Niente più dolore e risultati visibili in una app: così si evolve la rinoplastica

Visualizzazioni di questo articolo 3418

Esistono diversi tipi di applicazioni -anche per smartphone e tablet- che permettono di avere un'anteprima di quello che sarà il risultato, grazie a un programma di morphing istantaneo. Dedico molta attenzione alla fase pre operatoria e, con questi mezzi, è possibile avere un'idea molto verosimile...


Le novità del quinto intervento di bellezza praticato in Italia illustrate dal chirurgo plastico Francesco Alia al recente congresso Aicpe. «Dal naso dipende l'equilibrio di un volto» A patata, con la gobba, proiettato all'ingiù, bulboso, troppo lungo, con la punta in alto. Sono numerosi i tipi di naso per cui si richiede l'intervento del chirurgo, tanto che la rinoplastica è il quinto intervento di chirurgia plastica più eseguito in Italia.
 
Negli ultimi anni, ci sono state migliorie tecniche importanti: «Oggi fare una rinoplastica è meno doloroso rispetto a qualche anno fa», spiega Francesco Alia, chirurgo plastico estetico, che ha presentato al secondo congresso Aicpe -Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica- due relazioni sulla rinoplastica. «Parliamo di un intervento che si può eseguire in sedazione o in anestesia generale, quindi senza soffrire. Nel post operatorio, uno degli "incubi" più ricorrenti era una volta quello dei tamponi, che si inserivano nelle narici per molti giorni la cui rimozione, poteva causare dolore. Oggi questo problema è stato risolto: si usano tamponi che non provocano male e spesso, se possibile, non si usano affatto».
Avere un profilo nuovo è uno dei sogni di bellezza più frequenti di uomini e donne: «Si rivolgono a me pazienti di tutte le fasce d'età. In alcuni casi, accanto a difetti di forma si pongono anche problemi di natura funzionale che vengono risolti nello stesso intervento», prosegue Alia. Inoltre con la tecnologia oggi il risultato non è più una sorpresa: «Esistono diversi tipi di applicazioni -anche per smartphone e tablet- che permettono di avere un'anteprima di quello che sarà il risultato, grazie a un programma di morphing istantaneo. Dedico molta attenzione alla fase pre operatoria e, con questi mezzi, è possibile avere un'idea molto verosimile del risultato, così da definirla insieme al paziente che non si crea così false aspettative».

Pur essendo uno degli interventi più praticati, bisogna fare attenzione a chi ci si rivolge: «Il naso è un elemento determinante in un volto, in grado di dare equilibrio. Per questo non è possibile canonizzare un modello sotto il profilo estetico, ma occorre sempre valutare il viso nel suo complesso, andando a ricercare l'armonia delle forme». Fondamentale è rivoglersi a chirurghi plastici specializzati in questo tipo di intervento. La rinoplastica può infatti presentare alcune insidie: «Se l'intervento non viene eseguito bene la respirazione può peggiorare, il naso può assumere un aspetto pinzato e innaturale; inoltre se si toglie la gobba in modo aggressivo il naso assume un aspetto "insellato" che può richiedere un nuovo intervento più complesso per la sua correzione», sottolinea lo specialista.
In alcuni casi, la medicina estetica può essere un'alternativa alla chirurgia: «L'uso dei cosiddetti rinofiller, come l'acido ialuronico, permettono di aumentare la proiezione di un naso "schiacciato" o rialzarne leggermente la punta e, in alcuni casi, di nascondere la classica gobba, smussandola. Sono però trattamenti non adatti a tutti i tipi di naso e che hanno una durata temporale».

Sotto il profilo chirurgico, due sono le principali tecniche: quella cosiddetta "chiusa" e quella "aperta". Spiega Alia: «Differiscono nel tipo di approccio: entrambe però garantiscono tempi di recupero decisamente brevi rispetto a qualche anno fa, fondamentali sono le mani esperte». Spiega Alia: «La tecnica open, che prevede una piccola incisione della columella, risulta essere la più sicura in quanto dà una maggiore prevedibilità dei risultati e riduce le modifiche post intervento che possono verificarsi maggiormente e quindi il rischio di dovere effettuare un ritocco.

Inoltre permette degli interventi più precisi nella zona della punta. L'approccio "chiuso" è invece indicato nei casi in cui non ci siano problemi particolari della punta e se non si debba modificare in modo significativo la proiezione». I tempi di guarigione sono decisamente contenuti. Il gonfiore è in genere contenuto e i lividi spariscono gradualmente dopo 7-10 giorni. È possibile ritornare alle attività lavorative dopo 3-7 giorni. Qualche raccomandazione: «Il naso operato non deve essere esposto al sole per qualche mese. Nel caso di esposizione, si consiglia perciò l'uso di una crema solare con blocco totale. Il risultato dell'intervento può dirsi definitivo dopo circa un anno ma sarà già apprezzabile dopo due settimane».

Francesco Alia
- Laureato in Medicina e Chirurgia all'Università di Sassari, si è specializzato in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva all'Università di Roma "La Sapienza" e in Microchirurgia all'Università di Milano. Ha lavorato presso la Cattedra di Chirurgia Plastica dell'Università di Sassari e presso la Cattedra di Chirurgia Plastica dell'università di Milano e il Centro di Chirurgia Plastica ed Ustioni dell'ospedale Niguarda di Milano. Alia ha perfezionato la sua preparazione in Chirurgia Plastica ed Estetica con corsi e soggiorni in Italia, Stati Uniti, Messico, Francia e Belgio. È autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche su argomenti di chirurgia plastica ed estetica, microchirurgia e istologia. Socio ordinario di Aicpe, Sicpre e Isaps, opera a Milano e in Sardegna.
 

Potrebbero interessarti anche...