Neoplasie al seno, ComfortScan si presenta come soluzione per la prevenzione

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Il tumore al seno è la neoplasia più frequente nelle donne e rappresenta la principale causa di morte per tumore nel sesso femminile.

Ogni anno, nel mondo, si verificano circa 1.500.000 di nuovi casi di tumore al seno. In Italia, l’incidenza è di circa 40.000casi per anno. La guaribilità di questa malattia è strettamente correlata allo stadio di malattia, più precoce è la diagnosi, maggiore è la possibilità di guarigione. Si stima che circa 1/3 dei decessi potrebbero essere evitati se il tumore venisse diagnosticato in tempo.

Questo dato, riferito al contesto mondiale, corrisponde a dire che circa 500.000 donne l’anno avrebbero maggiori possibilità di guarigione se la loro malattia venisse diagnosticata in tempo. Lo screening mammografico rappresenta uno strumento efficace di anticipazione diagnostica nelle donne in età compresa fra i 50 ed i 69anni. In questa fascia d’età, grazie alla mammografia e ai centri di screening, l’obiettivo della diagnosi precoce è perseguibile. Tuttavia, in questi anni, stiamo assistendo auna progressiva e costante anticipazione dell’età di esordio di questa malattia. Nella fascia di età compresa fra i 25 ed 44 anni,dal 2000 al 2005 è stato osservato un incremento dei casi di tumore al seno pari al 28%, circa il doppio rispetto a quanto accaduto nelle restanti fasce d’età.

Queste pazienti, non possono beneficiare dello screening mammografico, poiché ammalano prima. Inoltre, la mammografia è poco efficace nei seni densi, tipici dell’età giovanile. Pertanto, prima dei quarant’anni, quasi sempre è la donna ad accorgersi della presenza del tumore e in 1/3 dei casi la malattia ha già interessato i linfonodi ascellari al momento della diagnosi con parziale compromissione della prognosi. La mortalità complessiva in questa fascia d’età è più alta, questa evidenza è in parte correlata a una maggiore aggressività biologica del tumore, ma è anche espressione del ritardo nella diagnosi. Alla luce di questi dati è importante disegnare dei percorsi di anticipazione diagnostica che siano al tempo stesso sostenibili sul piano finanziario ed efficaci anche in età premenopausale.

Presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli è attivo il progetto: Underforty Women Breast Care. Si tratta del primo progetto Europeo di prevenzione, diagnosi e cura del tumore al seno nelle giovani donne.

In circa 3 anni d’attività sono state trattate oltre 300 pazientiunderfortycon tumore al seno, molte delle quali alla prima diagnosi. Inoltre, da circa un anno è attivo l’ambulatorio underforty al quale è possibile accedere tramite prenotazione. Il consulto prevede la stima del rischio soggettivo di ammalare di tumore al seno e la pianificazione diun percorso di anticipazione diagnostica personalizzato. La visita senologica e l’ecografia mammaria rappresentano gli esami basilari. In casi selezionati è previsto l’ausilio della Risonanza Magnetica Mammaria. Mission del progetto underfortyè anche innovare, indagare il potenziale offerto dalle tecnologie emergenti nella diagnosi del tumore al seno. Il ComfortScan, è una tecnologia non radiante che indaga la ghiandola mammaria mediante la luce nella banda dei 640 nm.

Le immagini sono acquisite in senso craniocaudale e rielaborate in dinamica, consentendo di rilevare eventuali aree d’interesse patologico riconducibili alla neoangiogenesi tumorale. In letteratura esistono pochi studi che riguardano questa metodica, tuttavia i dati preliminari sono incoraggianti. Di recente, si è di costituito il DOBI Group, si tratta di un comitato scientifico al quale partecipano molti dei centri che possiedono la tecnologia ottica mammaria.

La finalità è favorire lo sviluppo della tecnologia ottica eprovvedere alla formazione ed al tutoring degli utilizzatori della metodica. Attualmente è in corso uno studio multicentrico che ha la finalità d’uniformare i criteri d’interpretazione delle immagini rendendo uniforme il processo di refertazione.

I risultati preliminari sono incoraggianti. Aprire all’innovazione è un dovere prima ancora che un’opportunità. E’ necessario il contributo e l’impegno di tutti: medici, dirigenti ed istituzioni, affinché il tumore al seno sia diagnosticabilein fase pre-clinica anche in età giovanile.

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