La patologia Malattia rara, la Sclerosi Sistemica o Sclerodermia, in greco “pelle dura”

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E' una patologia fortemente invalidante caratterizzata da un progressivo ispessimento e indurimento della cute, in zone più o meno estese della superficie corporea, causato da una deposizione eccessiva di fibre di collagene e formazioni di cicatrici, che possono interessare non solo la pelle, ma anche organi interni quali cuore, polmoni, reni, apparato gastrointestinale e articolazioni.

La deposizione di tessuto fibrotico avviene con sostituzione progressiva della normale architettura tissutale con fibre di collagene e conseguente deterioramento funzionale degli organi colpiti. Accanto ai processi fibrotici poi, la Sclerodermia è caratterizzata anche da un danno a livello vascolare delle piccole arterie periferiche e dei capillari con conseguente ischemia a livello dei tessuti, ulcere digitali, ipertensione arteriosa polmonare e complicazioni a livello renale.

Epidemiologia Come la maggior parte delle malattie autoimmuni, la Sclerosi Sistemica colpisce maggiormente le donne in un rapporto di 4-5 a 1, con un picco di incidenza tra i 40 e i 50 anni di età. Nel nostro Paese colpisce circa 30.000 persone, con circa 1.000 nuovi casi l’anno. Eziologia La precisa eziologia della Sclerosi Sistemica non è ancora nota. Alcuni geni potenzialmente coinvolti nella patofisiologia della malattia sono risultati associati anche ad altre malattie autoimmunitarie quali il Lupus e l’Artrite Reumatoide, suggerendo quindi il coinvolgimento di geni comuni. Sintomi Tra i segni più caratteristici della malattia – è lo stesso nome a sottolinearlo – figurano un indurimento e un inspessimento della pelle.

La malattia esordisce inizialmente a livello delle mani, in particolare a livello delle dita (sclerodattilia), fino ad estendersi ad altre aree. Frequenti sono le ulcerazioni alle nocche e ai polpastrelli della dita. Tra i principali segni poi vi è il fenomeno di Raynaud, noto anche come “Mano fredda”, che si presenta con un tipico pallore a mani e piedi temporaneo, dovuto ad una diminuzione di afflusso sanguigno, (vedi paragrafo Il fenomeno di Raynaud), che può precedere di mesi o addirittura di anni la malattia e per questo è considerato un campanello d’allarme da non sottovalutare.

Altri sintomi possono essere artrite e debolezza muscolare, calcinosi (depositi di sali di calcio), teleangeactasie (piccoli vasi che diventano visibili sulla cute), difficoltà ad inghiottire cibo, rallentata mobilità gastrointestinale, secchezza di occhi e bocca, interessamento cardiopolmonare e renale.

Diagnosi La diagnosi di Sclerosi Sistemica può diventare un iter lungo e complesso a causa di sintomi generici o sovrapponibili ad altre patologie. Alcuni elementi però sono in grado di aiutare il medico a formulare una diagnosi molto precoce, al fine di intervenire tempestivamente con una terapia adeguata e non quando la patologia può avere già fatto diversi danni a livello sistemico.

Importante per una diagnosi precoce di Sclerosi Sistemica quindi il riconoscimento dei seguenti 5 elementi: 1) Fenomeno di Raynaud (secondario); 2) dita edematose (quasi a salsicciotto); 3) prelievo sanguigno per valutare la presenza di anticorpi antinucleari; 4) prelievo sanguigno per valutare la presenza di anticorpi anti-centromero e antitopoisomerasi I; 5) alterazioni del microcircolo individuate tramite l’esame della video-capillaroscopia ungueale.

Trattamenti Non esiste un trattamento curativo, ma è possibile intervenire con farmaci immunosoppressori per limitare l’infiammazione dei tessuti coinvolti. Esistono poi i così detti trattamenti sintomatici, che agiscono sul sistema vascolare, gastrointestinale, cardiaco, renale, ossia su tutte le complicazioni della malattia, accanto anche a terapie fisiche, finalizzate a mantenere e sostenere il tono muscolare e la funzionalità articolare. Presente e futuro sul fronte terapeutico Sebbene non esista ancora un trattamento definitivo, i ricercatori si stanno muovendo in diverse direzioni, al fine di trovare nuovi potenziali bersagli terapeutici e di conseguenza nuove terapie.

