Ortodonzia Invisibile (invisalign) e implantologia, intervista a Dr. Guiducci Giuseppe

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In che modo, quindi, un impianto dentale può soddisfare i bisogni del paziente? «L’implantologia non deve essere considerata la “panacea” di tutti i mali, ma spesso può contribuire a risolvere in maniera efficace e duratura numerosi problemi legati all’utilizzo delle protesi dentali...

Ortodonzia Invisibile e Implantologia, due branche dell’odontoiatria volte a migliorare l’estetica e la vita di relazione del paziente. La moderna odontoiatria ha come obiettivo principale quello di porre il paziente al centro del piano di trattamento e delle soluzioni terapeutiche. È da questa esigenza che deriva l’importanza di considerare l’assenza del dolore, l’estetica e la funzionalità come capisaldi di una terapia.

 

«Nell’ambito dei trattamenti estetici basti pensare all’ortodonzia invisibile e all’implantologia orale, due branche in continuo sviluppo che, affinando tecniche e materiali, hanno permesso di migliorare la vita di relazione e aumentare l’autostima di moltissimi pazienti», spiega il dottor Giuseppe Guiducci, medico specialista in odontoiatria e chirurgia orale.

Cosa si intende col termine ortodonzia invisibile? «Oggi, visto che il fattore estetico riveste ormai un ruolo preminente, si propongono con sempre più insistenza le metodiche di ortodonzia invisibile. Tale tecnica nasce dall’esigenza di ottenere gli stessi risultati dell’ortodonzia tradizionale, ossia consentire il corretto allineamento degli elementi dentali. A differenza di quest’ultima, però, che sfrutta i classici attacchi metallici posizionati sulla superficie esterna degli elementi dentali, l’ortodonzia invisibile utilizza metodiche di spostamento non visibili, ed è per questo sempre più richiesta dai pazienti».

Quali sono e in cosa consistono queste metodiche? «Le principali tecniche di ortodontia invisibile sono rappresentate dall’ortodonzia linguale e dall’impiego di allineatori “invisibili”. La tecnica linguale, che assicura la risoluzione della totalità dei casi clinici, sfrutta attacchi posizionati sulla superficie interna degli elementi dentali, quindi invisibili perché nascosti. Lo svantaggio principale di detta terapia è legato al fastidio che questi attacchi possono arrecare alla lingua. Da ciò nasce la richiesta di un trattamento invisibile e poco fastidioso, che ha portato alla messa a punto di una terapia linguale assolutamente innovativa che, attraverso l’utilizzo di retainers attivi (fili piegati), permette di sfruttare al meglio le leggi della biomeccanica dentale, riducendo notevolmente i problemionnessi, ad esempio, a traumi linguali e disturbi fonetici».

Quali invece i vantaggi e gli svantaggi legati all’uso di allineatori “invisibili”? «A differenza delle apparecchiature fisse per i denti, questi allineatori non presentano bande o fili metallici che irritano la bocca, con notevoli vantaggi per il paziente sia da un punto di vista del comfort che dell’igiene orale. Bisogna però sottolineare che tali strumenti, pur permettendo la risoluzione di molti casi clinici, non possono essere sempre utilizzati, e pur godendo di mimetismo molto elevato, non raggiungono il livello di invisibilità assicurato dall’ortodonzia linguale. In generale possiamo comunque dire che non esiste una tecnica migliore rispetto all’altra, poiché la soluzione terapeutica ottimale deve essere sempre scelta dal medico sulla base del singolo caso clinico, delle esigenze e delle aspettative del paziente».

Per quel che riguarda l’implantologia, può spiegare in cosa consiste il concetto di osteointegrazione? «L’osteointegrazione è il processo con cui una vite posizionata chirurgicamente nell’osso e lasciata riposare, cioè non sottoposta a carico per un periodo che può variare dai tre ai sei mesi, si integra nell’osso stesso, senza interposizione diretta di altri tessuti. Questo è un passaggio fondamentale per garantire il successo di un intervento di implantologia, poiché solo a osteointegrazione avvenuta l’impianto è in grado di svolgere la sua funzione».

In che modo, quindi, un impianto dentale può soddisfare i bisogni del paziente? «L’implantologia non deve essere considerata la “panacea” di tutti i mali, ma spesso può contribuire a risolvere in maniera efficace e duratura numerosi problemi legati all’utilizzo delle protesi dentali. Inoltre oggi, grazie all’utilizzo di materiali protesici innovativi, questa tecnica permette di sostituire i denti mancanti con risultati ottimali, sia da un punto di vista estetico che funzionale».

Esistono controindicazioni legate a un intervento di implantologia orale? «Certo, il verificarsi di particolari condizioni può comportare il fallimento implantare, interferendo con il processo di osteointegrazione. Ad esempio fumatori “accaniti”, alcolisti, pazienti con scarsa igiene, pazienti affetti da diabete scompensato e da malattie autoimmuni rappresentano alcune delle categorie a rischio. Per questo è fondamentale rivolgersi sempre a specialisti del settore, poiché sta al medico valutare caso per caso le situazioni di potenziale pericolo, e decidere dunque se procedere o meno all’intervento».

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