Chirurgia Estetica nel mondo: quali sono gli interventi più richiesti e in quali paesi?

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A tal proposito, infatti, è stata fondata nel settembre 2011 l'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (AICPE). Tale Associazione, infatti, è in grado di tutelare, rappresentare e dare risposte concrete nel campo della chirurgia plastica ed estetica. Per questo motivo, è diventata un punto di riferimento imprescindibile per i pazienti,  per la stampa e per le autorità sanitarie interessate a queste tematiche.

La chirurgia estetica: un bene costoso, ma che oramai si sta trasformando sempre di più in un fenomeno globale. La bellezza si sta imponendo come bene primario, non solo per sentirsi più sicuri di sé, ma anche e, soprattutto, per avere successo a livello sociale.

Infatti, secondo le ultime ricerche condotte e presentate a New York dall'International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS), la più grande associazione al mondo di chirurghi plastici estetici, solo nel 2013, sono state praticate nel mondo oltre 23 milioni di operazioni di chirurgia estetica: più di 20 milioni alle donne (87,2% del totale) e oltre 3 milioni agli uomini (12,8% del totale).

Sembra, dunque, che oramai il detto popolare Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace sia stato abbondantemente archiviato nel cassetto, almeno per un gran numero di persone, i cosiddetti esteti.

Grazie ai dati raccolti attraverso quest'indagine, condotta dall'IPSAS, è possibile avere una visione globale di ciò che succede attorno a noi, nell'ambito della chirurgia plastica, di quali siano le tendenze, le mode del momento ed i cambiamenti in atto a livello mondiale. Questi dati sono stati raccolti attraverso la distribuzione di un questionario di due pagine, inviato ad oltre 30.000 chirurghi plastici di tutto il mondo.

Il Paese che ha effettuato il maggior numero di operazioni estetiche è risultato essere quello degli Stati Uniti (3.996.631 interventi, 17% del totale), seguito a ruota da Brasile (2.141.257, 9,1%) e Messico (884.353, 3.8%).

 Ma nella Top Ten della chirurgia estetica si trova anche l'Italia, che si è posizionata al settimo posto, con 182.680 operazioni chirurgiche e 192.576 operazioni non chirurgiche, per un totale di 375.256 interventi, ossia l'1,6% del totale. Pur perdendo una posizione rispetto al 2011 (anno in cui si è svolta la precedente analisi statistica), in questo primato, comunque, l'Italia ha battuto il Venezuela, l'Argentina e l'Iran, rispettivamente con 291.388, 287.823 e 174.778 interventi. Al quarto e quinto posto, invece, troviamo la Germania e la Spagna, con un numero di interventi, comunque, considerevole: rispettivamente 654.115 e 447.177.

Bisogna, a questo punto, fare una distinzione ben precisa: la chirurgia plastica non viene adoperata solamente per motivi puramente estetici, ma essa svolge un ruolo determinante anche in caso di incidenti o malattie più o meno gravi (ad esempio, la difficoltà a respirare, dovuta ad una deviazione del setto nasale).

L'intervento di chirurgia plastica che ha ottenuto il primato nel 2013, con un numero di operazioni pari a 1.773.584 è stato quello di mastoplastica additiva (aumento del seno). In ordine, poi, troviamo: liposuzione (1.614.031); blefaroplastica (1.379263); lipofilling (trapianto del proprio grasso in aree di viso e corpo svuotate e da rimpolpare - ad esempio per aumentare il volume di zigomi, guance e labbra, oltre che per colmare i solchi lasciati dall'età) 1.053.890 e rinoplastica (954.423). L'Italia, in questo ambito, rispecchia perfettamente la situazione globale: 26.520 interventi di mastoplastica, oltre sedicimila operazioni di liposuzione, circa 15 mila rinoplastiche e 9.760 operazioni di otoplastica (riduzione delle orecchie prominenti). Ciò significa, dunque, che i canoni di bellezza si sono diffusi a livello mondiale.

Nel campo della medicina estetica, invece, la situazione è leggermente differente. A livello globale spopola l'uso della tossina botulinica, seguita da filler riassorbibili, mentre in Italia si preferisce ancora l'acido ialuronico, probabilmente a causa di informazioni scientifiche non sempre corrette, che, dunque, generano un senso di diffidenza nei riguardi del botox. In realtà, questo timore è generato dal fatto che ai volti gonfi ed innaturali si associa l'uso del botulino. Bisogna specificare, però, che è l'uso eccessivo del botox che genera gli effetti disastrosi sopra descritti e non il botulino in sé. Tale sostanza, infatti, se adoperata nelle giuste dosi, favorisce risultati modulabili e naturali, rendendo lo sguardo più giovane.

Nel campo della chirurgia estetica e di quella plastica, comunque, l'Italia è risultato essere il Paese più preparato professionalmente e con il maggior numero di procedure per tutelare la salute.

A tal proposito, infatti, è stata fondata nel settembre 2011 l'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (AICPE). Tale Associazione, infatti, è in grado di tutelare, rappresentare e dare risposte concrete nel campo della chirurgia plastica ed estetica. Per questo motivo, è diventata un punto di riferimento imprescindibile per i pazienti,  per la stampa e per le autorità sanitarie interessate a queste tematiche. All'AICPE, gemellata con l'American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più ragguardevole società di chirurgia estetica al mondo, hanno aderito più di duecento chirurghi italiani. Possono diventare membri,  esclusivamente professionisti, con una formazione tecnica e pratica documentabile e che seguano uno specifico codice etico, non solo nella sala operatoria, ma anche al di fuori. Lo scopo principale dell'AICPE è quello di tutelare la categoria di medici, ma anche i pazienti, regolando l'attività professionale dal punto di vista etico e sanitario, favorendo la formazione continua e gli aggiornamenti scientifici e promuovendo l'istituzione di un albo professionale ad hoc, che tuteli la categoria in ogni momento ed in ogni situazione della loro vita lavorativa.

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