Lo spot televisivo che invita a fare causa ai medici "è qualcosa di intollerabile ed e' pura speculazione"

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Intervento che stiamo sollecitando da tempo e che porti le compagnie assicurative a riconoscere le polizze di copertura ai medici con costi accettabili.

E' il parere di Nicola Surico, presidente della Societa' italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), che commenta all'Adnkronos Salute la pubblicita' attualmente in onda su tutte le reti tv con un set che ricorda una sala delle torture e che promette un risarcimento ai pazienti vittime di malasanita'.

 

"La categoria medica viene attaccata su tutti i fronti", rincara Surico, che sottolinea le grandi difficolta' che i camici bianchi incontrano quando devono stipulare una polizza assicurativa che li copra in caso di errori: "Le compagnie spesso decidono di non assicurare i medici" a piu' alto rischio di malpractice "e in ogni caso i premi sono altissimi. Non si puo' andare avanti cosi', soprattutto se si considera che nel 90% dei casi le cause vengono archiviate. Le iniziative di promozione di questi studi legali, poi, sono davvero intollerabili".

"C'e' bisogno di un intervento governativo", dice il numero uno dei ginecologi, fra le categorie piu' 'bersagliate' dalle cause legali "insieme a ortopedici e oncologi", "un intervento che stiamo sollecitando da tempo e che porti le compagnie assicurative a riconoscere le polizze di copertura ai medici con costi accettabili.

Sarebbe inoltre necessario - conclude - calmierare i risarcimenti come ha fatto Barack Obama: il presidente degli Stati Uniti ha posto un tetto di 500 mila dollari. E invece spesso si parla di milioni di euro, cifre insostenibili per i medici e per le strutture sanitarie".

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