Alcune ancora in essere, altre già applicate. Tra questi gli inibitori delle chinasi (come l’Imatinib, inserito nell’ambito della Sclerodermia con lo scopo di inibire il processo fibrotico), i vasodilatatori come gli inibitori delle fosfodiesterasi (come il Sildenafil e il Tadalafil, utilizzati anche in combinazione agli antagonisti recettoriali delle endoteline, Bosentan ed Ambrisentan, per il trattamento dell’ipertensione arteriosa polmonare). Gli anticorpi monoclonali diretti contro il TGF-beta, una delle principali citochine coinvolte nel processo fibrotico, sono ancora in fase di sviluppo. Nel campo dei vasodilatatori un settore interessante è quello delle ulcere e in particolare quello della loro riepitelizzazione e della loro prevenzione.

Infine un altro settore in sviluppo è rappresentato dal trapianto di cellule staminali (Studio Internazionale ASTIS) e dalla medicina rigenerativa, che consiste nell’uso di cellule staminali autologhe o eterologhe, per ricostruire i tessuti che sono stati danneggiati nei pazienti affetti da Sclerosi Sistemica. Un database online per studiare le varie manifestazioni della malattia e identificare nuovi biomarkers Patologia a decorso variabile, alcuni pazienti vanno incontro ad una regressione spontanea della malattia.

Proprio a causa di questa variabilità e della bassa prevalenza della malattia, i ricercatori necessitano di un ampio numero di campioni biologici al fine di individuare fattori genetici predisponenti, nuovi biomarkers e terapie più efficaci, visto che attualmente non esiste una cura in grado di bloccare la malattia. E’ a tal fine infatti che EUSTAR (The European League Against Rheumatism Scleroderma Trials and Research Group) ha creato un database online con dati clinici che attualmente hanno raggiunto il numero superiore a 10.000 pazienti.

La raccolta di tali dati rappresenta una chance unica per studiare il corso e la varie manifestazioni della malattia, per individuare nuovi biomarkers di malattia e terapie efficaci. Il fenomeno di Raynaud Descritto per la prima volta nel 1862 dal Dr. Maurice Raynaud da cui prende il nome, il fenomeno di Raynaud (FDR) consiste in un restringimento temporaneo delle piccole arterie (vasocostrizione), solitamente a livello delle dita delle mani e dei piedi. Si manifesta inizialmente con pallore - causato da una diminuzione di afflusso sanguigno - accompagnato da un abbassamento della temperatura cutanea, da dolore e da perdita di sensibilità.

Il pallore è poi seguito da cianosi, per cui le dita assumono una colorazione bluastra, e da rossore, una volta che il flusso sanguigno riprende a fluire normalmente, anche se non sempre tutte e tre le fasi sono presenti in tutti i soggetti. In genere sono episodi brevi che compaiono durante l’esposizione a basse temperature o in seguito a forti stress emozionali, e si risolvono nel giro di pochi minuti. Si può distinguere un FDR primario, quando non è possibile individuare alcuna causa per il FDR, da un FDR secondario, ossia quando il FDR è causato da un’altra malattia come appunto la Sclerosi Sistemica o da altre malattie autoimmuni.

Si stima ad esempio che il FDR secondario sia presente in oltre il 95% dei pazienti sclerodermici e spesso viene considerato quindi come il sintomo d’esordio della malattia e pertanto un campanello d’allarme che può precedere di mesi o anni la patologia, la cui diagnosi può risultare però difficile.

Alcune caratteristiche permettono di distinguere il FDR primario da quello secondario. Quello secondario, infatti, può avere un esordio più tardivo (oltre i 40 anni di età al contrario del primario il cui esordio avviene solitamente entro i 30 anni). Quasi sempre è accompagnato da altri sintomi come gonfiore alle dita, artrite, eritemi cutanei, problemi gastrointestinali, polmonari o renali, secchezza della bocca e degli occhi, e colpisce inizialmente solamente una mano al contrario del primario che colpisce tutte le dita di entrambe le mani.

Inoltre i pazienti affetti da FDR secondario vanno incontro a frequenti eventi ischemici con progressivo danneggiamento delle piccole arteriole della dita e dei tessuti circostanti che nel 25-40% dei casi possono portare alla comparsa di ulcere a livello dei polpastrelli della dita. Nel primario, al contrario, le complicanze sono estremamente rare.

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