Novità sulle soluzioni delle balbuzie, ecco le soluzioni per il recupero della parola

Visualizzazioni di questo articolo 11791

Quando il ragazzo ha raggiunto un’autostima molta alta ed una positiva memoria del vissuto verbale, è in grado di affrontare le problematiche della vita quotidiana. Concludo dicendo che  Il parlato non solo è il gioco degli errori,  quindi ogni essere umano potrebbe balbettare o avere delle piccole esitazioni, ma è anche un quadro variopinto, infatti  come esistono diversi tipi di colore con sfumature diverse così ogni individuo ha un suo caratteristico modo di parlare.

Da secoli il fenomeno balbuzie si distingue considerevolmente nella società in generale. A causa dei suoni inusuali emessi dai balbuzienti, ma anche dei comportamenti e degli atteggiamenti che vi sono associati, la balbuzie è stata oggetto di interesse scientifico, curiosità, discriminazione e ridicolizzazione.

La balbuzie è stata, e in linea di massima ancora è, un enigma con una lunga storia di interesse e speculazioni sulla sua causa e sulle possibili cure. Di balbuzienti si possono trovare tracce nella storia come il caso di Demostene, che provò a controllare la sua disfluenza parlando con dei sassolini nella bocca.

Il Talmud interpreta alcuni passaggi della Bibbia indicativi del fatto che anche Mosè era un balbuziente: la sua balbuzie era stata causata da un carbone ardente posto nella sua bocca che aveva reso “lenta ed esitante la sua parola” (Libro dell'Esodo 4, 10)

Come si diventa balbuzienti?

Le ultimissime  ricerche considerano la balbuzie frutto di fattori genetici predisponenti (il 75% dei balbuzienti ha parenti che balbettano), anche se il meccanismo di trasmissione resta sconosciuto (in uno studio del 2010 pubblicato sul New england journal of medicine condotto da un  un gruppo di studiosi guidati da Dennis Drayna del National Institute on Deafness and Other Communication Disorders (Maryland, Usa) ha identificato delle mutazioni sul cromosoma 3 a trasmissione  autosomica recessiva, ma molti aspetti non sono ancora chiari, quindi c’è ancora tanto da capire). È importante ricordare che la balbuzie ricorre con maggiore frequenza quando l’ambiente familiare è ipercorrettivo, iperansioso o anche troppo accondiscendente.  Il tasso statistico di prevalenza, o la proporzione di individui che potrebbero balbettare nella propria vita, è di circa il 5%,e in generale i maschi sono colpiti dalla balbuzie da due a cinque volte di più rispetto alle femmine.Nella maggior parte dei casi la disfluenza si manifesta in età prescolare e, secondo alcuni studi, il 2,5% dei bambini al di sotto dei 5 anni di età balbetta.Il rapporto tra balbuzienti di sesso maschile e femminile diventa sempre maggiore con l’aumento dell’età dei bambini: nell’età prescolare, i maschi balbuzienti sono il doppio delle femmine o poco meno;[51il rapporto diventa tre a uno per quanto riguarda i bambini di prima elementare, fino a crescere fino a cinque a uno nei bambini di quinta elementare, a causa del più alto tasso di guarigione delle femmine.Considerata l’alta percentuale (circa 65-75%) di recuperi della fluenza in età prescolare, il tasso statistico di prevalenza è generalmente considerato pari a circa l’1%.

Alcuni studi proponevano soluzioni farmacologiche alla disfunzione del parlato, è corretto dire che si sono dimostrate assolutamente errate?

L’efficacia degli agenti farmacologici, come benzodiazepine, farmaci anti-convulsioni, antidepressivi, antipsicotici, anti-ipertensivi e antagonisti della dopamina, nel trattamento della balbuzie, è stata sperimentata su adulti e bambini attraverso alcune ricerche. Una esauriente recensione del 2006 sull’argomento concludeva che pochi studi clinici erano metodologicamente solidi.Tra questi, solo uno, non senza difetti,mostrava una riduzione nella frequenza dei blocchi fino a meno del 5% delle parole pronunciate. Inoltre sono stati notati effetti collaterali potenzialmente gravi legati all’uso dei trattamenti farmacologici. Si segnala l’esistenza di un nuovo farmaco studiato particolarmente per la balbuzie, chiamato pagoclone (un ansiolitico, agonista del GABA)

Quali sono le effettive soluzioni che si possono mettere in atto?

Esistono diversi tipi di soluzioni a seconda dell’età del soggetto che balbetta. Non bisogna infatti confondere la balbuzie borderline con la balbuzie definita fisiologica, che è quella vissuta da un consistente numero di bambini tra i 2 e i 4 anni che  manifestano una disfluenza lieve e transitoria, collegata al nascente sviluppo della capacità di costruzione del periodo e della capacità sintattica. Questi bambini non diventeranno mai balbuzienti. È ovvio che in tale situazione bisogna semplicemente aspettare e vedere se la balbuzie tende a scomparire o a persistere. I genitori in questa fase devono avere un comportamento affettivo ed empatico e dare la possibilità al bambino di concludere la frase anche se balbettata. 

