Distrofia muscolare: trial clinico testa sull’uomo nuova terapia farmacologica

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Parent Project onlus, è un progetto di genitori nato in Italia nel 1996 per sconfiggere la distrofia muscolare di Duchenne e Becker, una malattia genetica rara, la forma più grave delle distrofie muscolari, che colpisce 1 su 3.500 maschi e si manifesta in età pediatrica. In Italia sono oltre 5.000 le persone affette dalla patologia per la quale, attualmente, non esiste una cura specifica ma un trattamento da parte di una equipe multidisciplinare che ha permesso di migliorare le condizioni generali e raddoppiare le aspettative di vita.

Si è dimostrata sicura la combinazione tra un antinfiammatorio non steroideo e un farmaco della famiglia dei nitrati in pazienti con distrofia muscolare. Lo studio, che contiene anche misure preliminari di efficacia terapeutica, è stato condotto presso l’IRCCS Medea – La Nostra Famiglia e oggi pubblicato su Pharmacological Research.

Una nuova terapia farmacologica il cui bersaglio è il danno muscolare presente nella distrofia muscolare: si tratta di uno studio nato da una collaborazione tra il gruppo diretto dal prof Emilio Clementi, ordinario in Farmacologia dell’Università di Milano, e l’Unità Neuromuscolare dell’IRCCS Medea, diretta dalla Dott.ssa Grazia D’Angelo all’interno del Reparto di Riabilitazione Funzionale (Responsabile Dott.ssa AC Turconi).

 

Il trial clinico nasce da studi preclinici finanziati da Telethon Italia ed è stato condotto col sostegno economico dell’IRCCS Medea, di Parent Project Onlus e della Comunità Europea (progetto Endostem). I risultati dello studio, che ha visto coinvolti anche ricercatori delle Università di Milano-Bicocca e dell’IRCCS San Raffaele, sono stati appena pubblicati sulla rivista Pharmacological Research. Ad oggi, l’unica terapia farmacologica utilizzata nelle distrofie muscolari, e solo in alcune di esse, si basa sui corticosteroidi, che sono in grado di controllare l'infiammazione muscolare ma presentano effetti collaterali a volte importanti. L’obiettivo di questo nuovo approccio è trovare una via farmacologica più tollerabile dall’organismo, che possa sostituirsi o limitare l’utilizzo dei farmaci corticosteroidei e che giunga ad un efficace rallentamento della degenerazione muscolare.


E’ noto che il nitrossido (NO) agisce sul muscolo scheletrico con diverse funzioni protettive e di incremento della disponibilità di energia. Il gruppo diretto dal Prof Clementi aveva già dimostrato che NO è in grado di potenziare l’attività delle cellule staminali muscolari e aiuta quindi il riparo del muscolo danneggiato. Tuttavia, considerato l’aspetto infiammatorio presente nel tessuto muscolare distrofico, l’NO da solo non si è dimostrato efficace.

I ricercatori hanno valutato quindi la possibilità di associare ad un donatore di NO (isosorbide dinitrato), un antinfiammatorio non steroideo (ibuprofene), prima su murini topi modello per la distrofia muscolare (British Journal of Pharmacology, 2010), verificando la sicurezza clinica di tale combinazione e l’efficacia a livello muscolare.

 

A partire da questo dato, si è disegnato uno studio di “safety” (sicurezza) di tale combinazione di farmaci sull’uomo. Sono stati reclutati 71 pazienti adulti affetti da distrofia muscolare di Duchenne, distrofia di Becker e distrofia dei cingoli: 35 trattati con la combinazione di ibuprofene ed isosorbide dinitrato, per un periodo di 12 mesi, e 36 non trattati. Controlli clinici seriati (esami ematochimici, valutazione funzionale neuromuscolare, valutazione della funzionalità cardiaca e respiratoria) hanno dimostrato una buona tollerabilità a lungo termine della terapia, con effetti collaterali transitori e non severi (ad esempio mal di testa e ipotensione arteriosa).

“E’ ancora presto per dire se questo approccio sarà altrettanto efficace nell’uomo come lo è stato nell’animale - dice il prof Clementi -; tuttavia i dati di sicurezza e tollerabilità in uomo sono già una solida base da cui partire”.

Il gruppo ha disegnato - in collaborazione con il consorzio europeo Treat-NMD - un programma di sviluppo clinico e ha già avviato gli studi preliminari all’esecuzione di un trial clinico multicentrico di fase II che dimostri l’efficacia del trattamento con ibuprofene ed isosorbide dinitrato, in particolar modo nella distrofia muscolare di Duchenne.



Grazie ad un finanziamento di Parent Project Onlus e alla collaborazione con il Centro Studi Fase I dell’Azienda Ospedaliera Luigi Sacco di Milano, è già stato condotto un primo studio di fase I su volontari sani per testare l’interazione tra i due farmaci e si prevede che sia terminato entro giugno anche il secondo studio di fase I su volontari sani, disegnato per ottimizzare il dosaggio dei farmaci.

In base ai dati ottenuti, sarà in futuro possibile avviare uno studio sperimentale volto a valutare l’efficacia terapeutica su pazienti.



Studio pubblicato su Pharmacological Research, January 24, 2012

Nitric oxide donor and non steroidal anti inflammatory drugs as a therapy for muscular dystrophies: evidence from a safety study with pilot efficacy measures in adult dystrophic patients



Maria Grazia D'Angelo1, Sandra Gandossini1, Filippo Martinelli Boneschi 2, Clara Sciorati2, Sara Bonato1, Erika Brighina1, Giacomo Pietro Comi3, Anna C. Turconi1, Francesca Magri3, Giuseppe Stefanoni1, Silvia Brunelli4, Nereo Bresolin1,3, Dario Cattaneo5 and Emilio Clementi1,5



1 E. Medea Scientific Institute, Bosisio Parini, Italy

2 San Raffaele Scientific Institute, Divisions of Regenerative Medicine and Neuroscience, Milan, Italy

3 Dino Ferrari Center, IRCCS Ca’ Granda Foundation Ospedale Maggiore Policlinico, Dept. Of Neurological Sciences, University of Milano, Italy

4 Dept. of Experimental Medicine, University of Milano-Bicocca, Monza, Italy

5 Unit of Clinical Pharmacology, CNR Neuroscience Institute, Dept. of Clinical Sciences, University

Hospital “Luigi Sacco”, University of Milano, Milan, Italy;


Parent Project onlus, è un progetto di genitori nato in Italia nel 1996 per sconfiggere la distrofia muscolare di Duchenne e Becker, una malattia genetica rara, la forma più grave delle distrofie muscolari, che colpisce 1 su 3.500 maschi e si manifesta in età pediatrica. In Italia sono oltre 5.000 le persone affette dalla patologia per la quale, attualmente, non esiste una cura specifica ma un trattamento da parte di una equipe multidisciplinare che ha permesso di migliorare le condizioni generali e raddoppiare le aspettative di vita. Obiettivi primari dell’associazione sono il finanziamento diretto della ricerca scientifica e la formazione dedicata alle famiglie coinvolte dalla malattia e a tutta la Comunità Duchenne. Dal 2002 è attivo il Centro Ascolto Duchenne (CAD) che segue direttamente circa 600 famiglie ed elabora progetti d’informazione/formazione dedicati ai pazienti, familiari, specialisti e operatori sociali interessati ad un approfondimento.

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