Perché negli ultimi anni è esploso il tumore al seno nelle giovani donne che muoiono entro 5 anni?

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E non può essere considerato un sistema di prevenzione dei tumori (si tratta, infatti, di diagnosi precoce, perché l’esame evidenzia la malattia quando già c’è, mentre la vera prevenzione primaria punta ad evitarne la comparsa). “Il problema principale dello strumento della mammografia è che non ha sensibilità sufficiente per poter essere considerato efficiente nello screening( 50% con conseguenti falsi negativi) ” afferma il professor Roberto Dall’Aglio membro della Commissione ministeriale dell’AIFA per tutti i dispositivi medici.”

La medicina difensiva, con la crescita esponenziale delle analisi inutili per la diagnosi e nocive e letali oltre una soglia per i cittadini, sta distruggendo economicamente e organizzativamente il sistema sanitario, il rapporto medico paziente e la stessa salute dei cittadini.

 

A livello mondiale nei paesi sviluppati abbiamo una nuova generazione di irradiati con una percentuale di morti da radiazioni mediche pari a 20.000 negli Stati Uniti, come dichiarato dagli studi delle stesse associazioni dei radiologi. Le analisi con raggi x vengono prescritte normalmente già in età pediatrica o erogate di prassi al pronto soccorso per una semplice contusione. Il tasso di irradiamento della popolazione comincia già in età pediatrica e si pagano precocemente le conseguenze, dato che come le radiazioni nucleari non possono essere smaltite in una vita e sono una bomba ad orologeria per la persona.

Perché negli ultimi anni è esploso il tumore al seno nelle giovani donne che muoiono entro 5 anni? Analizzando tutti i fattori di rischio l’esplosione dell’ultimo decennio è solo compatibile con il “boom” pediatrico e anche adulto delle radiazioni ionizzanti. Secondo uno studio dell’Istituto Ramazzini eseguito sui topi, l’esposizione alle radiazioni oltre una soglia (bassa) determinava il tumore al seno. I medici come dimostrano gli studi internazionali sottovalutano l’effetto delle radiazioni, regolamentate secondo una normativa europea e il decreto legge 167, secondo le quali l’esposizione alle radiazioni non può superare i 10 mGray.

Con sanzioni penali e civili. Non c’è controllo e le diagnosi inutili, calcolate almeno in un terzo del totale, creano un buco nel budget sanitario impressionante, stimato tra il 10 e il 20 % del budget sanitario complessivo. “In Italia stimiamo circa 63 milioni di risonanze magnetiche, più della popolazione italiana” afferma il direttore generale prof. Aldo Morrone dell’Ospedale San Camillo a Roma. Alcuni nuovi macchinari, come la tomosintesi, arrivano a sezionare il seno con 64 lastre e non hanno vantaggi clinici rispetto ai mammografi ( stessa sensibilità e pochi punti di specificità in più) e non si trovano le dosi di radiazioni nemmeno nei manuali per verificare se sono a norma di legge.

Di fronte a questa realtà tutti dovrebbero concordare sulla necessità di lanciare la carta sanitaria radiologica del cittadino, utilizzando le specializzazioni dei radiologi, in collaborazione con tutti i medici, per controllare la pericolosità e l’adeguatezza delle prescrizioni radiologiche e se sono regolari o fuorilegge i macchinari milionari che il business delle grandi aziende spinge a voltesenza adeguato supporto clinico.

Quante decine di migliaia di morti inutili potremmo evitare rispettando la legge? Si sta abbassando velocemente l’età di manifestazione delle patologie cancerose mammarie alle over 30 e la mammografia non è in grado di “leggere” i seni, in particolare quelli densi e delle donne giovani tra i 30 e 50 anni( con una sensibilità del 50% è un po’ come la roulette russa ). L’avvento della tomografia assiale computerizzata( Tac ), scrivono Brenner e Phil( due ricercatori del Center for RadiologicalResearchdella Columbia University di New York ), ha rivoluzionato la radiologia diagnostica e dai lontani anni ’70 il suo uso è aumentato in maniera esponenziale. Solo negli Stati Uniti, nel 1980 il numero di Tac annue era di 3 milioni, mentre oggi questo valore supera i 62 milioni di esami di cui almeno 4 milioni eseguite nella popolazione pediatrica.

In pochi, anche nell'ambito medico, sanno che una Tac può equivalere a 500 lastre al torace. Altra grande fonte di radiazioni sono le scintigrafie e le Pet che comportano l'iniezione di marcatori radioattivi.

