Allergie ai pollini: un problema in crescita

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Le piante utilizzano il polline per riprodursi. I pollini, infatti, sono le cellule riproduttive maschili che vengono trasportate da vento, insetti e animali per fecondare l'apparato riproduttore femminile di un'altra pianta della stessa specie. Responsabili delle allergie sono i pollini delle anemofile, le piante che utilizzano

Starnuti continui, occhi che lacrimano, gola che pizzica… L’arrivo della primavera, con l’aumento dei pollini nell’aria, significa per molti italiani affrontare le allergie ai pollini.

Stando a quanto riferiscono gli esperti dell’OMS, questo tipo di allergie coinvolgerebbe una fetta di popolazione sempre più grande, tanto che le persone affette da reazioni allergiche ai pollini sarebbero raddoppiate negli ultimi 30 anni[1]. I dati relativi al nostro Paese evidenziano che gli italiani colpiti da pollinosi sarebbero il 20% della popolazione.[2] Gli individui che ne soffrono sviluppano particolari anticorpi che, quando vengono a contatto con le proteine rilasciate dai pollini, innescano una reazione immunitaria responsabile dei sintomi dell'allergia. La crescita delle allergie dipende anche dalla presenza di inquinanti e ogni persona merita una valutazione individualizzata che consideri il profilo allergenico correlato alla stagione dei pollini e la valutazione delle condizioni generali. Una delle manifestazioni cliniche più importanti della pollinosi è la rinite intermittente o stagionale, caratterizzata da starnuti ripetuti, prurito, congestione nasale, spesso associata a congiuntivite allergica.

La stagione dei pollini in Italia

Le piante utilizzano il polline per riprodursi. I pollini, infatti, sono le cellule riproduttive maschili che vengono trasportate da vento, insetti e animali per fecondare l'apparato riproduttore femminile di un'altra pianta della stessa specie. Responsabili delle allergie sono i pollini delle anemofile, le piante che utilizzano il vento per diffondere il loro polline, affinché questo raggiunga i fiori di piante anche molto distanti. In Italia la stagione dei pollini comincia di norma nel mese di marzo e si conclude all’inizio di settembre, raggiungendo il suo culmine in maggio e giugno, quando la concentrazione pollinica nell’aria è massima. A causa dei cambiamenti climatici, tuttavia, il ciclo di vita delle piante sta subendo importanti variazioni, tra le quali l’aumento della produzione di pollini e l’allungamento dei tempi di pollinazione. Per questa ragione i casi di pollinosi, prima circoscritti al periodo primaverile, oggi si presentano sovente da gennaio a ottobre. Le famiglie botaniche maggiormente coinvolte sono: le Composite (Ambrosia) con fioritura estivo autunnale, le Urticacee (Parietaria) a fioritura estiva, Betulla, Nocciolo e Ontano (tra febbraio e aprile) e le Graminacee (fioritura da fine marzo a settembre, con un picco massimo in maggio e giugno)

Cosa può fare l’omeopatia

Nella prevenzione e nella cura dei sintomi della pollinosi, i medicinali omeopatici possono rappresentare una valida scelta terapeutica. Essi presentano infatti diversi vantaggi, fra cui l’assenza di effetti collaterali (il più rilevante dei quali è sicuramente la sonnolenza), l’utilizzo di sostanze naturali (minerali, vegetali o animali) e l’assenza di tossicità, caratteristiche che li rendono adatti a tutte le età, anche ai bambini e agli anziani. La terapia omeopatica, inoltre, può essere associata in maniera complementare ad altri farmaci. Infine, questi medicinali non provocano “effetto rebound”

INQUADRAMENTO DELLA POLLINOSI

La pollinosi è la più comune delle allergopatie. Comprende il complesso delle manifestazioni cliniche oculari, nasali e bronchiali che si presentano nei soggetti sensibilizzati ai pollini durante il periodo di pollinazione delle piante cui sono allergici. Tra le patologie più frequenti associate alle pollinosi figurano la rinite allergica e la congiuntivite allergica.

Patogenesi

I pollini trasportati dal vento hanno un diametro inferiore a 50 millesimi di millimetro e sono quindi invisibili a occhio nudo. Sulla loro superficie si trovano gli antigeni, capaci di sensibilizzare soggetti predisposti per cause sia genetiche, sia ambientali, che infiammatorie.

Questi antigeni agiscono in modo tale da stimolare il sistema immunitario a produrre particolari anticorpi, le immunoglobuline di classe E (IgE).

Quando gli antigeni dei pollini arrivano a livello delle mucose dei cosiddetti "organi bersaglio", cioè dell'occhio, del naso e dei bronchi del soggetto allergico, si incontrano con le IgE che aderiscono alla superficie di particolari cellule, dalle quali vengono prodotti mediatori chimici quali l'istamina, le prostaglandine, i leucotrieni etc., che agiscono innescando un processo infiammatorio: dilatano i vasi capillari, richiamano dal sangue e dai tessuti cellule di difesa, aumentano la secrezione delle ghiandole e inducono la contrazione della muscolatura liscia, con il risultato di causare i sintomi propri della pollinosi.

