Chirurgia Plastica, intervista al Dr. Mario Pelle Ceravolo presidente Aicpe

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Oggi esiste una crescente richiesta di interventi minimi ambulatoriali. In molti casi, ove ne esistano le indicazioni, questi trattamenti possono raggiungere lo scopo, ma pensare di risolvere problemi estetici importanti soltanto attraverso l’uso di filler o trattamenti semplici con sedicenti attrezzature magiche è un illusione che crea molte insoddisfazioni fra i pazienti».

Agli inizi di aprile ha assunto la carica di presidente dell’Associazione italiana chirurgia plastica ed estetica. Mario Pelle Ceravolo nell’insediarsi ha fissato le idee che svilupperà in questi anni indicando tra le priorità quella di incrementare la qualità della preparazione dei chirurghi plastici, di ottimizzare la comunicazione fra medico e paziente e di migliorare l’assistenza ai pazienti. Coma riuscirà a raggiungere questi scopi? «Per quanto riguarda l’aggiornamento professionale dei chirurghi plastici, non è solo importante sapere ciò che si è appreso nel periodo del corso di specializzazione, ma è determinante aggiornarsi sui continui progressi di questa disciplina e per questo oltre ai corsi e ai congressi organizzati o patrocinati da Aicpe, organizzeremo seminari e incontri telematici.


Una nuova classe 
di chirurghi qualificati, investire sulla formazione dei giovani è importante, 
per il Presidente dell’Aicpe Mario Pelle Ceravolo, affinchè sempre più medici affrontino un intervento di chirurgia plastica e medicina estetica con tecniche valide e moderne, senza rischi.

Inoltre, vogliamo che i chirurghi più esperti membri della nostra società mettano il proprio know-how a disposizione di chiunque lo desideri aprendo le loro sale operatorie ai più giovani. Vogliamo creare una nuova classe di chirurghi che offra standard qualitativi paritari o migliori a quelli dei Paesi più evoluti. Un altro obiettivo riguarda la determinazione degli standard di qualità dei chirurghi plastici attraverso la realizzazione del log-book, ossia di un libretto in cui sia registrata l’esperienza teorica e pratica di ogni specialista.

Quarto, l’istituzione di un numero verde a cui i pazienti possano rivolgersi per chiarimenti, informazioni o per avere un opinione certa e indipendente in relazione a dubbi o problematiche riguardanti la chirurgia estetica». Sempre più persone ricorrono a medicina e chirurgia estetica. Come si possono aiutare i pazienti a riconoscere gli specialisti più competenti e a non incorrere in delusioni e risultati insoddisfacenti e quali i criteri qualitativi secondo cui effettuare queste scelte? «La prima caratteristica che il paziente deve ricercare in un professionista è il titolo di specialista in chirurgia plastica.

Quindi è bene verificare che sia iscritto a uno delle due società di chirurgia plastica esistenti in Italia, Aicpe o Sicpre. In Italia è sufficiente la laurea in medicina e chirurgia per essere legalmente abilitati a eseguire interventi di chirurgia plastica. Ma tale titolo non garantisce che il chirurgo abbia una preparazione specifica adeguata a esercitare tale specialità. La qualità deve essere per il paziente il criterio di scelta più importante da seguire: maggiore qualità equivale a maggiori garanzie di risultato.

È ovvio che anche il criterio economico di spesa rappresenta un fattore importante. In questo settore i costi molto bassi di alcuni interventi vanno quasi sempre a scapito della qualità: in gioco c’è, non solo un risultato estetico, ma anche la salute. Vale la pena ricordare che un problema creato da un intervento di chirurgia estetica non è sempre emendabile da un secondo trattamento, che, peraltro, sarà certamente più difficile del primo e spesso anche più costoso».

Che consapevolezza c’è nei pazienti, quali i trattamenti più richiesti e quali le informazioni necessarie che i medici devono raccogliere dai pazienti? «Le fonti informatiche forniscono notizie sugli interventi, ma bisogna sempre aver presente che si tratta di informazioni espresse da singoli individui e spesso finalizzate a scopi esclusivamente commerciali. L’informazione più attendibile è quella proposta da un professionista serio e responsabile che possa offrire al paziente un curriculum e un’esperienza adeguata nel settore. I trattamenti più richiesti dai pazienti sono quelli per ringiovanire il volto e quelli per scolpire e modellare il corpo.

Oggi esiste una crescente richiesta di interventi minimi ambulatoriali. In molti casi, ove ne esistano le indicazioni, questi trattamenti possono raggiungere lo scopo, ma pensare di risolvere problemi estetici importanti soltanto attraverso l’uso di filler o trattamenti semplici con sedicenti attrezzature magiche è un illusione che crea molte insoddisfazioni fra i pazienti». Secondo uno studio condotto dall’emittente televisiva Wjla dal 2010 il numero di teenager americani che tra i 13 e i 19 anni si è sottoposto a iniezioni di tossina botulinica è cresciuto del 20 per cento. Cosa dicono i dati più recenti riferiti all’Italia? «In Italia il fenomeno di richiesta di trattamenti con tossina botulinica sui minori è inesistente, per fortuna. Negli ultimi dieci anni di attività non mi è mai capitato di ricevere questo tipo di richiesta da parte di giovani di età inferiore a 21 anni».

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