Infezioni respiratorie ricorrenti nei bambini

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Le infezioni respiratorie ricorrenti sono una delle problematiche più frequenti in età pediatrica – soprattutto in quella prescolare – e si manifestano con episodi in particolare a carico delle alte e/o basse vie aeree quali faringiti, otiti, laringiti, bronchiti e broncopolmoniti, solo per citarne qualcuna.

“L’esperienza pratica mostra infatti che esse interessano il 70-80% dei bambini nella fascia d’età 2-8 anni, che corrisponde a quella maggiormente colpita” commenta il dott. Paolo Ricotta, pediatra di famiglia a Roma. Agli occhi dei genitori le infezioni ricorrenti sono spesso vissute come un sinonimo di debolezza costituzionale, e la loro incidenza è tanto maggiore quanto più è precoce l’inserimento in comunità. Infatti sono due i principali fattori determinanti o favorenti: da un lato l’immaturità immunitaria, dall’altro l’esposizione a una gran varietà di patogeni presenti nelle comunità scolastiche. Ovviamente giocano un ruolo determinante anche altri fattori come le condizioni di vita quotidiana: ambiente fisico (inquinamento, umidità, esposizione al sole) ed affettivo, alimentazione, esposizione al fumo di tabacco, eventuali intolleranze ed allergie che rendono le mucose respiratorie + aggredibili da parte di fattori patogeni esterni come virus e batteri.

Non va poi dimenticato l’assetto anatomico, che in età prescolare non ha ancora raggiunto quel livello di maturazione funzionale caratteristico del bambino alla soglia della pubertà: gli stessi sistemi di eliminazione delle secrezioni sono meno efficienti e ne facilitano il ristagno (otite media). Ulteriori fattori da considerare sono il numero di conviventi, il basso livello socioeconomico, la residenza in aree urbane (gli inquinanti ambientali e il particolato fine, per esempio, esplicano un effetto irritante sulle mucose respiratorie) e alcuni agenti domestici, come per esempio il riscaldamento e la scarsa ventilazione degli alloggi, in cui l’aria secca, oltre a irritare le vie aeree, promuove il deposito di goccioline di saliva infette e la concentrazione dei patogeni. “È indubbio che le infezioni ricorrenti hanno un impatto notevole sulla vita familiare, se si considera che molte mamme oggi sono impegnate in un’attività lavorativa e, in caso di malattia del proprio bambino, sono costrette ad assentarsi dal lavoro” precisa il dott. Ricotta.

“Va poi segnalato che il diffuso consumo di alimenti congelati e surgelati commerciali e confezionati, a scapito di quelli freschi, può favorire nei bambini alcune carenze nutrizionali marginali (per esempio di rame, manganese, oro, argento) non facilmente documentabili nella pratica clinica di routine ma potenzialmente responsabili di una minore efficienza immunitaria”. Diventa così importante giocare d’anticipo, puntando cioè alla prevenzione: prima di tutto una alimentazione equilibrata a base di alimenti freschi, e poi una prevenzione farmacologica in cui l’omeopatia può 1 offrire interessanti opportunità, come dimostra uno studio osservazionale condotto con altri pediatri di famiglia di Roma tra settembre 2009 e maggio 2010 su bambini d’età compresa tra 12 mesi e 7 anni che avevano avuto almeno sei episodi infettivi nella stagione epidemica precedente ma non erano affetti da malattie croniche.

Lo studio ha testato in particolare tre preparati variamente associati, ponendoli a confronto con un lisato batterico, Sankombi e Influenzinum e fiale di Oligosol Cu-Au_ag. Sankombi è un prodotto in gocce contenenti un estratto di muffe (Mucor racemosus + Aspergillus niger) e induce la produzione di neopterina, un importante messaggero per la stimolazione reattiva del sistema immunitario e svolge per l’appunto un ruolo di ottimizzatore e riequilibratore della risposta difensiva. Influenzinum è invece costituito da globuli ed è indicato per la prevenzione dell’influenza. “Abbiamo diviso i bambini in tre gruppi” precisa il dott. Ricotta.

“Il primo, di 31 bambini, ha assunto un lisato batterico in cicli di 10 giorni al mese per 3 mesi; il secondo gruppo (43 bambini) è stato sottoposto a un ciclo di Influenzinum, seguito dalla somministrazione di Sankombi 5 gocce al giorno per 2 mesi, seguito da altro ciclo di Influenzinum uguale al precedente a febbraio-marzo 2010. Il terzo gruppo, infine, composto da 21 bambini, ha previsto Sankombi 5 gocce al giorno per due mesi insieme a Oligosol Labcatal Cu-Au-Ag (mezzo misurino per i bambini di 12/24 mesi, un misurino intero per quelli d’età superiore a 2 anni) 2 volte a settimana per 2 mesi”. 95 bambini hanno completato il trattamento e il follow-up a distanza di sei mesi, con un miglioramento della qualità di vita che è stato nel 72,4% dei casi nel primo gruppo, nel 100% nel secondo e nel 91,7% nel terzo sulla base della scala GHHOS (Glasgow Homeopathic Hospital Outcome Scale), che misura sia l’opinione dei genitori del paziente (giorni di assenza da scuola, difficoltà di relazioni sociali da parte del gruppo familiare, ricorso a visite mediche e a terapie farmacologiche) sia la valutazione clinica del medico (frequenza e durata delle ricadute, numero dei giorni di febbre e terapie prescritte).

“Questa esperienza, a cui farà seguito nel prossimo futuro una nuova indagine di approfondimento, ha dimostrato l’efficacia dell’alternanza della terapia omeopatica e isopatica e l’opportunità di programmare per tempo una strategia di prevenzione che si traduce in un maggior livello di benessere per i bambini e di serenità per le loro famiglie” conclude il dott. Ricotta.

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