Cellule Staminali, Il prossimo 4 settembre l'associazione, con alcuni familiari dei pazienti con cure interrotte, faranno un sit in davanti al Tar di Brescia.

Visualizzazioni di questo articolo 1770

"Nella sola Sicilia ci sono 241 persone che attendono di sottoporsi al trapianto".

Lo riporta un comunicato diffuso da 'Sicilia Risvegli Onlus' in merito alla vicenda del trattamento con cellule staminali all'ospedale di Brescia, che nella nota vengono definite "cure che sono state somministrate gratuitamente e che costituiscono una concreta speranza di miglioramenti per centinaia (soltanto in Italia) di casi analoghi". Il prossimo 4 settembre l'associazione, con alcuni familiari dei pazienti con cure interrotte, faranno un sit in davanti al Tar di Brescia.

"In attesa di trapianto - si legge ancora nel comunicato - c'e' anche Salvatore Crisafulli, il 46enne catanese affetto da sindrome di locked-in, da nove anni in uno stato semivegetativo a seguito di un incidente stradale. Alcune settimane fa lo stesso Salvatore aveva praticato lo sciopero della fame per oltre 2 settimane, per dare un segnale forte alle Istituzioni, affinche' venissero riaperti i laboratori di Brescia e dunque ripristinati i trapianti di staminali. A lui si era unito qualche giorno piu' tardi il fratello Pietro, presidente di Sicilia Risvegli onlus, ma senza alcun risultato. Circa un mese fa, lo stesso Pietro Crisafulli aveva inviato una lettera a Benedetto XVI, chiedendogli di intercedere con chi di dovere. Ma anche dal Vaticano il silenzio assoluto".

La stessa speranza

- racconta Sicilia Risvegli Onlus - la coltiva anche Irene Sampognaro, moglie di Giuseppe Marletta, architetto catanese in coma vegetativo dal 2010 a seguito di un banale intervento chirurgico. Una vicenda su cui sta indagando la magistratura. La donna, rivolgendosi con una lettera al Pm Raffaele Guariniello, afferma: "Coloro che hanno costretto mio marito a una vita vegetativa sono stati lasciati indisturbati nel loro posto di lavoro, mentre i medici che tentano di fare l'impossibile per curare casi disperati come il suo vengono inspiegabilmente ostacolati. Conosco Marino Andolina.

E' un grande uomo di scienza, il primo al mondo ad avere iniettato staminali. Non ho dubbi sulle sue capacita' e sulla sua professionalita'. E' venuto fin qui a Catania e ha visitato mio marito Giuseppe, insieme a Salvatore Crisafulli e altri, tutto a spese sue. Sottolineo che non gli ho mai dato un centesimo, e che e' lungi da lui chiedere soldi. Ce ne fossero di medici come lui che fanno del proprio mestiere una vera missione. Ognuno ha il sacrosanto diritto di avere l'opinione che vuole sulle staminali, ma giammai a scapito della vita altrui.

La macchina della giustizia deve muoversi contro chi con il proprio comportamento ha mostrato un assoluto disprezzo per la vita altrui e non contro chi cerca di salvarla".

"Ne' Davide Vannoni ne' Marino Andolina ci hanno mai chiesto denaro ne' 'donazioni', hanno addirittura presenziato e gestito il prelievo dello stroma osseo pagandosi trasferta e tempo investito". A pronunciare queste parole in difesa della Stamina Foundation e' Giuseppe Camiolo, padre della piccola Smeralda, bimba catanese di 17 mesi che si e' sottoposta con successo a un primo trapianto all'ospedale di Brescia e che, dopo il sequestro dei laboratori, ha dovuto sospendere le cure.

Una lettera analoga e' stata inviata allo stesso magistrato da Bruno Talamonti, rimasto vedovo dopo la morte della moglie. "Anche noi ci eravamo rivolti ad Andolina, il quale senza esitare un istante, senza promettere false speranze, senza chiedermi un centesimo per la Stamina Foundation, l'unico uomo al mondo che ha dato senza chiedere, era pronto a tentare di salvare una persona in coma allo stato vegetativo, situazione che alla nostra sanita' costava, circa 900 euro al giorno".

Centinaia di e-mail - evidenzia la nota - sono state inviate all'associazione Sicilia Risvegli da Milano a Napoli, da Verona a Roma, da Siracusa, da Palermo: si tratta dei familiari di pazienti in stato vegetativo che si sono detti pronti a incatenarsi sotto le sedi opportune per chiedere la riapertura di quei laboratori nella convinzione che il trapianto di staminali restituisca loro una possibilita' di miglioramento. Per questo, il 4 settembre l'associazione Sicilia Risvegli, con alcuni familiari dei pazienti con cure interrotte, faranno un sit in davanti al Tar di Brescia.

Potrebbero interessarti anche...