Intervento di Mastoplastica additiva, ecco le nuove soluzioni

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Per quanto riguarda le protesi, ne esistono diversi tipi?
«È disponibile sul mercato un’ampia scelta di protesi mammarie, che consentono di ottenere effetti differenti. Le opzioni possibili riguardano la forma e le misure che si desidera conseguire. Alcune protesi sono di forma ro- tonda, mentre altre hanno una forma più a goccia, fornendo un...

La mastoplastica additiva è uno degli interventi di chirurgia plastica oggi più eseguiti e richiesti, tuttavia la decisione di impiantare una protesi mammaria va sempre valutata con attenzione. Gli obiettivi di questo tipo di interventi sono ottenere un aumento di volume delle mammelle, migliorandone la forma e la simmetria. L’impiego di materiale protesico è indispensabile nei casi di pazienti con mammelle assenti o piccole, rilassate o cadenti a causa dell’età, di perdite di peso o di gravidanze.

Un discorso a parte riguarda la ricostruzione mammaria in seguito a un trattamento oncologico. Di entrambi i temi parla il dottor Egidio Riggio, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, microchirurgia e dirigente della Fondazione istituto nazionale tumori di Milano, che presenta inoltre una nuova protesi che permette di ottenere un seno molto grande con un aspetto particolarmente naturale.

Quali sono le principali tecniche per le operazioni di mastoplastica additiva?
«È possibile realizzare l’impianto di una pro- tesi in varie modalità. Si può realizzare un impianto sotto ghiandolare, in questo caso la tasca contenente la protesi si trova tra la ghiandola mammaria e il muscolo grande pettorale. Oppure un impianto sotto muscolare, la protesi si trova sotto il muscolo grande pettorale per due terzi – questa tecnica consente di nascondere meglio la protesi. Si può anche fare un impianto misto in due piani e infine un impianto sotto fasciale. Ognuna delle di- verse tecniche ha vantaggi specifici, da valutare in base alle motivazioni che portano all’intervento».

Per quanto riguarda le protesi, ne esistono diversi tipi?
«È disponibile sul mercato un’ampia scelta di protesi mammarie, che consentono di ottenere effetti differenti. Le opzioni possibili riguardano la forma e le misure che si desidera conseguire. Alcune protesi sono di forma ro- tonda, mentre altre hanno una forma più a goccia, fornendo un seno dall’aspetto naturale, più simile alla forma della mammella – queste protesi sono chiamate anatomiche. Ogni tipo è disponibile in varie proiezioni e misure, per adattarsi specificamente alle esigenze individuali di ogni singola paziente. Per quanto riguarda i materiali, esistono protesi a soluzione salina/mista oppure in puro silicone. Ognuna di queste soluzioni presenta vantaggi e svantaggi».

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi più rilevanti? «Le protesi più moderne sono pre riempite in gel di silicone, che ha una struttura “quasi” indeformabile con vari livelli di coesività. Il gel più coesivo rende le protesi più resistenti (le rotture prima dei 10 anni non superano il 10%). Ciò significa che alcuni gel offriranno maggiore stabilità, laddove altri conferiranno al seno una consistenza più morbida al tatto. I vantaggi delle protesi anatomiche in silicone consistono nella loro capacità di fornire stabilità e conferire una forma più naturale rispetto ad altre protesi, in particolare, l’ultima generazione di protesi anatomiche Natrelle 510 dual gel. Questo tipo, se integrato da un’apposita tecnica chirurgica di inserimento, può condurre a risultati estetici molto naturali. Al contrario, le protesi con soluzione salina vengono riempite durante l’intervento. Uno degli svantaggi della soluzione salina è dato dalla consistenza “più morbida” e quindi meno naturale. Inoltre, le protesi saline o miste con gel sono disponibili in poche opzioni».

Può spiegare la particolarità della Natrelle 510 dual gel?
«In base alla mia esperienza queste protesi consentono di ottenere mammelle di misure anche grandi senza apparire finte e senza la sensazione di pesantezza. Questa protesi ha un soft gel posteriore e un firm gel anteriore e inferiore. Ciò rende soffice la consistenza della protesi sui bordi, che così si notano meno, e dà turgore alla parte inferiore del seno, proiettando il più possibile la zona dell’areola e del capezzolo. Inoltre, la superficie posteriore concava sul piano longitudinale fa in modo che la protesi si adatti naturalmente alla curvatura del torace della donna».

Per quanto riguarda la ricostruzione, quali sono le tecniche più diffuse?
«Esiste la ricostruzione con espansori, protesi gonfiabili, inserite temporaneamente sotto i muscoli pettorali che espandono i tessuti rimasti dopo la mastectomia. Naturalmente è possibile ricostruire con protesi permanenti, che vanno a sostituire gli espansori temporanei o, in casi selezionati, possono essere inserite subito dopo la mastectomia. È possibile anche intervenire con rimodellamenti immediati per i casi di maggiore asportazione di tessuto o con il lipo filling per correzioni medio piccole»

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