Ricostruzione mammaria: dal Congresso SICPRE obiettivo 100%

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E di tantissime donne, vista l’incidenza di questo tumore. Una su otto Secondo i dati AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, il tumore al seno colpisce 1 donna su 8 nell'arco della vita. È il tumore più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 29% di tutti i tumori che colpiscono le donne. È la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile, con un tasso di mortalità del 16 % di tutti i decessi per causa oncologica.

 

Dopo un tumore al seno, sono sempre più numerosi i casi di ricostruzione. E il risultato finale, anche da un punto di vista estetico, è sempre più gradevole e naturale. È tutto positivo il bilancio della ricostruzione mammaria che emerge dall’ultimo Congresso Nazionale della SICPRE, Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, di scena a Bari dal 25 al 28 settembre. «Oggi le ricostruzioni riguardano circa l’80% dei casi - dice il professor Michele Pascone, presidente del congresso – un dato in crescita costante, anno dopo anno».

Ma non basta, perché l’obiettivo è quello di avvicinarsi il più possibile al 100%. Dice ancora Pascone: «Con un corpo “come prima”, cioè simmetrico e integro, la malattia può diventare davvero solo un brutto ricordo. In caso contrario, è veramente difficile “andare oltre”. Ecco perchè abbiamo deciso di riservare a questo tema uno spazio così ampio nel congresso annuale. Perché è un argomento fondamentale per il benessere e la serenità della donna».

E di tantissime donne, vista l’incidenza di questo tumore. Una su otto Secondo i dati AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, il tumore al seno colpisce 1 donna su 8 nell'arco della vita. È il tumore più frequente nel sesso femminile e rappresenta il 29% di tutti i tumori che colpiscono le donne. È la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile, con un tasso di mortalità del 16 % di tutti i decessi per causa oncologica. Innanzitutto, informare «Il numero di interventi ricostruttivi continua ad aumentare perché continua ad aumentare la fiducia e l’informazione delle donne – dice ancora Pascone -. Un trend positivo che abbiamo voluto assecondare e favorire ulteriormente, affrontando il tema della ricostruzione mammaria non solo da un punto di vista scientifico». Oltre ad essere oggetto di diverse sessioni di lavori, la ricostruzione mammaria è infatti stata anche al centro di una vera e propria serata-evento, La Bellezza Ritrovata, che si è svolta al teatro Petruzzelli il 25 settembre. Racconta Pascone: «Pazienti e medici, ma anche attori, coreografi e musicisti, sono saliti sul palco per raccontare esperienze ed emozioni. Abbiamo scelto questo format, sicuramente inconsueto per un congresso scientifico, per raggiungere in modo più efficace l’opinione pubblica.

E si sa che l’informazione è più veloce e più diretta quando viaggia sulle ali dell’emozione e del racconto in prima persona». Ricostruzione mammaria, come si fa A seconda dei casi, la ricostruzione avviene attingendo a tessuti della donna (che vengono prelevati e “girati” dall’addome e dal dorso), oppure ricorrendo a materiali artificiali. «Progressivamente – spiega ancora il professor Pascone - aumenta l’incidenza delle ricostruzioni con espansore e protesi, una scelta che non richiede il sacrificio di altri tessuti della paziente».

E, soprattutto in chi ha già subito altri interventi, la minore invasività è un elemento in grado di fare la differenza. Il grasso, una ricostruzione “da sogno” «Gli innesti adiposi sono sicuramente l’aspetto più promettente e “di frontiera” – spiega il professor Pascone –. In base agli ultimi studi, il tessuto adiposo è risultato ricco di cellule staminali adulte. Oltre a “riempire i buchi”, colmando i volumi sottratti dall’intervento oncologico, l’innesto adiposo è prezioso nell’attivare, proprio grazie all’azione delle cellule staminali, un processo rigenerativo che dà anche risultati molto positivi sull’aspetto delle cicatrici». Attenzione, però, al momento la completa ricostruzione della mammella è una prospettiva futuribile. «È il sogno di tutti i chirurghi – dice ancora Pascone - . Ma ancora un sogno».

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