Disfunzione erettile (Impotenza) da oggi si può curare

la disfunzione erettile è una patologia dovuta a motivi psicologici, diabete o problemi vascolari

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Oggi è possibile curare l’impotenza la notizia arriva dalla francia: possiamo dire basta all’impotenza. Ma in italia gli psico-sessuologi non sono del tutto d’accordo. «per una maggiore risoluzione delle disfunzioni sessuali è necessario non solo un approccio di tipo medico ma anche psicologico», spiega Fabrizio Quattrini, presidente dell’istituto italiano di sessuologia scientifica. La notizia era fin troppo interessante perchè i giornali, in special modo quelli italiani, la ignorassero.

Oggi è possibile guarire dall’impotenza nel 99% dei casi. Ad affermarlo con decisione è Philipe Brenot, psichiatra dell’Associazione Sessuologi Francesi che con una tale dichiarazione ha suscitato, com’era prevedibile, entusiasmi e polemiche, scatenando un vero e proprio dibattito nel Paese. Tanto che se n’è occupato persino un autorevole quotidiano francese come “Le Monde”, che di solito non si occupa di problemi inerenti al sesso. Eppure stavolta la notizia era davvero importante, per cui valeva la pena condividerla con i propri lettori. Ma a frenare il fin troppo facile entusiasmo degli scienziati d’Oltralpe, o per meglio dire, ridimensionare il tutto, ci pensano i ricercatori nostrani.

Fabrizio Quattrini dell’Università degli Studi dell’Aquila e Presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica di Roma ritiene che ci sono stati passi avanti significativi. «Sicuramente con l’avvento degli inibitori degli enzimi fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE-5), quindi dal Viagra al Cialis e al Levitra - ci spiega - si è osservata una forte tendenza a risolvere in modo rapido il disagio riscontrato da alcuni individui durante il comportamento sessuale. Assumere una pillola alcuni minuti prima del rapporto garantendosi la funzionalità del pene, quindi la tranquillità e soddisfazione sessuali, ha permesso di ovviare ad una serie di inconvenienti relazionali, ma anche personali e di autostima ».

E i risultati non si sono fatti attendere. «La costante ricerca su alcuni farmaci, (gli inibitori degli enzimi fosfodiesterasi di tipo 5, PDE-5) ha migliorato sicuramente alcune caratteristiche peculiari legate alla durata dell’erezione e al tempo di risposta erettile dopo l’assunzione. Il principio attivo del Viagra (sildenafil) e del Levitra (vardenafil) ad esempio, hanno una risposta fisiologica di tipo erettile ridotta nel tempo rispetto al Cialis (tadalafil). In altre parole il Viagra e il Levitra hanno una durata di azione media di circa 4 ore, nei confronti del Cialis che invece ha una durata media di 36 ore».

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Intervista all'esperto Fabrizio Quattrini dell’Università degli Studi dell’Aquila

«Il Viagra e il Levitra devono essere assunti preferibilmente a stomaco vuoto e non più di una volta al giorno almeno da 30 a 60 minuti prima del rapporto sessuale, mentre il Cialis può essere preso, sempre lontano dai pasti e non più di una volta al giorno, solamente 30 minuti prima del rapporto sessuale». D’altro canto essendo dei farmaci non vanno considerati degli “afrodisiaci” per migliorare l’esperienza sessuale, ovvero immaginare prestazioni sessuali “eccezionali”. È necessario che questi farmaci siano sempre prescritti dal medico dopo un’attenta valutazione dello stato di salute fisica dell’individuo. Sarà importante a questo punto aggiungere, che un passo significativo, riguardo al disturbo dell’erezione, è stato certamente la possibilità di una diagnostica medico-funzionale.

Oggi possibile con un’ adeguata prevenzione. Capire cioè anzitempo quanto un paziente è a rischio, oppure riconoscere se il disagio è esclusivamente di tipo funzionale, di carattere medico, o emotivo-relazionale, cioè di carattere psicologico, o addirittura di carattere misto. La notizia riportata dai quotidiani francesi, secondo cui, con le terapie a disposizione, per curare l’impotenza maschile oggi, si arrivi a risolvere il 99% delle disfunzioni sessuali, non trova del tutto d’accordo Quattrini. «Il dato riportato dai colleghi francesi è espressione di una scienza sessuologica in continua evoluzione, quindi parlare oggi di risoluzione quasi totale del disturbo dell’erezione è, a mio avviso, riduttivo, o comunque indirizzato in modo esclusivo alle terapie farmacologiche di ultima generazione.

Rimango dell’idea che la risposta sessuale maschile e femminile non può prescindere da entrambi gli aspetti medico (fisiologici) e psicologici (emotivi), quindi per una maggiore risoluzione delle disfunzioni sessuali in genere e del disturbo dell’erezione in particolare è necessario promuovere costantemente l’utilizzo di un approccio di tipo integrato medico e psicologico». Insomma, quel che lamentano gli psico-sessuologi italiani è la mancanza di un approccio complementare da aggiungere ad una terapia farmacologica. È necessario, sempre secondo i nostri studiosi, che si intervenga sulle persone con una chiara ed esplicativa educazione sessuo-affettiva, in modo da garantire una maggiore conoscenza del proprio sè corporeo e sessuale, per una minore probabilità di incorrere in disfunzionalità di tipo sessuologico. C’è la tendenza a volerlo nascondere, quanto piuttosto a volerlo negare, o comunque a volerlo relegare ad una crisi passeggera, risolvibile con l’ausilio immediato e senza tante domande con dei farmaci ad hoc.

