I primi segnali della Maculopatia

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Non esistono cure che permettano la guarigione. Ma ci sono terapie che migliorano la qualità di vita di chi ne è affetto. la degenerazione della macula è una patologia che colpisce principalmente gli over 50. Ne parliamo con il dottor Nicola Defranco, responsabile del reparto oculistica dell’ospedale i.n.r.c.a. di Ancona

La retina è la membrana più interna dell’occhio. Al centro della retina si trova lamacula, una struttura che controlla la capacità di discriminazione fine e distinta, ovvero la capacità di riconoscere gli oggetti e i colori.

Il resto della retina serve invece ad ampliare il campo visivo e ad attirare l’attenzione sugli oggetti che sono stati precedentemente individuati dalla macula. L’importanza di quest’ultima è quindi facilmente intuibile. Il suo danneggiamento, infatti, è causa di diminuzione irreversibile della funzione visiva.Dallamaculopatia, dunque, non è possibile guarire totalmente, ma è possibile arginarla attraverso cure adeguate. In Italia colpisce in media l’1,6% della popolazione fra i 50 e i 65 anni, e la percentuale aumenta notevolmente tra gli over 75, arrivando al 27,9%. Spesso, tra l’altro, la percezione della malattia in chi ne è colpito non è immediata, inizialmente infatti il problema può non venire notato perché si supplisce alle carenze dell’occhio colpito con l’occhio sano.

Il Dottor Nicola Defranco, Responsabile del reparto di Oculistica dell’Ospedale I.N.R.C.A. di Ancona, spiega che «le cause che portano alla degenerazionemaculare sono diverse: traumi, infezioni, miopia elevata, a volte predisposizione ereditaria, i parenti di primo grado di un soggetto che ne è affetto presentano, infatti, un rischio 3 volte maggiore di sviluppare la stessa patologia rispetto alla popolazione generale.

Ma la più frequente è certamente l’invecchiamento. Il 14,4%di chi ne è colpito ha fra i 55 e i 64 anni, il 19,4% tra i 65 e i 74 anni, il 36,8% ha più di 75 anni, e la prevalenza della malattia è destinata ad aumentare con il progressivo aumento della vita media».

Durante il processo di invecchiamento dell’occhio, dunque, la retina centrale si altera fino a perdere la sua funzione, questo tipo di degenerazione è chiamata maculare senile, ed è la principale causa di cecità legale nei soggetti di età superiore ai 50 anni nei paesi industrializzati. Ne esistono di due tipi, entrambi legate ad anormalità dei vasi capillari tipiche dell’età avanzata. La degenerazione di tipo secco o atrofica, che è la più diffusa tanto da riguardare il 90%di tutte lemaculopatie, è caratterizzata da un assottigliamento progressivo della retina centrale che risulta scarsamente nutrita dai capillari poco efficienti e, conseguentemente, si atrofizza; generalmente causa una moderata riduzione visiva. In questo caso compaiono lesioni caratteristiche denominate drusen, che all'esame del fondo oculare appaiono come piccole macchiette giallastre nell'area centrale della retina.

E la degenerazione di tipo umido o essudativa,meno comunema più grave, complicata dalla formazione di vasi capillari anormali che trasudano siero o sanguinano, stimolando poi la formazione di una cicatrice. Dottor Defranco, perché invecchiando si corre il rischio di essere colpiti dalla maculopatia? «In realtà non è ancora del tutto accertato. Probabilmente la responsabilità è delle alterazioni della circolazione. Spesso questa patologia viene come conseguenza dell’ipertensione arteriosa, del diabete, del colesterolo elevato. Estremamente a rischio sono i fumatori, nei quali si riscontra il manifestarsi della malattia circa 5 – 10 anni prima che negli altri pazienti. Alcuni ricercatori pensano che anche l’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti sia tra le cause della degenerazionemaculare, per questo è sempre consigliabile proteggere gli occhi con occhiali da sole».

Colpisce entrambi gli occhi? «Non necessariamente. Una volta colpito un occhio, il rischio dell’altro di ammalarsi oscilla tra il 5 e il 25%». Come viene diagnosticata? «Attraverso l’oftalmoloscopia (esame della retina con uno strumento chiamato oftalmoscopio) diretta o indiretta, con test che riguardano la visione dei colori o tramite il test di Amsler, che permette di individuare la malattia in uno stadio decisamente precoce. Il test consiste nel fissare un foglio di carta a quadretti conun’appropriata correzione ottica. Se fissando il punto situato al centro del foglio si osserva una distorsione o un’interruzione delle righe vuol dire che esiste un problema allamacula.

Altri due importantimetodi diagnostici sono la fluorangiografia e l'angiografia al verde di indocianina. In entrambi i casi si inietta un mezzo di contrasto in una vena del braccio e poi si esegue una serie di fotografie della retina e della macula, il colorante mette così in evidenza le anomalie dei vasi.Tra le tecniche elaborate più di recente, la più utile è certamente l’OCT, che permette l’acquisizione e l’elaborazione computerizzata di immagini a due e tre dimensioni della sezione oculare che ci interessa».

Quali sono i sintomi che possono spingere un paziente a fare un controllo? «Prima di tutto la distorsione delle immagini e la conseguente difficoltà nella lettura, non riuscendo più a percepire distintamente le lettere, e l’alterazione della percezione dei colori. Lamaculopatia non porta nessun tipo di dolore, ma gradatamente si può arrivare alla perdita totale della visione centrale».

La degenerazione della maculopatia può portare alla cecità? «No, anche nei casi di perdita totale della visione centrale, la visione paracentrale viene conservata. La penalizzazione nel vivere quotidiano è comunque notevolissima. Leggere, scrivere, riconoscere oggetti piccoli può diventare quasi impossibile»Si può guarire dalla maculopatia? «No, attualmente la guarigione totale non è ancora possibile. Si può però cercare di rallentare l’evoluzione della malattia e rafforzare la capacità visiva periferica».

Come? «Sono in corso diverse ricerche che cercano di individuare terapie sempre più efficaci, e grandi speranze sono riposte nello studio delle staminali che, forse, potrebbe portare fra qualche anno alla possibilità di guarigione. Attualmente il laser può essere utile a rallentare la degenerazione maculare umida: la trasformazione dell’energia laser in energia termica determina una coagulazione localizzata dei neovasi.Questo metodo non può però essere utilizzato per arginare la degenerazione secca. In quest’ultimo caso l’unico modo per aiutare l’occhio è utilizzando ausili ottici e affidandosi a specialisti dell’ipovisione, per sfruttare meglio la visione periferica. La degenerazione umida può essere trattata anche con iniezioni endovitreali, che hanno lo scopo di eliminare la molecola responsabile dell’accumulo di liquido nello spazio sottoretinico. Quest’ultima terapia può anche essere combinata con il laser per cercare di ottenere risultati migliori».

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