastiche, “impalcatura” e sostegno della nostra pelle. I fillers: sostanze che, iniettate negli avvallamenti del viso responsabili delle rughe, ne permettono la scomparsa; ne esistono di diversi tipi, riassorbibili o meno. Il più utilizzato, perché praticamente privo di effetti collaterali, è l’acido ialuronico, prodotto in forma di gel, che va a ricompattare e rimpolpare la pelle. Gli integratori orali: assunti a domicilio, completano il programma di ringiovanimento del viso.

Sfruttando le capacità anti-ossidanti di tali sostanze, si riesce infatti a limitare sin da subito i danni legati all’invecchiamento cutaneo». E se cronoaging e fotoaging sono già “entrati in azione” e hanno danneggiato la pelle? «Quando accade questo le più comuni procedure adottate inMedicina Estetica, a cui prima si è accennato, possono non essere sufficienti a correggere gli inestetismi. La crescente volontà di curare il proprio aspetto ha quindi spinto la ricerca in ambito medico-estetico verso l’individuazione di tecniche “anti-age”, sempre migliori e affidabili: ed è a questo punto che entrano in scena i laser».

«Il termine laser è un acronimo in lingua inglese che sta per light amplification by stimuled emission of radiation (amplificazione della luce per mezzo di una emissione stimolata di radiazioni). Il laser è dunque un’apparecchiatura che produce e amplifica la luce: trasforma l’energia da altre forme in radiazione elettromagnetica (luce).

Esistono diversi tipi di laser in campo medico, ognuno dei quali emette un raggio che esplica il proprio effetto biologico interagendo inmodo specifico e selettivo con una struttura bersaglio del nostro organismo (target o cromoforo), evitando effetti lesivi sui tessuti circostanti. Il laser CO2 è sicuramente, tra i vari laser, quello più utilizzato per il ringiovanimento del viso in Medicina Estetica: emette un raggio assorbito dai tessuti biologici indipendentemente dalla pigmentazione e dalla vascolarizzazione, poiché il target con cui interagisce è l’acqua.

L’energia assorbita dalla cute viene trasformata in calore che elimina le cellule della porzione più superficiale dello strato corneo dell’epidermide inducendo la formazione di vapore nel loro interno.

La pelle con imperfezioni cutanee viene rimpiazzata da tessuti sani e ringiovaniti: i microspot emessi dal laser provocano un immediato shrinkage (contrazione) del collagene con conseguente skin tightening (tensione del tessuto), dovuti alla selettiva cessione di calore, e stimolano i fibroblasti a produrre nuovo collagene (neocollagenogenesi) anche dopo 30 giorni dal trattamento».

Quali sono le ultime innovazioni in materia di laser? «Recentemente, l’applicazione di una tecnologia innovativa ha permesso di generare un laser CO2 che produce una luce, con proprietà micro-ablative, emessa in modalità non continua ma “frazionale”, ossia scompattata in colonne luminose che, risparmiando alcune ristrette zone di cute, inducono un danno cutaneo molto ridotto e favoriscono una riparazione tissutale molto precoce (laser CO2 frazionato).

Questa soluzione tecnologica permette di limitare drasticamente l’infiammazione che è evidente per soli due-tre giorni dopo la procedura, riducendo sostanzialmente i tempi clinici per il ritorno alle normali attività sociali (il laser CO2 standard non frazionato determinava un danno cutaneo più esteso e quindi un conseguente arrossamento della pelle legato a processi infiammatori, che richiedeva almeno una ventina di giorni per risolversi). La consistente riduzione dei tempi di recupero (down-time) e l’alta tollerabilità del trattamento fa preferire quindi il trattamento con laser CO2 frazionato a quello tradizionale non frazionato».

Quindi il laser CO2 frazionato rappresenta il top in questo campo? «In Medicina Estetica, il laser CO2 frazionato rappresenta il gold standard per quanto riguarda il resurfacing, ovvero il ringiovanimento cutaneo di viso, occhi, collo, decolleté e dorso delle mani. Già dopo una singola seduta il paziente apprezza un immediato miglioramento di tono, texture, luminosità e compattezza della pelle, un assottigliamento di rughe sottili e profonde, una diminuzione di pigmentazioni superficiali, cicatrici acneiche e pori dilatati.

I risultati ottenuti, dopo un numero di trattamenti che può variare da 1 a 4, e intervallati da circa 20-30 giorni, permangono a lungo nel tempo e, con un adeguato stile di vita, manutenzione domiciliare e “aiutino” ambulatoriale, possono persistere per alcuni anni. Un altro irrinunciabile aiuto ci viene da un altro laser, il KTP, che con una lunghezza d’onda specifica per l’emoglobina e la melanina, corregge le teleangectasie e le macchie cutanee legate al fotoinvecchiamento. Inoltre, con la nuova tecnologia frazionata, anche il laser KTP permette il rimodellamento del collagene sfruttando il riscaldamento profondo del derma

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