Allarme adolescenti e Botox: il consumo in italia cresce del 15% all'anno

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Sono proprio le giovanissime, però, che stanno facendo lievitare il mercato del 15% ogni anno, per un giro d'affari di 18 milioni di sterline. Gli esempi oltreoceano si sprecano: dalla onnipresente Kim Kardashian (29 anni) che ha orgogliosamente dichiarato di aver effettuato la procedura prima dei trent’anni...

Il chirurgo avverte: “L’uso precoce sviluppa resistenza alla sostanza e crea dipendenza psicologica” La tentazione del ritocchino, si sa, colpisce in maniera trasversale uomini e donne, volti noti e gente comune, ma ciò che desta maggiori perplessità è che a bussare alla porta del chirurgo plastico siano ragazze e ragazzi sempre più giovani. Le statistiche confermano come la ‘botox-mania’, come è già stata definita oltreoceano, contagi già prima della soglia dei trent’anni.
Le donne italiane non hanno nulla da invidiare alle americane: con 150mila fiale di collagene e oltre60 mila di botox consumate ogni anno, si confermano ai primi posti in Europa per ricorso alla chirurgia estetica. “Le controindicazioni poi sono minime: caduta della palpebra superiore, ematomi, leggera febbre.
 
Si tratta, comunque, di effetti collaterali temporanei e reversibili, visto che l'efficacia della tossina è limitata nel tempo (dai tre ai sei mesi). A basse dosi quindi non dà alcun effetto collaterale da impiego cronico, l’unico difetto è che può creare dipendenza psicologica – spiega Alberto Capone, medico specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva a Milano – Diverso è se a farne uso sono giovanissimi che ancora non hanno nemmeno le rughe d’espressione: l’utilizzo precoce aumenta il rischio di immobilizzazione del viso e contemporaneamente diminuisce l’effetto negli anni successivi, poiché a lungo andare l’organismo può sviluppare una sorta di resistenza alla sostanza. Un altro effetto collaterale da non sottovalutare, soprattutto quando la personalità è così ‘mutevole’ come in età giovanile, è l’appiattimento rispetto a canoni di bellezza che neutralizzano ogni caratteristica propria, portando a una vera e propria serialità dei tratti estetici”. Se le over quaranta sempre più spesso si pentono dell’uso selvaggio del botox, al contrario le under trenta ammettono quasi orgogliosamente di farne un utilizzo ‘preventivo’. Il quotidiano inglese "Daily Mirror" ha coniato la definizione di ‘toxic teen’, ragazzine tossiche, per definire il fenomeno della dipendenza, a cui segue, sempre più di frequente, un percorso di ‘disintossicazione psicologica’ vero e proprio.
 
Sono proprio le giovanissime, però, che stanno facendo lievitare il mercato del 15% ogni anno, per un giro d'affari di 18 milioni di sterline. Gli esempi oltreoceano si sprecano: dalla onnipresente Kim Kardashian (29 anni) che ha orgogliosamente dichiarato di aver effettuato la procedura prima dei trent’anni, all’irriconoscibile Megan Fox, che già a 18 anni ha iniziato a sottoporsi a interventi che ne hanno totalmente trasformato i lineamenti. Pure la sregolata Linsday Lohan (27) sarebbe una ‘botox addicted’, così come la cantante pop Lana del Rey (27), che prima dell’affermazione definitiva sulle scene musicali si è sottoposta ad un ‘make-over’ generale. Anche in Italia non mancano gli esempi: Claudia Galanti (28) e Nina Moric (all’epoca degli interventi 25) sono eclatanti eccessi di utilizzo eccessivo e incontrollato di punture. “Personalmente non intervengo su minorenni, a meno che non si tratti di risolvere vere e proprie patologie.
 
Allo stesso modo consiglio di diffidare da quei medici senza scrupoli sempre disposti ad accogliere le richieste dei pazienti, soprattutto quando tali richieste siano accompagnate da aspettative poco o per niente realistiche e siano la testimonianza evidente di un disagio psicologico legato alla crescita e strettamente connesso ad un percorso di maturazione non ancora concluso”, conclude Capone.

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