Nell’immaginario collettivo Usa medici e pazienti ritengono la Tac un esame come un altro. I risultati riportati nell’articolo di un’indagine condotta tra medici d’urgenza e radiologi dimostrano che circa il 75% di loro sottostima di molto la dose di radiazioni derivanti da una Tac, con il 53% dei radiologi e il 91% dei medici d’urgenza che è convinto che questa non aumenti il rischio di cancro. Non per questo bisogna rinunciare a questi mezzi di diagnostica, ma bisogna fare attenzione perché oggi almeno un esame su tre è inappropriato. Bisogna anche tenere conto che le morti da cancro dovute a raggi X di origine medica sono ben il 5%(dati Usa). “Sicuramente la causa di molti tumori sono le radiazioni mediche che sono cresciute senza necessità diagnostica, solo per fine difensivo e colpiscono i bambini che pagheranno il danno delle radiazioni da adulti.

E’ una situazione fuori controllo, che cresce e assorbe risorse che potrebbero essere destinate alla sanità.” “Le radiazioni non vengono smaltite dall’organismo- afferma il Primario di Radiologia dell’Ospedale di Terracina, prof. Eugenio Faiola-e, per causa della medicina difensiva, si sono moltiplicate analisi spesso inutili, che il radiologo non può rifiutarsi di fare.

Dobbiamo introdurre al più presto la carta sanitaria radiologica e valorizzare il radiologo come difensore della salute, in tutte le strutture sanitarie, con responsabilità specifiche e formare, come noi nel nostro piccolo abbiamo fatto, modelli di “ breastunit”, dove si lavora tutti per l’obiettivo comune, in maniera professionale e altamente umanizzata.” Secondo l’ultimo rapporto PIT-CENSIS le denunce per errori diagnostici oncologici sono la prima voce di contenzioso tra cittadino e sanità, con dei costi legali e risarcitori arrivati negli Usa a cifre da capogiro anche per i falsi positivi (viene diagnosticato un tumore quando si è sani) o peggio i falsi negativi ( si certifica l’assenza di tumore quando invece la persona è già malata).

Due ricercatori americani sono arrivati a conclusioni che nella maggior parte dei casi lo screening mammografico non aiuta. Anzi intercetta neoplasie che non avrebbero mai dato segno della loro presenza, costringendo la donna a inutili terapie.

E non può essere considerato un sistema di prevenzione dei tumori (si tratta, infatti, di diagnosi precoce, perché l’esame evidenzia la malattia quando già c’è, mentre la vera prevenzione primaria punta ad evitarne la comparsa). “Il problema principale dello strumento della mammografia è che non ha sensibilità sufficiente per poter essere considerato efficiente nello screening( 50% con conseguenti falsi negativi) ” afferma il professor Roberto Dall’Aglio membro della Commissione ministeriale dell’AIFA per tutti i dispositivi medici.” E non possiamo usare la risonanza quale strumento di screening perché le spese sanitarie si mangerebbero il bilancio dello Stato, con risultati tra l’altro da verificare perché richiede una grande capacità clinica”.Le linee guida ministeriali prevedono l’errore umano e i limiti della diagnosi precoce della mammografia che espone il medico a possibili richieste risarcitorie.“Per fare una vera prevenzione andrebbe affiancato all’ecografia per le donne under 45 e a seno denso, uno strumento diagnostico noto per i suoi principi a tutti i medici e biologi: la rilevazione della neoangiogenesi tumorale che si può ottenere con la risonanza magnetica e a costi molto più contenuti con le nuove tecnologie italiane DOBI di ottica mammaria” afferma il prof. Roberto Dall’Aglio.

La Segretaria Nazionale del Tribunale dei Diritti del Malato dr.ssa Francesca Moccia ha dichiarato che la” metodica non invasiva DOBI andrebbe estesa ovunque per evitare sofferenze e morti inutili”. Con un brevetto italiano, che sarà subito esteso su scala internazionale, si utilizza la luce rossa innocua in luogo della radiazioni ionizzanti utilizzata nei sistemi mammografici. Il Comfortscan esegue uno studio dell’assorbimento della luce da parte dell’emoglobina deossigenata, presente in modo evidente, in caso di neoangiogenesi tumorale.

Rileva inoltre l’elasticità dei vasi compressi, riuscendo a discriminare la natura del vaso fra neoangiogenetico tumorale e fisiologico. Concludendo con le parole del prof. Vecchione Direttore Scientifico dell’Istituto Nazionale Tumori G.Pascale di Napoli “sono già stati pubblicati e sono in pubblicazione studi clinici chedimostrato una sensibilità media del 93% ed una specificità fino al 90%. La tecnologia DOBI, integrata con l’Ecografia, si presenta come il più efficace, efficiente e conveniente percorso diagnostico, per ridurre il numero di biopsie e di risonanze magnetiche”.Le soluzioni nel campo delle tecnologie ottiche senza radiazioni ci sono e ogni innovazione tecnologica verrà superata da altre migliorative per la salute.

A pensare male non sarà che costa poco?

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