Questo approccio piuttosto superficiale, in particolar modo da parte delle giovani generazioni si è rivelato poi dannoso per il paziente stesso. Sono moltissimi, secondo le statistiche esistenti, i giovani tra i 20 e i 30 anni che si rivolgono a medici di medicina generale per curare eventuali sintomi disfunzionali. Fra questi pochissimi si rivolgono, o sono inviati dal proprio medico curante, ad un andrologo. E qualora questo accada l’unico approccio che viene offerto è quello farmacologico, con l’ausilio di medicine, fin troppo spesso spacciate per “pillole della felicità”, entrando in un circolo vizioso di dipendenza “psicologica” da farmaco.

Ma a questo proposito Quattrini suggerisce un’alternativa. «Dalla mia esperienza di psicosessuologo sarebbe più indicata una collaborazione medico-sessuologo dove l’utilizzo del farmaco, associato a psicoterapia sessuale, può realmente migliorare gli aspetti disfunzionali diagnosticati, eludendo forme di dipendenza, innalzando la stima di sé del soggetto e aiutandolo a superare quei disagi di tipo relazionale, ovvero la paura di una donna vista e sentita costantemente più forte e disinibita ».

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C’è una preoccupante percentuale in aumento, di giovani e giovanissimi che si rivolgono precocemente al medico, per problemi inerenti la loro potenza sessuale. Le cause possono essere molteplici e non semplicemente ascrivibili a problemi di ordine prettamente fisiologico. «Concordo con il fatto - continua Quattrini - che siano molti i giovani, ma anche i giovanissimi, che si rivolgono precocemente agli andrologi per una improvvisa disfunzione erettile. A mio avviso questo massiccio abbassamento dell’età può corrispondere ad un disagio emotivo, o comunque di bassa stima di sé dei giovani uomini, associato ad un femminile che negli ultimi 35-40 anni ha cambiato radicalmente i ruoli e i comportamenti sociali. Le donne si sono evolute, gli uomini sono rimasti fermi a guardare! ». In breve, il mondo maschile deve fare i conti con un cambiamento sostanziale, nel costume, nella cultura e nella consapevolezza del proprio corpo e della propria sessualità da parte delle donne. Certi stereotipi legati al passato, sono caduti, e per fortuna aggiungiamo, inesorabilmente sotto la mannaia del femminismo degli anni ’70.

E qualora comunque non vi fosse proprio una “coscienza politica di emancipazione”, c’è comunque l’ormai consolidato diritto ad una erotismo libero e consapevole, anche da parte loro, che sembra un dato ormai assodato, almeno nelle democrazie occidentali.

I comportamenti che un tempo davano una sensazione di forza e sicurezza, e di conseguenza di potenza virile, oggi vengono a dir poco ridicolizzati, e gli uomini hanno dovuto cercare altre strade per “sedurre” il femminile.

Data la loro età, nei giovani è possibile escludere una causa prevalentemente organica, per problemi legati ad una disfunzione eret- tile, quanto piuttosto che s’ignori il “come” affrontare delle situazioni nuove, di fronte alle quali ci si sente impreparati. Non si tratta evidentemente, dell’atto sessuale in sè, nè della faciloneria liquidatoria da caserma, per cui è poco più di una semplice penetrazione. L’ostacolo da superare è la paura che si manifesta in vari modi: dal non essere abbastanza virili, allo stupore che si prova di fronte ad una donna ritenuta fino a poc’anzi innarrivabile, solo per fare alcuni esempi.

Le sfaccettature delle paure adolescenziali riguardo alla sessualità, sono tali e tante che non a caso hanno fatto la fortuna di cineasti e scrittori mediocri. Essere convinti che sia facile risolvere tutte le paure e l’eventuale difficoltà d’erezione, semplicemente con l’assunzione di farmaci, dimostra ancora una volta, come esista il tentativo di minimizzare, e infine di rimuovere il problema, negandone addirittura l’esistenza. Ecco perchè è quanto mai necessaria un’attività di prevenzione volta ad affrontare il fenomeno fin dalla sua insorgenza. Ma c’è ancora un’ultima difficoltà da superare. L’esistenza di alcuni luoghi comuni che di fatto impediscono un sano approccio al problema.

Esitono dei luoghi che possono arrecare dei danni non trascurabili. «Per la disfunzione erettile, ma per tutto ciò che riguarda la sessualità in generale – conclude Quattrini - esistono ancora oggi forti luoghi comuni, stereotipi e false credenze che, solamente attraverso una “sana” e chiara educazione alla sessualità e all’affettività è possibile cambiare. In relazione alla disfunzione erettile il luogo comune da sfatare, ma soprattutto da evitare di far rimanere costante nell’immaginario sociale collettivo, è legato allo stesso termine “impotenza”. Nonostante sia stato sostituito nel tempo dal più morbido “disturbo dell’erezione”, sembra difficile da eliminare totalmente.

Rappresentare tale disagio con l’accezione forte del termine “impotenza” garantisce una visione distorta ed invalidante dell’essere umano di sesso maschile. Impotenza equivale non solo a disfunzione sessuale, ma anche e soprattutto a non essere più “potenti”, quindi capaci, sicuri, forti, in una sola parola “uomini”!” Per concludere, la strada per una sana e felice vita sessuale maschile, al di là dei facili proclami, è stata tracciata. E la soluzione del problema in fin dei conti non è poi così lontana

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