Da musicoterapeuta consiglio di far ascoltare della musica classica che con il suo ritmo lento e modulato può aiutare il bambino ad acquisire la giusta fluenza.  Quando la balbuzie persiste  anche dopo i 6-7 allora  può rimanere per tutta la vita e in tal caso è consigliabile una terapia intensiva di gruppo il cui obiettivo è proprio quello di riabilitare gli atti motori-verbali per dar la possibilità di far crescere il desiderio di parlare, e dare la forza di affrontare la prova d’ansia verbale. È molto importante conoscere e individuare precocemente i sintomi della balbuzie, per affrontarli terapeuticamente, anche in età molto precoce. Questo per evitare che la balbuzie si consolidi nel tempo fino a diventare uno stile di vita e una dinamica psicologica, motoria e sociale refrattaria a qualsiasi intervento terapeutico. La terapia di gruppo è preferita rispetto a quella singola perché con il gruppo il balbuziente vive e si relaziona con più dimensioni (non a caso il gruppo è vario, vi sono bambini, adolescenti, ragazzi, adulti, professionisti). Questa varietà conferisce al balbuziente la capacità di affrontare qualsiasi situazione  e di  relazionarsi con chiunque. L’aspetto del gruppo che non va sottovalutato è la forza che deriva dal gruppo stesso, infatti il gruppo amplifica in senso positivo il lavoro svolto dal terapeuta.

Un balbuziente che risolve la disfunzione nel parlato può avere un effetto ricaduta?

Le terapie volte alla fluenza insegnano al balbuziente a parlare fluentemente controllando il respiro, la fonazione e l’articolazione (labbra, mandibola e lingua). Sono basate sulle tecniche di condizionamento del comportamento, sconfiggendo i feed-back negativi del vissuto verbale del balbuziente. Dopo che il balbuziente impara a dominare la capacità di parlare fluentemente, la velocità e l’intonazione aumentano gradualmente. Questo modo di parlare fluente  quindi trasferito nella vita di ogni giorno. Quando il ragazzo ha raggiunto un’autostima molta alta ed una positiva memoria del vissuto verbale, è in grado di affrontare le problematiche della vita quotidiana. Concludo dicendo che  Il parlato non solo è il gioco degli errori,  quindi ogni essere umano potrebbe balbettare o avere delle piccole esitazioni, ma è anche un quadro variopinto, infatti  come esistono diversi tipi di colore con sfumature diverse così ogni individuo ha un suo caratteristico modo di parlare.


A chi rivolgersi?

Il dott. Marco Santilli, pedagogista  specializzato nei disturbi del linguaggio e dell'apprendimento e' Responsabile del Centro Specialistico per L'Eliminazione
della Balbuzie e Presidente dell'Associazione italiana La Nuova Parola.  E' l'ideatore della metodologia pedagogica della MOTRICITA' E DELLE RELAZIONI VERBALI con cui opera in equipe multidisciplinare.

E' presente su tutto il territorio italiano con 27 sedi nelle principali città.

Opera nel settore della Rieducazione al linguaggio e della Ricerca scientifica da venticinque anni.

Si è specializzato presso una delle più antiche SCUOLE ORTOFONICHE dove è stato RESPONSABILE NAZIONALE DELLA FORMAZIONE E PRIMO INSEGNANTE DEI CORSI PER LA CURA DELLA BALBUZIE PER VENTI ANNI IN TUTTA ITALIA.

Ha inoltre avuto un ruolo determinante nell'aggiornamento delle tecniche precedentemente utilizzate sviluppando metodologie innovative che oggi garantiscono la soluzione al problema balbuzie infantile e adulta.

Nel 2005 ha conseguito una ulteriore specializzazione in "DISTURBI DEL LINGUAGGIO E DELL'APPRENDIMENTO".
Dal 2005 è consulente presso molti Istituti Scolastici e si occupa di formazione ed aggiornamento nel settore delle "DISFLUENZE IN ETA'SCOLARE".
Nel 2006 ha effettuato due stage internazionali a Padova sulle "METODOLOGIE PER LA CURA DELLA BALBUZIE".
Dal 2007 a tutt'oggi effettua conferenze in diverse Università italiane del nord e centro Italia.

Dal 2008 è consulente presso alcune A.S.L. del nord Italia.
Nel 2009 ha effettuato un corso di aggiornamento a Milano sui "DISTURBI DELLA FLUENZA VERBALE".

Dal 2012 è Docente Universitario.

Svolge le terapie in tutto il territorio nazionale, corsi intensivi di gruppo della durata di 10-12 giorni, in cui il balbuziente acquista la giusta fluenza, grazie all’utilizzo di una tecnica molto naturale semplice e non rigida, un aumento dell’autostima positiva e tutti i benefici derivanti da un gruppo. Inoltre dà la possibilità ai genitori di vivere il gruppo e far capire loro i comportamenti da assumere dopo la terapia. Infine, per i ragazzi,  io ed il  mio team di lavoro siamo una grande famiglia sempre presente e pronta ad aiutarli in qualsiasi momento di difficoltà.

 

Intervista a cura di Mario Pompilio

Potrebbero interessarti anche...