Il principio laico della scienza, intervista al Prof Umberto Veronesi

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Le potenziali implicazioni di questa ricerca sulle cure dei tumori sono straordinarie. Finora infatti le terapie anti-tumorali si focalizzavano sulle cellule proliferanti, considerate le vere responsabili del cancro, mentre sfuggiva alle cure quella modesta percentuale di cellule staminali (le madri, appunto) che non proliferavano ma erano in grado di sopravvivere al danno genomico e di far crescere il tumore.

" Gli scienziati possono, anzi devono, contribuire al processo di pace nel mondo " Questo il pensiero di Umberto Veronesi che in questa intervista parla dell´importanza della dieta vegetariana e dei progressi della ricerca sulle cure dei tumori.

 

Recuperare la forza della nostra razionalità, coltivarla e svilupparla all´interno di un progetto coerente, libero e innovativo per il nostro futuro». Basterebbero queste parole per identificare il pensiero di Umberto Veronesi come il pensiero di un uomo libero. Grazie alla scienza. Dalla pace nel mondo a una scelta alimentare individuale, ogni ambito per Umberto Veronesi può e deve essere illuminato dalla razionalità scientifica, perché il progresso possa essere benessere per le generazioni di oggi e per quelle di domani.

Specchio di questa concezione la sua instancabile attività di promozione della ricerca scientifica, in particolare attraverso la Fondazione Umberto Veronesi e l´Istituto Europeo di Oncologia. Lo abbiamo incontrato per parlare di presente e futuro della ricerca, di alimentazione e salute, ma soprattutto per capire se davvero la fiducia nella scienza ci permetterà di vivere meglio tutti. Gli scienziati possono, anzi devono, contribuire al processo di pace nel mondo " Questo il pensiero di Umberto Veronesi che in questa intervista parla dell´importanza della dieta vegetariana e dei progressi della ricerca sulle cure dei tumor.

Professore Veronesi, lei è sostenitore del vegetarianismo e del testamento biologico. Nel novembre 2004 ha presentato il "Manifesto biotech" sostenendo la mancanza di prove dell´esistenza di danni per chi consuma prodotti derivati da coltivazioni geneticamente modificate. Ha difeso i termovalorizzatori e organizza l´incontro mondiale "Science for peace".

Il suo è un pensiero trasversale e indipendente Esiste un legame tra questi diversi impegni e un concetto di "salute" più ampio che giunge a coinvolgere anche la pace?«La mia posizione a favore delle coltivazioni ogm e dei termovalorizzatori si basa su dati scientifici.Il mio impegno per la definizione di una legge sul testamento biologico è dettato dall´etica laica a cui si riferiscono gli uomini di scienza, e in particolare dal principio laico della "responsabilità della vita", secondo cui il valore principale è quello dell´autodeterminazione: io sono davvero libero di scegliere la mia vita e di decidere la mia morte.

Come scienziato sono inoltre consapevole dell´importanza della funzione civilizzatrice - e quindi anche pacificatrice - della scienza, la cui ragione d´essere è il miglioramento delle condizioni dell´uomo. Da questa consapevolezza è nata l´iniziativa del movimento Science for peace. Credo che gli scienziati possano e debbano contribuire al processo di pacificazione mondiale, sviluppandolo e accelerandolo. La forza pacificatrice della scienza è basata sulla diffusione della razionalità - mentre la guerra è una soluzione irrazionale dei conflitti - e su un linguaggio universale che non conosce frontiere e nazionalismi» Attraverso la Fondazione Umberto Veronesi e l´Istituto Europeo di Oncologia si occupa di divulgazione della cultura scientifica e del benessere.

Il Principio laico della scienza, intervista Esclusiva al Prof Umberto Veronesi

Crede che nel nostro paese manchi una cultura di questo genere? «Nel nostro Paese la scienza, che ha fatto progressi e raggiunto obiettivi impensabili solo trent´anni fa, effettivamente non si è impegnata a sviluppare parallelamente una cultura del pensiero scientifico, che instauri un consenso forte sul potere della razionalità, con il risultato che parte della nostra società è ancora percorsa da tendenze antiscientifiche. Inoltre serpeggiano da tempo in Europa, e non solo, movimenti oscurantisti e antiscientifici che inducono a un pericoloso ritorno a ideologie e superstizioni. Anche il tiepido sostegno alla ricerca è espressione di questa mentalità che, se non contrastata, può portare al declino del Paese.

