L’anemia nemica del cuore, Può l’anemia rappresentare un serio pericolo per la salute dei pazienti che si sottopongono ad interventi di cardiochirurgia?

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Un’importante ricerca condotta presso l’IRCCS Policlinico San Donato, evidenzia il ruolo dell’anemia come fattore di rischio negli interventi di cardiochirurgia

San Donato Milanese, 09 ottobre 2012 – Può l’anemia rappresentare un serio pericolo per la salute dei pazienti che si sottopongono ad interventi di cardiochirurgia? Gli specialisti dell’IRCCS Policlinico San Donato, coordinati dal Professor Marco Ranucci, Responsabile dell’Anestesia e della Rianimazione Cardiotoracica e già Presidente della Società Europea di Cardioanestesia, hanno dato una risposta a questa domanda.

La ricerca, la prima al mondo per le sue caratteristiche di analisi del problema, è stata pubblicata dalla prestigiosa rivista scientifica americana The Annals of Thoracic Surgery, e ha evidenziato la stretta correlazione tra l’anemia pre-operatoria e le complicanze post-operatorie, negli interventi di cardiochirurgia. Il team del Professor Ranucci ha infatti comparato, tra il 2000 e il 2011, 401 pazienti affetti da forme gravi di anemia (emoglobina al di sotto dei 10 g/dl), con pazienti che presentavano valori di emoglobina nella norma, scoprendo che gli anemici hanno circa il doppio delle probabilità di incorrere in complicazioni, inclusa la morte, rispetto ai soggetti sani.

L’anemia è una condizione caratterizzata da un basso contenuto di emoglobina nel sangue. L’emoglobina è contenuta nei globulti rossi, e trasporta l’ossigeno ai vari organi. E’ una patologia molto diffusa: dati recenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stimano infatti che nel nostro Paese la prevalenza dell’ anemia (definita come emoglobina al di sotto degli 11 g/dl) sia dell’11%. Peraltro, tra i pazienti affetti da patologia cardiovascolare, la percentuale di pazienti anemici è anche maggiore.

“A differenza di altri parametri, come l’età avanzata e l’insufficienza renale, l’anemia pre-operatoria si può correggere attraverso la somministrazione di ferro o di medicinali che stimolino la produzione di globuli rossi” sostiene il Professor Ranucci. “diventa quindi essenziale e vitale per il paziente che si avvia all’intervento di cardiochirurgia, preservare il naturale livello di emoglobina nel sangue, per non incappare in complicazioni e diminuire i tempi di ripresa”.

E’ spesso sufficiente un trattamento di due o tre settimane, per permettere al paziente di aumentare di 1-2 g/dl il valore di emoglobina. Ciò ridurrebbe in modo significativo la necessità di ricorrere a trasfusioni e probabilmente assicurerebbe un miglior decorso post-operatorio e una riduzione dei rischi correlati all’intervento chirurgico.

Questo studio, che ha permesso di annoverare l’anemia tra i fattori di rischio, ha destato anche l’attenzione della comunità scientifica americana che, oltre a sostenerne la validità, pone l’accento sull’importanza della scoperta, che potrebbe portare alla revisione dei protocolli americani ed europei, relativamente alla stratificazione del rischio in cardiochirurgia.

L’IRCCS Policlinico San Donato fondato nel 1969, è un grande ospedale di ricerca e insegnamento, sede del Dipartimento cardiovascolare Edmondo Malan, che si pone al primo posto in Italia e tra i primi in Europa per volume di attività -2.000 interventi di cardiochirurgia all’anno- ed efficacia delle prestazioni nelle malattie del cuore e dei vasi.

E’ sede del Triennio clinico del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano e di numerose Scuole di Specializzazione.

E’ il primo ospedale ad alta specializzazione interamente certificato ISO 9002 in Europa, dispone attualmente di 380 posti letto accreditati, 12 sale operatorie e di tutta l’alta tecnologia biomedica e al suo interno operano circa 1.000 addetti di cui 200 medici specialisti.

E’ un’istituzione ospedaliera fortemente attiva anche nella cooperazione internazionale, ha infatti organizzato oltre 170 missioni nei paesi più disagiati con scopo didattico, clinico e umanitario.

E’ anche sede di formazione permanente per specialisti provenienti da diversi Paesi, con l’assegnazione, con fondi propri, dal 1992 ad oggi di 180 borse di studio.

Il Policlinico San Donato eroga prestazioni in tutte le principali specialità medico-chirurgiche e dispone di un Pronto Soccorso DEA integrato nella rete del 118 per l’ urgenza ed emergenza dell’area metropolitana milanese.

Il Policlinico San Donato è stato riconosciuto dal Ministero della Salute “Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico” (IRCCS) per la ricerca e la cura delle “Malattie del cuore e dei grandi vasi nell’adulto e nel bambino” in considerazione dell’eccellenza dell’attività clinica, didattica e scientifica.

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