Fabrizio Iacono: "l’ormone maschile NON può aumentare il rischio di incidenza dell’ipertrofia prostatica benigna"

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Studi clinici smentiscono la tesi per cui l’ormone maschile può aumentare il rischio di incidenza dell’ipertrofia prostatica benigna. L’esperto: “La protodioscina svolge la stessa funzione del testosterone

 

 

Milano, 31 luglio 2012 – Altro che nemico. Oggi gli uomini che vogliono combattere le patologie legate alla prostata possono contare su un alleato in più, considerato finora erroneamente come un avversario da tenere a bada. Numerose ricerche dimostrano infatti che il testosterone, l’ormone sessuale maschile prodotto principalmente dai testicoli, può migliorare la sintomatologia irritativa delle basse vie urinarie (LUTS) uno dei principali sintomi che, alla lunga, può degenerare nell’ipertrofia prostatica benigna.

Alcuni studi pilota condotti in Corea su 46 uomini affetti da ipogonadismo e ipertrofia prostatica hanno documentato l'efficacia del trattamento a base di testosterone che ha portato un notevole miglioramento dei LUTS e dei parametri uro-dinamici. In caso di diminuzione di testosterone, infatti, si è evidenziata una marcata infiammazione intraprostatica associata ad ipossia e rimodellamento tissutale verso l’ipertrofia prostatica. È interessante notare come la terapia testosteronica abbia impedito completamente lo sviluppo di tali alterazioni tissutali nella prostata.

“Le patologie prostatiche sono tra le malattie più frequenti: quasi un uomo su due sopra i 50 anni accusa disturbi legati all’ipertrofia prostatica benigna. - spiega il prof. Fabrizio Iacono, docente di Urologia presso l’Università “Federico II” di Napoli” - La frequenza con la quale i sintomi sono riferiti è dipendente dall’età (dal 20%nei soggetti di età inferiore a 50 anni al 45% dei soggetti di età uguale a 70 anni) e in relazione a specifiche zone geografiche (maggiore negli USA e nei paesi asiatici e minima in Francia e Scozia). In generale, superati gli “anta” spesso si verifica un calo fisiologico del testosterone. Per aumentarne la produzione da pochi mesi è disponibile in farmacia un nuovo integratore brevettato per il benessere prostatico che contiene un composto (tradamixina) ricco di protodioscina, una molecola vegetale simile al testosterone che potrebbe averne gli stessi benefici senza dover ricorrere a prodotti ormonali farmacologici. Attualmente è l’unico integratore in commercio che oltre a contenere la ultranota serenoa repens, associa anche tradamixina con elevate quantità di protodioscina”.

A confermare come il trattamento con testosterone (TRT) inibisca piuttosto che favorire il processo infiammatorio cronico, da cui possono originare gli adenomi, anche una recente survey di più di 1.300 pazienti affetti da ipogonadismo trattati con testosterone. Lo studio, pubblicato sul “The Journal of Sexual Medicine”, ha dimostrato che l'incidenza di cancro alla prostata durante il TRT a lungo termine era equivalente a quella attesa nella popolazione generale.

 

Fabrizio Iacono, nato a Napoli il 27 giugno 1957, padre di 2 figli, si è laureato cum laude nel 1982 in Medicina e Chirurgia presso L’Università degli Studi “Federico II” di Napoli. Nel 1987 ha conseguito cum laude la specializzazione in Urologia presso la Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli per poi specializzarsi 3 anni dopo in Andrologia, sempre cum laude, presso la Scuola di Specializzazione in Andrologia dell’Università degli Studi di Pisa.

La sua attività universitaria come medico Collaboratore Laureato Esterno (gettonato) presso la Clinica Urologica della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “Federico II” di Napoli è iniziata nel 1982, mentre dal 1987 al 2011 è stato vincitore del Concorso Nazionale per Funzionario Tecnico-Scientifico dell’Università e Dirigente Medico di I livello presso la Clinica Urologica della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “Federico II” di Napoli. Dal 2001 al 2004 il dottor Fabrizio Iacono è stato vincitore del Concorso Riservato per “Ricercatore Confermato” dell’Università. In servizio presso la Clinica Urologica della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “Federico II” di Napoli. Nel 2002 ha acquisito l’idoneità per Professore Associato di Urologia (F10X) in seguito a Concorso Libero tenutosi presso l’Università “Vita-Salute” S. Raffaele di Milano.

Il 9 febbraio 2005 è stato nominato Professore di ruolo di Urologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “Federico II” di Napoli. Il prof. Fabrizio Iacono è inoltre titolare degli insegnamenti di:“Semeiotica ecografica”, e “Anatomia Chirurgica” nella Scuola di Specializzazione in Urologia, “Urologia” nella Scuola di Specializzazione in Nefrologia, “Urologia” nel Corso di Laurea in Ostetricia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “Federico II” di Napoli.

Il prof. Iacono è autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche, molte delle quali presentate ai principali congressi scientifici urologici nazionali ed esteri e pubblicate su importanti riviste internazionali a rigoroso controllo redazionale oltre ad un volume sull’andrologia. Società Italiana di Urologia (SIU), dell’American Urological Association (AUA), della Società Italiana di Andrologia Medica (SIAM), della Società Italiana di Andrologia (SIA) e della Società Italiana di Chirurgia Genitale Maschile (SICGM)

Nel 1994 e nel 2007 ha vinto il Premio della Società Italiana di Urologia per la migliore ricerca scientifica presenta al Congresso Nazionale.

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