Fattori di rischio nella pollinosi

Tra i soggetti che possono manifestare allergia ai pollini ci sono gli atopici, con familiarità allergica, ma altri fattori di rischio sono l’esposizione a forti concentrazioni di polline, l’inquinamento atmosferico, che riduce le capacità di adattamento dell’organismo, la nascita durante la stagione di pollinazione, l’eccessivo uso di antibiotici in età infantile, la presenza di infiammazione indotta da allergia alimentare, e l’esposizione al fumo passivo di sigaretta durante i primi mesi di vita.

 

I sintomi

I sintomi della pollinosi si manifestano in concomitanza con la fioritura della pianta responsabile dell’allergia. Quelli più comuni sono:

  • Rinorrea acquosa;
  • Congestione nasale;
  • Bruciore e arrossamento delle congiuntive;
  • Lacrimazione;
  • Starnuti isolati o a salve;
  • Prurito al palato, al naso e agli occhi;
  • Tosse secca e stizzosa, spesso notturna, accompagnata da difficoltà di respiro e dai caratteristici sibili intratoracici propri dell'asma bronchiale, complicanza della pollinosi.
  • Riduzione dell’olfatto e del gusto;
  • Insonnia, stanchezza, irrequietezza
  • Difficoltà di respiro e asma (nel 40% dei casi).

In presenza di un raffreddore nella stagione dei pollini è fondamentale valutare se si tratta della forma virale (raffreddore comune) o di una pollinosi. All’esordio, le differenze tra le due patologie non sono significative ma successivamente diventano evidenti. Infatti il raffreddore comune dura circa sette giorni mentre la pollinosi dura tutto il periodo di pollinazione; inoltre la pollinosi si accompagna a congiuntivite e in taluni casi, anche ad asma. E’ importante quindi rivolgersi al medico quando i sintomi sono molto intensi, prolungati nel tempo e ostacolano fortemente le più comuni attività giornaliere, come pure se vi è difficoltà di respiro o crisi asmatiche.

Inoltre, è bene evidenziare che alcuni pazienti provano la sensazione di prurito e gonfiore alle labbra, al palato e alla gola successivamente all'ingestione di alimenti vegetali contenenti antigeni che danno reazioni crociate con quelli dei pollini.

Si tratta della cosiddetta Sindrome Orale Allergica (SOA) e può comparire in una piccola percentuale dei soggetti con allergia ai pollini. Anche in questo caso, è importante mettere a conoscenza il proprio medico di tutte le reazioni causate dall’ingestione di un determinato alimento.

Nella tabella seguente, si trovano alcuni esempi di alimenti che possono provocare reattività crociata. Vanno conosciuti per capire il fenomeno qualora si presentasse, ma non si devono eliminare questi cibi preventivamente, perché la reazione crociata è talora possibile ma non statisticamente certa.

 

Pollini

Alimenti

Pollini in genere

miele

Graminacee

Melone, anguria, arancia, kiwi, pomodoro, frumento, pesca, albicocca, ciliegia, prugna, arachidi, cereali

Ambrosia

Melone, banana

Artemisia e altre composite

Camomilla, sedano, carote, melone, anguria, mela, banana, zucca

Parietaria

More di gelso, basilico, piselli

Olivo

Olio d’oliva

Betulla

Mela, pesca, albicocca, noci, ciliegia, banana, carota, patata, finocchio, sedano, arachidi, mandorle, pistacchio

IL TRATTAMENTO OMEOPATICO PER LA POLLINOSI

La terapia omeopatica, da sola o associata ai farmaci tradizionali, può rappresentare un valido aiuto nel migliorare i sintomi tipici della pollinosi, utilizzando medicinali che agiscono sia in fase preventiva, sia in fase curativa. I principali vantaggi dell’omeopatia nel trattamento della pollinosi sono l’assenza di effetti collaterali, ma anche la possibilità di modulare la terapia in base alla sintomatologia. Inoltre, i medicinali omeopatici possono essere assunti a tutte le età, un vantaggio significativo se consideriamo che di pollinosi soffrono sia adulti che bambini. È importante ricordare infine che i medicinali omeopatici non provocano sonnolenza o disturbi dell’attenzione e possono essere assunti per lunghi periodi e più volte al giorno.

In prevenzione

La cura omeopatica preventiva va iniziata almeno due mesi prima del previsto periodo delle manifestazioni acute provocate dall’allergia ai pollini. In questo caso andranno assunte diluizioni omeopatiche del polline a cui il soggetto risulta allergico. La posologia è di 5 granuli al giorno in diluizione 9 CH.

Se il soggetto è allergico ai pollini di più piante, un’ottima soluzione è Pollensì, la cui composizione contiene pollini (Gramigna, Erba mazzolina, Nocciolo, Betulla bianca, Parietaria, Artemisia, Ambrosia) diluiti alla 30 CH; si assume circa un paio di mesi prima della pollinazione nella posologia di 5 granuli, 1-2 volte a settimana.

