Chirurgia Plastica: ecco svelate le cause della trasformazione di Bridget Jones

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Quali sono al contrario esempi di lifting ben riusciti? “Quello di Angelina Jolie ad esempio: la neo moglie di Brad Pitt e ambasciatrice delle Nazioni Unite si è sottoposta a un lifting completo circa due anni fa, con riposizionamento muscolare e impianto di cellule staminali, in particolare nella zona zigomatica. Il viso, seppur già di per sé molto scavato a causa dell’eccessiva magrezza dell’attrice, è molto naturale”.

Lifting estremo: “Si può intervenire sul proprio viso senza ritrovarsi con i connotati di un’altra persona. L’importante è non fare troppo e tutto insieme”. I consigli della dottoressa Antonella Castaldo per un intervento ben riuscito.

Renée Zellweger è solo l’ultimo clamoroso esempio di un utilizzo eccessivo e ‘tutto in una volta’ della chirurgia plastica. L’effetto, a giudicare dalle foto scattate alla diva in occasione del premio Elle Women in Hollywood Awards, a Beverly Hills, è esattamente l’opposto di quello che presumibilmente la ‘povera’ Renée desiderava ottenere con l’aiuto del chirurgo: oltre a non avere più nulla dei suoi tratti originali, l’attrice sembra anche decisamente più vecchia dei suoi 45 anni. “La Zellweger si è sottoposta a un lifting completo del volto – precisa la dottoressa Antonella Castaldo, medico chirurgo perfezionato negli Stati Uniti e specializzata in chirurgia estetica – che però risulta essere troppo invasivo e innaturale”.

Quali sono i cambiamenti più evidenti sul volto della (ex) Miss Bridget Jones? “In primis l’attrice si è sottoposta a una blefaroplastica e contemporaneamente a un lifting del sopracciglio. L’occhio ora è molto allungato e più aperto, la palpebra non è più appesantita come ai tempi di ‘Jerry Maguire’ e analogamente le sopracciglia sono meno ‘sporgenti’ rispetto a qualche anno fa”, prosegue la Castaldo. Le guance tonde e la faccia pienotta di un tempo hanno lasciato il posto a un viso decisamente più scavato: “I lineamenti del volto sono stati completamente ridisegnati: lo zigomo è stato sollevato, inoltre è stata eliminata la bolla adiposa di Bichat, rendendo i tratti più spigolosi”.

È molto probabile che la diva si sia sottoposta all’intervento di recente: “Dalle foto stimerei al massimo due mesi fa”, precisa la Castaldo, che puntualizza ancora come l’effetto definitivo del lifting sia valutabile solo dopo circa sei mesi. “L’ideale è intervenire con piccolo ritocchi, altrimenti si rischia di diventare irriconoscibili”. Negli Stati Uniti in particolare le celebrities iniziano fin dai 30-35 anni con piccoli interventi poco invasivi, come i mini lifting, con cui riescono a mantenere la freschezza del viso senza arrivare a stravolgere i lineamenti. “Se ci si sottopone in particolare a lifting ‘estremi’ quando i tessuti hanno perso tono in maniera evidente, il rischio che si corre è quello di sembrare più vecchi, oltreché di apparire troppo diversi, come appunto nel caso della Zellweger”, conclude la Castaldo.

Quali sono al contrario esempi di lifting ben riusciti? “Quello di Angelina Jolie ad esempio: la neo moglie di Brad Pitt e ambasciatrice delle Nazioni Unite si è sottoposta a un lifting completo circa due anni fa, con riposizionamento muscolare e impianto di cellule staminali, in particolare nella zona zigomatica. Il viso, seppur già di per sé molto scavato a causa dell’eccessiva magrezza dell’attrice, è molto naturale”. Altri esempi positivi di lifting o mini lifting ben riusciti, sempre secondo la dottoressa Castaldo, sono quelli delle attrici Katie Holmes, Megan Fox e Cameron Diaz (sebbene all’inizio il viso della bionda protagonista di ‘The Mask’ sembrasse eccessivamente tirato). Volti che nessuno giudicherebbe sgradevoli o finti. E non è forse questo il risultato a cui aspira chi si sottopone a un intervento?

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