La Fondazione Umberto Veronesi lavora per promuovere lo sviluppo della scienza e la consapevolezza che senza di essa non progredisce la civiltà, e per sensibilizzare cittadini e scienziati affinché tutti insieme creino una coscienza collettiva sui grandi problemi e le grandi scelte del progresso scientifico». La sua attività di oncologo si identifica anche con l´impegno contro il tabagismo. Le donne fumano più degli uomini e sembra che il fumo sia alla base di una patologia "femminile" come l´artrite reumatoide.

Il binomio donna-fumo è valido anche per certe patologie oncologiche? «Il fumo è lo stile di vita che in assoluto riesce a provocare, da solo, più disastri al nostro corpo di qualsiasi altro agente esterno. Più di un quarto di tutte le forme di cancro nel mondo occidentale è causato sicuramente dal fumo; si tratta di tumori in maggioranza del polmone (dei quali il 90% è correlato al fumo) ma anche di tumori di esofago, laringe, corde vocali, vescica, pancreas, rene, stomaco, sangue (leucemia mieloide).

Uno studio pubblicato negli USA dal Journal of the National Cancer Institute ha evidenziato che il fumo di sigaretta contribuisce a elevare l´incidenza di sviluppo di cancro al seno, soprattutto nelle donne che hanno cominciato a fumare presto, o almeno 5 anni prima della prima gravidanza. Non solo: le donne che fumano corrono un rischio maggiore di sviluppare un tumore al collo dell´utero e hanno problemi di infertilità. Il dato più preoccupante è comunque l´aumento della mortalità (più del 50% dagli anni ´80 ad oggi) per tumore del polmone nella popolazione femminile. A causa della persistenza e della diffusione dell´abitudine al fumo, anche nelle adolescenti, il tumore del polmone uccide ogni anno in Italia 5.600 donne».

Una recente ricerca dell´IFOM-IEO di Milano ha rivelato le ragioni dell´immortalità delle cellule staminali del cancro. Qual è la portata di questa scoperta? Possiamo essere ottimisti? «La scoperta del Professor Pelicci e del suo team di ricerca è di importanza fondamentale perché, grazie ad essa, è stato trovato anche il modo di eliminare le cellule staminali del cancro, che sono le vere responsabili dell´inguaribilità della malattia. Dopo aver osservato che queste cellule, grazie a un particolare modo di rimediare al danno genomico, riescono ad evadere il processo fisiologico dell´invecchiamento e della morte e quindi ad alimentare all´infinito il tumore, i ricercatori hanno trovato il metodo per eliminarle bloccando proprio il loro sistema di riparazione del genoma.

Le potenziali implicazioni di questa ricerca sulle cure dei tumori sono straordinarie. Finora infatti le terapie anti-tumorali si focalizzavano sulle cellule proliferanti, considerate le vere responsabili del cancro, mentre sfuggiva alle cure quella modesta percentuale di cellule staminali (le madri, appunto) che non proliferavano ma erano in grado di sopravvivere al danno genomico e di far crescere il tumore. Ora la ricerca si dedicherà all´identificazione di farmaci intelligenti (inibitori del riparo del DNA) che riescano ad attivare un meccanismo di autodistruzione delle cellule della leucemia, trasformandole in cellule capaci di invecchiare.

Questi farmaci permetteranno di intervenire a uno stadio abbastanza precoce del tumore e anticipare così la sua evoluzione. Inoltre agiranno come farmaci-bersaglio, colpendo solo le cellule tumorali e risparmiando i tessuti sani. Ritengo, come molti altri scienziati nel mondo, che quella delle staminali sia la via di ricerca più promettente per la riduzione della mortalità per cancro, come dimostrano anche i recenti studi sulle staminali della mammella, del colon e della prostata».

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