Se i sintomi sono già comparsi…

Alla comparsa dei primi sintomi, suggerisco di assumere 5 granuli di Sinalia, fino a 6 volte al giorno se necessario. Sinalia contiene sei medicinali omeopatici selezionati per la loro azione sintomatica: Allium cepa (5 CH), Ambrosia artemisiaefolia (5 CH), Euphrasia officinalis (5 CH), Histaminum muriaticum (9 CH), Sabadilla officinarum (5 CH) e Solidago virga aurea (5 CH). Poiché ogni componente ha un'azione specifica sui sintomi dell’oculorinite allergica, l’associazione di questi medicinali risulta benefica per questo tipo di affezione. Inoltre, la somministrazione sublinguale permette, attraverso la mucosa, un rapido assorbimento del medicinale.

Per quanto riguarda il fastidioso sintomo della rinorrea, esistono diversi medicinali omeopatici specifici; si parte con un’assunzione frequente (anche ogni ora) e si riduce la frequenza di assunzione in base al miglioramento della sintomatologia. In caso di rinorrea non irritante può essere utile assumere 5 granuli ogni ora di Sabadilla 9 CH. Per la rinorrea chiara ritengo indicato assumere 5 granuli ogni ora di Kalium iodatum 9 CH, utile in caso di particolare irritazione a naso e occhi, mentre in caso di rinorrea bruciante si possono assumere 5 granuli ogni ora di Allium cepa 9 CH. Per il “naso chiuso” uno dei medicinali più indicati è Sticta pulmonaria 9 CH, da assumere ogni sera. In caso di starnuti frequenti, è indicata Nux Vomica 9 CH, 5 granuli ogni ora, eventualmente associata a Histaminum 9 CH, allo stesso dosaggio. Per il naso colante con bruciore e starnuti, consiglio Allium Cepa 5 CH e Arsenicum Album 9 CH qualora sia presente una forte infiammazione nasale.

Per alleviare l’irritazione nasale, è utile la pomata Homéoplasmine, a base di Calendula officinalis, Benzoe, Phytolacca decandra, Bryonia e Acidum boricum, da applicare localmente mattino e sera. Se alla rinite si associa anche una congiuntivite allergica, caratterizzata da sintomi come lacrimazione, gonfiore, prurito, bruciore e rossore agli occhi, consiglio il collirio Euphralia, a base di Euphrasia officinalis e Chamomilla vulgaris.

La posologia è di 2 gocce quattro volte al giorno o più frequentemente se necessario, in quanto non presenta rischi di sovradosaggio. Anche in questo caso, trattandosi di un medicinale omeopatico, è privo di effetti collaterali ed è indicato per tutti i componenti della famiglia di tutte le età: bambini, adulti, anziani e anche per i portatori di lenti a contatto.

 

Nella fase acuta, il medicinale omeopatico viene scelto in base ai sintomi caratteristici della sindrome allergica. Va cioè ricercato il medicinale che ha una patogenesi più simile alle manifestazioni cliniche acute del soggetto, e dovrà essere prescritto seguendo l’andamento della patologia.

Il paziente allergico ne assumerà 5 granuli in diluizione 9 CH in diversi momenti della giornata: al risveglio, al bisogno durante la giornata, prima di andare a dormire e tutte le volte che avvertirà un peggioramento dei sintomi, diradandone l’assunzione con il miglioramento.

Con la consulenza del Dott. Attilio Speciani, allergologo e immunologo clinico, esperto di omeopatia e terapie naturali.

 


PROFILO DOTT. ATTILIO SPECIANI,

allergologo e immunologo clinico,

esperto di omeopatia e terapie naturali

 

Attilio Speciani, medico specialista in Allergologia e Immunologia clinica e Anestesiologia e Rianimazione, docente Master presso le Università di Milano e di Bologna, si è dedicato, sin dall’inizio della sua formazione, all’approfondimento delle terapie naturali, valorizzando una costante integrazione tra gli aspetti scientifici classici e quelli delle Medicine Complementari. Per quanto riguarda queste forme terapeutiche, nel biennio 1985-86 è stato Docente di Omeopatia presso la Scuola di Omeopatia per medici della Fondazione Mattioli Palmieri e nel 1988-89 è stato Docente di Terapie naturali e di Omeopatia presso scuole di insegnamento per medici della SMB (Società Italiana di Medicina e Bioterapia). Dal 1997 al 2000 è stato docente presso l'Università di Siena del master di specializzazione di Terapie integrate in Flebolinfologia e nel biennio 2009-2011 docente del primo Mater di Naturopatia dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Dal 1990 è socio attivo della New York Academy of Science e della European Academy of Allergy and Clinical Immunology (EAACI). È stato membro del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) di Medicina Complementare della Regione Lombardia dal 2004 al 2010 e svolge la sua attività libero-professionale a Milano, dove è direttore sanitario di SMA, Servizi Medici Associati, direttore del sito Eurosalus.com e autore di diversi studi scientifici e libri, fra cui “Le allergie: cause, diagnosi, terapie” e il suo ultimo “Recuperare la tolleranza alimentare” (entrambi di Tecniche Nuove Edizioni).

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